fase 2 bambini

Fase 2: Conte si dimentica totalmente della salute dei minori ( e condanna la ristorazione )

Ho appena finito di ascoltare la conferenza stampa di Conte. “Se vuoi bene all’Italia, mantieni le distanze”. Ok Presidente, le manteniamo, siamo abituati da 2 mesi che siamo in casa senza sgarrare, ma… sinceramente speravamo in un cambio di passo, almeno per quello che riguarda la chiarezza, soprattutto per quello che riguarda la salute dei bambini e dei minori.

Dopo così tanto tempo senza poter avere contatti e relazioni fisiche con i loro coetanei, i nostri figli stanno avendo, nel migliore dei casi, alcune regressioni comportamentali e riflessi psicologici preoccupanti.

In linea generale, capiamo la prudenza. E’ una situazione di estrema gravità per la nazione, le attività chiuse, il lockdown, la crisi economica, le prospettive di recessione per il Covid-19

Le misure della FASE 2

Ora, sentire il Presidente Conte sviscerare tutte le “nuove” attività, che in sostanza sono la possibilità di andare a trovare i parenti, (ma chi ha i parenti fuori regione niente da fare), ci fornisce da una parte una certa speranza, ma dall’altra ci lascia un po’ di amaro in bocca perchè, obiettivamente, si poteva fare di più . Ecco in sintesi le misure che contraddistinguono la Fase 2.

Nella fase 2 sarà possibile:

  • Spostamenti all’interno della regione nei soliti casi di necessità, lavoro, salute
  • Spostamenti fuori regione per ragioni di lavoro
  • Possibilità di andare a trovare parenti stretti, anche anziani, purchè si indossi la mascherina
  • Spostamenti mirati per la visita a congiunti” anche fuori dalla regione in cui ci si trova
  • Fare attività sportiva anche lontano dalla propria casa, ma sempre con distanziamento sociale; 2 metri per attività sportiva, 1 metro per attività motoria.
  • Dal 4 maggio sarà consentita ai bar e ristoranti l’asporto (ma senza assembramenti fuori dai locali) e non più solo la consegna a domicilio
Fase 2 bambini e minori

Nella fase 2 ancora in transizione

  • Non sarà possibile creare assembramenti di ogni tipo ( quindi con diviento anche di funzioni religione, come funerali e messe, fatto molto osteggiato dalla comunità religiosa )
  • Il 18 maggio, ma è per ora fuori dal decreto, potranno riaprire i negozi, i musei, le mostre e le biblioteche.
  • Sempre il 18 maggio riapriranno gli allenamenti degli sport a squadre.
  • Il 1 giugno, infine, è la volta dei barbieri, parrucchieri e attività di cura alla persona.

Nessun accenno alla salute dei minori

Nel discorso di Conte di stasera, ci sarebbe piaciuto sentire qualche parola dedicata anche a chi sta risentendo delle più gravis ripercussioni per questo isolamente forzato: i bambini.

Più che altro ci piacerebbe sentire con chiarezza quello che i minori si possono aspettare per l’immediato futuro. Notiamo delle incongruenze, se parliamo di puro contagio: é chiaro che i minori sono ancora nella fase 1, quindi per il governo possono anche vivere assieme 3000 operai nella manifattura, spesso in condizioni di promiscuità imbarazzante e condizioni igieniche pessime, ma un bimbo deve essere recluso in casa senza relazioni con i coetanei anche in comuni a contagio minimo o zero. Soprattutto vista la % di contagio tra i minori! Pare una grave contraddizione.

Rendendosi conto che l’attività motoria o sportiva non può essere più prescritta nei pressi delle proprie abitazioni, viene estesa anche in altri luoghi; cosa che , diciamocelo chiaramente, sarebbe potuto essere permessa anche prima. Perchè se si va in montagna a passeggiare ad esempio, non ci capisce chi si possa contagiare!

Attività motoria e nessun approccio statistico

Andando per esclusione, i minori vanno inseriti automaticamente in questa sezione: cioè nell’attività motoria. Ok, ne prendiamo atto, ma avremmo voluto vedere più chiarezza, e speriamo nel buon senso delle forze dell’ordine che applicheranno le direttive del DPCM.

Non sarebbe stato più equo fare uno studio statistico serio e relativo ai minori sul territorio, e alla relativa percentuale di contagiati tra i minori stessi, per poi dare diverse indicazioni specifiche, nelle singole regioni o provincie? Non si vuole fare discriminazione, ma solamente giustizia dal punto di vista epidemiologico, ed evitare problematiche inutili. Non tutta italia è Bergamo, Brescia, o Milano, dove il virus ora cresce ancora del 3%.

In definitiva, giusto l’approccio moderato, senza il “liberi tutti”, ma anche una marcia indietro sulla direzione che fino a pochi giorni fa sembrava ormai indirizzata verso le aperture.

Attività di bar e ristorazione condannate

Partiamo da un dato. Non c’è stato nessun contagio della filiera agroalimentare; si evince che la filiera lavora bene, è sicura, ma anche che questo virus, non è come tanti terroristi ci vogliono far intendere, che sopravvive per giorni su cose o pacchi o alimenti.

Non possiamo non intendere questa misura della ristorazione da asporto, come un misero palliativo che giorno dopo giorno condanna un’intera filiera, che offre lavoro a centinaia di migliaia di persone, che è quella della ristorazione.

Arrivare al primo giugno è una scelta troppo prudente, in primis perchè tante aziende non hanno la capacità e il vantaggio commerciale di fare solamente cibo da asporto e quindi rimarranno un altro mese chiuse; in secondo luogo perchè stiamo già assistendo a suicidi di imprenditori che non ce la fanno ad andare avanti per questa crisi.

Anche in questo, andava fatta una certa differenziazione nel territorio per poter permettere, anche a regime ridotto e con le giuste “distanze sociali”, di poter riprendere pian piano l’attività, almeno nelle provincie con contagio vicino allo zero.

A proposito, in merito a questo, ma se ad andare a cena fuori è una famiglia, che vive tutto il giorno assieme nella stessa casa, cosa facciamo, poi al ristorante li separiamo di 2 metri per consumare un pasto? Speriamo che qualche nuovo esempio virtuoso, possa aprirci delle nuove vie, che al momento, non paiono percorribili.


Gino Favola

Laureato in Scienze Politiche, da sempre sono stato appassionato dai temi della tutela dell'ambiente e della sostenibilità. Da sempre convinto che l'economia debba essere ricondotta sotto le leggi della società civile, mi sono interessato a letture come quelle di Tiziano Terzani, Simone Perotti, Michael Pollan. Mi occupo nello specifico della sezione " ecoreati" per dare uno strumento in più, una sentinella attiva nel territorio, che da voce a tutte le segnalazioni dei nostri lettori che condividono con noi la sensibilità per la difesa dell'ambiente e della natura.

Commento

  • se i bambini regrediscono stando in compagnia dei genitori, vuol dire che qualcosa non va nei genitori. l’articolo è banale, le superficialità del governo nel decreto aprile, non sono di dimenticare i bambini ma altre, i bambini possono giocare con i genitori uscire con i genitori. Per la ristorazione è ovvio che il tema è l’aggregazione dentro locali chiusi, e non il catering di per se.

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