PLASMATERAPIA

Plasmaterapia: nonostante il suo successo negli ospedali italiani, il governo preferisce regalare 140 milioni di euro a Bill Gates per la corsa al vaccino

Anche se la notizia potrebbe sembrare uno scherzo, in un’Italia messa in ginocchio dal lockdown, con la necessità di sostenere il Sistema Sanitario Nazionale e quelli regionali letteralmente al tappeto, il premier Giuseppe Conte ha pensato bene di regalare la “modica” cifra di 140 milioni di euro a Bill Gates, per un’Italia “capofila” in questa corsa al vaccino che trova nell’uomo più ricco del mondo il suo nume ispiratore e uno dei principali investitori finanziari.

Ma forse gli occhi dovrebbero essere puntati su qualcos’altro: sulla plasmaterapia, di cui tanto aveva parlato il virologo Tarro e se ne sono fatti interpreti scienziati come Perotti e De Donno; quest’ultimo coinvolto in un’accesa diatriba con il virologo Roberto Burioni, che aveva etichettato la terapia come “nulla di nuovo”.

Negli ospedali italiani prosegue con successo la plasmaterapia

Da diversi giorni, negli ospedali di Pavia e Mantova, si sta utilizzando il plasma iperimmune nei pazienti guariti. Ma cosa prevede il protocollo?

  • il prelievo del plasma tramite procedimento di plasmaferesi da un gruppo di pazienti Covid-19 donatori, la cui guarigione sia accertata da 2 tamponi negativi, effettuati in 2 giorni consecutivi
  • l’infusione del plasma nei pazienti sintomatici

L’utilizzo di una terapia a base di plasma iperimmune per trattare il Covid-19 è stato oggetto di sperimentazione in Cina e, nel 2014, anche in Italia per trattare i pazienti affetti dal virus dell’Ebola.

Andando sul sito della Food and Drug Administration Americana, vi è un invito esplicito, rivolto ai cittadini americani, a donare il proprio plasma per aiutare i malati di Covid.

La plasmaterapia, oltretutto, è attualmente utilizzata presso la Mayo Clinic, uno dei più prestigiosi istituti universitari e di ricerca al mondo.

La fondatezza della terapia è già dimostrata: le persone che si riprendono dal Covid-19 lo fanno, almeno in parte, perché il loro sangue contiene anticorpi in grado di combattere il virus che causa la malattia. Quindi, dare il plasma, ossia la parte liquida di sangue, ottenuto dalle persone che si sono riprese dal Coronavirus, a chi ne è colpito, porta ad un più rapido miglioramento della malattia.

PLASMATERAPIA
Terapia a base di plasma iperimmune: negli ospedali italiani continua ad essere utilizzata con successo , nonostante la stampa e gli organi sanitari continuino a ignorarla.

In Italia la plasmaterapia continua ad essere “silenziata”

Nonostante la guarigione di un 28enne nel giro di 24 ore, di una donna incinta salvata assieme al suo bambino e a molti pazienti gravi guariti, la plasmaterapia continua ad essere silenziata dalla stampa, come accaduto per molti altri successi terapeutici ottenuti con farmaci come la clorochina o l‘eparina con scarsissimi segnali d’interesse da parte del Ministero della Salute e dall’Aifa.

Forse il problema andrebbe ricercato a livello politico, dove si gioca una partita molto importante per salvare le vite umane.

La stessa Lega si è fatta portavoce di un’interrogazione parlamentare, presentata al Ministro della Salute per sapere la sua posizione e quella del governo italiano sulla plasmaterapia che, a detta dei suoi sostenitori, si è rivelata una terapia:

  • efficace
  • economica nelle procedure per l’acquisizione del plasma (in Italia la donazione è gratuita per legge)
  • con possibilità di accumulare il plasma per un’eventuale seconda ondata dei contagi, selezionandolo per ogni caso specifico.

La situazione attuale

Precisando che attualmente la plasmaterapia si applica, oltre che nei centri di Pavia e Mantova, anche in quelli di Lodi, Novara, Padova, Pisa e in un laboratorio pugliese, inevitabilmente le polemiche sulla sua efficacia hanno preso il sopravvento e le conseguenze di questo metodo terapeutico sono delegate ai social, dove si contrappongono sostenitori entusiasti e scettici che storcono il naso, con scontri che hanno alimentato, inevitabilmente, la discussione sulla necessità o meno di continuare la corsa al vaccino.

Interessante, in merito, l’opinione di Pierluigi Lopalco, ordinario di igiene dell’Università di Pisa e responsabile del coordinamento regionale delle emergenze epidemiologiche dell’Agenzia regionale strategica per la salute e il sociale della regione Puglia. Egli ritiene che la cura con il plasma, pur non rappresentando la soluzione al problema, sia efficace come terapia, quindi sicuramente un’arma in più, soprattutto nei casi più gravi.

Ma nella nostra Italia, nonostante i successi della plasmaterapia, c’è chi preferisce regalare 140 milioni di euro a Bill Gates per lo studio di un fantomatico vaccino.

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