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Europa pronta a imporre il mais OGM nonostante il parere contrario degli stati membri

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La maggior parte degli stati membri dell’Europa è contraria ma, con molta probabilità, la coltivazione del mais geneticamente modificato 1507, prodotto dal gruppo americano Pioneer sarà autorizzata in tutto il continente. Ecco perché.

Lo scorso 11 aprile, in Consiglio Ue una ventina di Paesi si era detta contraria all’autorizzazione a coltivare nel continente una nuova specie di mais geneticamente modificato, denominato “Ogm Pioneer 1507”. In quel contesto, la presidenza greca ha deciso di interrompere la procedura di voto, per l’assenza di una maggioranza qualificata. Così, la “patata bollente” è stata rinviata alla Commissione europea che, con tutta probabilità e in base alle regole attuali, senza un voto favorevole o contrario, può adottare automaticamente il via libera al mais 1507. Possibilità su cui il commissario maltese Borg si sarebbe mostrato favorevole.

Così, nel disperato tentativo di bloccare una decisione che assume a tutti gli effetti i tratti di un’imposizione, l’Italia e altri 11 Paesi membri hanno chiesto formalmente alla Commissione Ue di ritirare la proposta di autorizzazione.

Durante il dibattito in Consiglio, i Paesi che si sono detti contrari all’introduzione del mais 1507 sono stati una ventina.  A favore solo 5 Stati: Spagna, Regno Unito, Finlandia, Estonia e Svezia. Quattro, invece, avevano manifestato l’intenzione di astenersi: Germania, Belgio, Portogallo, Repubblica Ceca.

Nella lettera si legge: “La discussione di ieri al Consiglio ha reso chiaro che nella sensibile questione di autorizzare il mais Ogm Pioneer 1507, la soluzione è nelle mani della Commissione. Che è ancora nella posizione di ritirare la sua proposta”.

Già a gennaio, la maggioranza degli eurodeputati si era espressa in maniera contraria alla richiesta della Pioneer, sollecitando la Commissione Ue a non proporre o rinnovare le autorizzazioni di qualsiasi varietà di Ogm, fino a un miglioramento dei metodi di valutazione del rischio. Al momento del voto, infatti, i parlamentari hanno sottolineato come questo particolare tipo di mais possa rappresentare un rischio concreto per farfalle e falene, a causa di un gene che esprime la tossina insetticida Bt. Il mais 1507, inoltre, sarebbe resistente all’erbicida Glufosinato Ammonio, rischioso per la biodiversità.

Eppure, nonostante tutti questi dubbi e pareri contrari, Tonio Borg avrebbe già annunciato che l’approvazione sarà automatica, questo perché la “Corte di Giustizia ha stabilito il principio secondo cui l’esecutivo di Bruxelles, in assenza di indicazione politica dai governi, debba omologarsi al parere dell’Efsa, che non ritiene esistano abbastanza prove per bocciare il supermais”.

I 12 Paesi firmatari della lettera si dicono convinti che la Commissione non potrà ignorare le “preoccupazioni legali, politiche e scientifiche di così tanti Stati e del panorama politico”.

In risposta, Borg avrebbe commentato che nella lettera non c’è “nessun nuovo argomento”.

Per la Commissione, quindi, l’autorizzazione alla coltivazione del nuovo mais transgenico probabilmente sarà inevitabile. In barba alla libertà di scelta.

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(Foto: Darwin Bell)

1 COMMENTO

  1. Mi pare che anche in Europa la democrazia sia un vocabolo qualunque,che vengano fatti giochetti vari per baypassare il volere dei cittadini,Dodici contrari e cinque favorevoli,non possa sussistere dubbio sulla volontà della maggioranza dei cittadini Europei,Una cosa ti viene di pensare,chi paga la Pioneer per essere autorizzata?Nonostante il fallimento nel Mondo di queste colture,Sud America che si ribella,Stai Uniti un bel po di morti tra mais e ormone delle mucche,Canada impestata anche la produzione del miele disastro sulle esportazioni,india col cotone fallimento totale,migliaia di contadini suicidi ecc.ecc.Mi auguro che il Sig.Borg tenga conto della volontà della maggioranza dei cittadini Europei e trionfi la democrazia.

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