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Farmaci ai bovini per produrre più latte. Maxisequestro in varie province italiane

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Farmaci veterinari somministrati ai bovini per aumentare la produzione di latte. È questo quanto scoperto dai Carabinieri dei Nas e dell’Arma territoriale in una vasta operazione condotta lo scorso 31 ottobre.

Un vero e proprio mercato nero scoperto grazie a un’indagine avviata dal Nas di Cremona circa sei mesi fa.

Le province interessate sono varie. Oltre a Cremona, infatti, il mercato coinvolgeva anche: Mantova, Bergamo, Verona, Brescia, Parma, Piacenza, Rovigo e Ragusa.

Secondo quanto appreso durante le operazioni, sembra che i medicinali illegali venissero somministrati ai bovini per aumentare la produzione di latte fino al 20% in più. In particolare, il farmaco sotto accusa prende il nome di Somatropina bovina. I 900 carabinieri dei Nas che hanno preso parte all’operazione ne avrebbero sequestrate dosi massicce, oltre ad altre sostanze prive di registrazioni e di prescrizioni, provenienti da Paesi extra europei, vendute ad allevatori in siringhe e flaconi, pronte per essere somministrate agli animali.

L’indagine ha così smascherato un vasto traffico di medicinali, provenienti dal mercato illegale, all’interno di una rete di distribuzione extra europea. Il bilancio dell’operazione è stato di: 48 decreti di perquisizione di cui 31 in allevamenti intensivi, che ospitano 15-20mila capi di bestiame da latte.

La Procura di Brescia che ha sostenuto le indagini avviate dai Nas di Cremona ha emesso decreti anche nei confronti di sette indagati, ritenuti responsabili di associazione a delinquere finalizzata al commercio e somministrazione di medicinali veterinari di provenienza illecita. Fermato anche un medico veterinario, libero professionista che assieme agli altri indagati, facenti parte del settore zootecnico, sarebbe stato trovato in possesso di un’ingente quantità di farmaci privi di registrazione e autorizzazione. Con precisione: due quintali circa di specialità medicinali comunitarie ed extracomunitarie, 20 chilogrammi di polvere anonima, verosimilmente antibiotico, e 500 confezioni di farmaci di provenienza extra Unione europea.

Le perquisizioni hanno portato all’ulteriore sequestro probatorio di 16 allevamenti, 4.079 capi di bestiame, 55 kg di sostanze farmacologicamente attive (tipo aspirina ed antibiotici) illegali e da sottoporre ad analisi, centinaia di confezioni medicinali veterinari irregolari, registri di carico e scarico di farmaci veterinari irregolarmente compilati, nonché 80.000 litri di latte sottoposti a vincolo sanitario, per un valore complessivo stimato in circa 30 milioni di euro. Complessivamente, le persone deferite all’Autorità giudiziaria sono 26.

Non è la prima volta che si parla di scandali inerenti a medicinali somministrati in allevamenti italiani. Ricordiamo ad esempio il 9 luglio 2013, quando il Corpo Forestale dello Stato ha sequestrato più di 17 mila confezioni di farmaci veterinari, pronti a essere distribuiti nel mercato clandestino e destinati a gonfiare vitelli e maiali in Italia e presumibilmente anche all’estero.

La somministrazione di farmaci agli animali, inoltre, come abbiamo già visto, può favorire la creazione di ceppi di batteri resistenti agli antibiotici (per approfondire l’argomento, andate al link).

(Foto: Maja Dumat)

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