Adinolfi diffidato canapa legale

Adinolfi e Leggo.it diffidati per le dichiarazioni sui sequestri di canapa light

Il sig. Mario Adinolfi, con il suo Popolo della famiglia, tramite il quotidiano online Leggo.it, si sono fatti interpreti di questo pacifico e invitante messaggio di Natale: ” Bisognerebbe chiudere i negozi di cannabis legale per Natale, perchè spacciano sostanze illegali “. Per questo è partita una diffida per diffamazione dall’ufficio legale di alcune aziende milanesi che ben rappresentano il settore come l’Azienda Agricola Canapa Sativa e il sito MyJoy.

Chi è Mario Adinolfi

Un personaggio al di sopra delle righe sicuramente, giornalista ed ex-parlamentare del PD, strenuo difensore del maschilismo de noantri ( giustamente ne ha il phisique du role ) lo ricordiamo per le miti affermazioni sul ruolo della donna al programma radiofonico La Zanzara ( “la donna deve essere sottomessa” ) e schiettamente contro il popolo gay, tanto fa fondare il cosiddetto “Popolo della Famiglia”.

Mario Adinolfi diffidato canapa legale
Mario Adinolfi in alcune delle sue apparizioni in pubblico – Foto Dagospia

Tra le sue tante battaglie e i suoi flop, addirittura si possono annoverare invettive contro icone come David Bowie! Purtroppo per lui, dopo tante imprese è recentemente stato molestato in diretta da un suo pari durante un convegno del PdF. Infine, sicuramente degno di nota l’ambito premio di Repubblica-L’Espresso per il “Peggio del 2017”.

I negozi legali che pagano le tasse equiparati agli spacciatori di strada

Affermazioni simili a quelle per cui è partita la diffida si possono leggere anche su portali locali dopo alcuni sequestri in negozi della Romagna per i quali Il Popolo della Famiglia di Rimini chiede la chiusura dei negozi di cannabis light in questi giorni di shopping natalizio: “Riteniamo grave che sul nostro territorio nei giorni dedicati all’acquisto di doni per il Santo Natale facciano affari d’oro esercizi commerciali che vendono cannabis seppure nella versione sedicente light e legale“, attaccano gli esponenti riminesi del Popolo della Famiglia in una nota.

Condanna aperta ai negozi di cannabis light: “Una recente attività di perquisizioni a tappeto nei negozi del forlivese ha dimostrato che si spaccia sostanza illegale, arrivando al sequestro di infiorescenze per oltre 750.000 euro”. Leggi l’articolo integrale

La situazione dei sequestri di Canapa Legale

I sequestri da parte della autorità locali sono avvenuti sostanzialmente per alcuni prodotti con origine non tracciata rinvenuti in alcuni negozi della zona. Non parliamo quindi di nessuna sostanza acclarata come stupefacente, ma solamente di mancata catalogazione e irregolarità di stoccaggio.

Purtroppo, in Italia lo Stato mentre disciplina una materia e incentiva gli operatori legali di una filiera che produce prodotti derivati della canapa italiana e legale a base di CBD ( la molecola Cannabidiolo) , dall’altra crea una situazione di caos e buchi normativi dove chi ci rimette sono solamente gli imprenditori onesti e i consumatori che vogliono avere prodotti sicuri.

Ricordiamo che nel 2018, negli USA sono stati svolti talmente tanti studi medici sul CBD, tanto da inserire la molecola tra i presidi medici naturali alla base della formulazione di alcuni medicinali.

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Il perchè della diffida a Mario Adinolfi e Leggo.it

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Il testo della diffida ad Adinolfi, Leggo.it, Simone Pierini e Caltagirone Editore

 

Nella diffida in oggetto possiamo leggere: ” Nell’articolo (di Leggo.it) si fa riferimento ad una operazione di Polizia che ha riguardato alcuni negozi di Forlì e provincia dove sono stati sequestrati ingenti quantitativi di sostanze presunte illegali.” Da questo singolo episodio il Sig. Mario Adinolfi ne ha ricavato un giudizio generico di illegittimità e pericolosità sociale di TUTTI i negozi che vengono prodotti a base di cannabis legale, chiedendone addirittura la chiusura per Natale…”

ECCO IL LINK DELL’ARTICOLO OGGETTO DELLA DIFFIDA DI LEGGO.IT:

” …Pertanto come produttore florovivaistico italiano, più grande d’Europa e distributore di prodotti Alimentari, Cosmetici, Floroviaistici di canapa industriale, con la presente, VI INVITIAMO a rettificare immediatamente con un articolo da pubblicare sul Vs sito nella forma e grandezza dell’articolo incriminato l’affermazione che “i negozi di cannabis legale spacciano sostanze illegali” precisando che: I Negozi di cannabis legale devono considerarsi estranei a comportamenti illeciti salvo prova contraria da accertarsi caso per caso.”

In difetto di tale rettifica le aziende milanesi si riservano di utilizzare tutta la “forza necessaria”, qualsiasi azione legale per la testata e tutte le persone che hanno contribuito a divulgare tali affermazioni mendaci.

I soggetti che si pongono contro Mario Adinolfi, il Popolo della Famiglia e Leggo.it per le queste conclusioni ( cioè equiparare i negozianti con legale attività agli spacciatori prima di qualsiasi sentenza ) si fanno interpreti di un malcontento di tanti imprenditori come Chiara Bertaccini, imprenditrice di 27 anni che a Forlì lo scorso martedì si è vista sequestrare “preventivamente” nel suo negozio tutte le confezioni sigillate della canapa legale con principio psicoattivo sotto i limiti di legge.

I commercianti di canapa legale non sono criminali

Leggiamo dall’articolo estratto da Gazzetta di Bologna: ” In Italia, invece, Chiara Bertaccini, nel suo piccolo negozio «che somiglia a un’erboristeria del Novecento» – sottolinea le 27enne – potrebbe essere una criminale. «Non sono una spacciatrice», ha dichiarato la giovane imprenditrice. «Io vendo canapa “light”, non imbusto e ho tutto in regola. Ora lo stesso Stato che incassa le mie tasse mi vuole mettere in ginocchio.

Sono una cittadina che rispetta le leggi in materia di canapa, vengo privata di quasi 5000 euro di merce tutta regolarmente pagata e in regola. Se sono una spacciatrice lo Stato è mio complice», ha incalzato la giovane imprenditrice. Un Paese, l’Italia, che gioca al gatto e al topo contro giovani imprenditori facendosi forza delle proprie falle legislative. ”

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In un contesto internazionale dove si mira sempre di più ad una totale legalizzazione della cannabis anche nella sua componente psicoattiva ( THC, ugualmente utilizzato per la marijuana medica ), possiamo solo constatare che nei tempi del “Governo del Cambiamento”, in Italia di assistono a penosi tentativi di un proibizionismo legato alla vecchia matrice di stampo becero e ultracattolico, nei confronti di prodotti naturali che le analisi cliniche confermano come sostanze non solo non stupefacenti, ma che, anzi, portano benefici all’organismo.

Se lo Stato, come in tanti altri settori, concede la possibilità di operare e gode delle entrate finanziarie per le aperture di attività e di negozi di canapa industriale, deve allo stesso tempo garantire il diritto degli imprenditori e alle aziende che hanno investito di strutturare una filiera che può essere un volano per un nuovo sviluppo dell’agricoltura e del commercio italiano nei vari settori e nei mille campi di applicazione.

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Gino Favola

Laureato in Scienze Politiche, da sempre sono stato appassionato dai temi della tutela dell'ambiente e della sostenibilità. Da sempre convinto che l'economia debba essere ricondotta sotto le leggi della società civile, mi sono interessato a letture come quelle di Tiziano Terzani, Simone Perotti, Michael Pollan. Mi occupo nello specifico della sezione " ecoreati" per dare uno strumento in più, una sentinella attiva nel territorio, che da voce a tutte le segnalazioni dei nostri lettori che condividono con noi la sensibilità per la difesa dell'ambiente e della natura.

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