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Le bevande pericolose per la salute

by Gino Favola
14 Dicembre 2016
in Rischi per la salute, Salute
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Coca-Cola e Pepsi Cola hanno modificato da qualche anno la composizione delle bevande colorate con caramello commercializzate negli Stati Uniti.

La causa è stata una campagna del Center for Science in the Public Interest, ente no profit che aveva più volte chiesto alla Food and Drug Administration di imporre limiti molto più bassi di quelli attuali per una sostanza che nasce dalla sintesi di alcuni caramelli (E150c e E150d), il 4- Mei (4 metilimidazolo), inserita nel 2011 dall’International Agency for Research on Cancer (Iarc) di Lione nella lista delle sostanze cancerogene per gli animali e probabilmente anche per l’uomo.

L’autorità americana (Fda) si era pronunciata contro il bando e alcuni esperti hanno fatto notare che le dosi che provocano tumori negli animali equivalgono a quelle che si assumerebbero bevendo circa mille lattine al giorno per 70 anni.

Bevande pericolose: divieto in Usa del ciclammato, ma persiste l’ok dell’Europa

In alternativa, potrebbe succedere quanto è avvenuto per un altro componente della Coca-Cola, il dolcificante ciclammato, vietato negli Stati Uniti perché ritenuto cancerogeno, ma permesso in Europa e in 50 Paesi tra i quali il Messico, l’Australia e il Canada: nella Coca-Cola zero europea c’è, in quella americana no.

Lo Iarc, per adesso ha valutato non convincenti le prove a carico del ciclammato, usato soprattutto nelle bevande sugar free, ma lo ha messo in lista per una nuova valutazione in base a studi più recenti.

Sotto accusa le bevande energetiche

Sarà anche vero che, le bevande energetiche, mettono le ali, ma sono accusati di poter indurre ipertensione, tachicardia, disidratazione, sovrappeso o obesità, oltre che di mascherare gli effetti dell’alcol, rendendo le ubriacature assai più pericolose perché meno percepite. Sono dunque di fatto bevande pericolose che attentano alla salute delle persone.

Gli energy drink sono i grandi protagonisti del mercato dei soft drink degli ultimi anni da molti punti di vista: secondo wired ne beviamo oltre 5 miliardi di litri all’anno, e le stime sono destinate a salire.

E poi perché molte autorità sanitarie, nazionali e internazionali, si stanno occupando delle bevande pericolose, con decisioni più o meno restrittive, via via che vengono pubblicati studi specifici.

In effetti queste bevande contengono ingredienti non pericolosi se assunti da soli, ma potenzialmente rischiosi se mischiati con altre sostanze, come l’alcool. Abitudine che ha preso molto piede tra i ragazzi. Solo in Italia, il 46% dei giovani ammette di aver provato almeno una volta un energy drink mischiato ad una bevanda alcolica, durante una serata in discoteca o a una festa. E così, inconsapevolmente, trasformano l’energy drink in una bevanda pericolosa.

Cosa contengono gli energy drink

La nota distintiva degli energy drink è la caffeina: una lattina da 250 millilitri ne contiene in media 80 milligrammi, cioè quanto una tazzina di caffè, ma alcune marche arrivano a 2-300 milligrammi, dose che può provocare tachicardia, ansia, tremori, insonnia e dipendenza.

In aggiunta, ci sono quasi sempre altri stimolanti come il guaranà (che contiene caffeina) e il ginseng; l’aminoacido taurina (un grammo circa in una lattina di Red Bull), conside- rato uno stimolante cardiaco che, se assunto in eccesso, può causare ipertensione; il glucuronolattone, che dovrebbe stimolare memoria e concentrazione; l’inositolo, che migliora l’umore e anche l’utilizzo della serotonina; e, in ogni lattina, in media circa nove zollette di zucchero.

Bevande pericolose: restrizione alla vendita degli energy drink

In effetti in Danimarca non ne hanno autorizzato la vendita e in Norvegia sono in vendita solo in farmacia. La Francia li ha ammessi con un etichetta che recita: “Da consumare con moderazione, sconsigliata alle donne incinte e ai bambini”.

La Gran Bretagna ne sconsiglia l’uso in gravidanza, ai minorenni e a chi ha un rischio cardiovascolare, mentre l’Unione europea si limita a imporre la dicitura “alto contenuto di caffeina”, e la Fda americana non impone vincoli. Il Canada fa scrivere che l’energy drink non dovrebbe essere bevuto insieme all’alcol.

Bevande pericolose: cosa c’è nei succhi di frutta

Quando bevete un succo di frutta, pensate di fare una scelta più sana rispetto alle altre bevande. Ma anche in questo caso c’è da chiedersi: succo di che cosa?

In realtà di succhi di frutta ne esistono diversi, a seconda della preparazione. Il più semplice è il succo di frutta vero e proprio, ottenuto da frutta fresca di una o più specie avente il colore, l’aroma e il gusto caratteristici della frutta da cui proviene.

In Italia la normativa prevede che la percentuale minima di frutta sia del 12 per cento, mentre in altri Paesi non ci sono limiti analoghi. Esistono poi bevande ottenute da succhi concentrati e i nettari, ossia prodotti in cui acqua e zuccheri (in quantità non superiori al 20 per cento del totale) vengono aggiunti alla purea di frutta, e nei quali possono essere addizionati miele o edulcoranti.

Ma il punto più critico è la lavorazione. Alcuni succhi, infatti, vengono trattati ad alte temperature per evitare l’imbrunimento della polpa, abbattere i microorganismi e assicurare la giusta viscosità.

I trattamenti termici, però, distruggono molti nutrienti. Per questo motivo nelle bibite a base di succo di frutta, che possono contenere anche solo il 12 per cento di succo, vi sono spesso aggiunte di vitamine e sali minerali, nonché di aromi e coloranti.

La normativa in materia di succhi di frutta

La commissione Agricoltura della Camera ha fatto un tentativo di una proposta di legge che innalzasse questa soglia al 20%, ma è stata respinta.

Nel frattempo, comunque, sono entrate in vigore nuove norme europee che riguardano tutti i succhi venduti nell’Unione, siano essi prodotti al suo interno o importati (qui la direttiva completa).

In sintesi, ai succhi veri e propri non è più possibile aggiungere zuccheri o edulcoranti, mentre quelli che hanno il 12 per cento di frutta devono essere chiamati “bevande alla frutta”. Per non confondere i diabetici, i nettari cui vengono aggiunti dolcificanti non possono più scrivere “senza zuccheri aggiunti”.

LEGGI ANCHE: Soda tax: come Coca Cola e Pepsi corrompono tutti a suon di dollari

 

Fonte “L’Espresso”

Fonte “http://www.mondoallarovescia.com/gli-intrugli-nelle-bevande/”

Tags: alimenti cancerogenibevande cancerogeneciclammatoeccesso di zuccheri
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