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Sterilizzazione del gatto: si o no? Alcune informazioni in più per fare chiarezza

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Sterilizzazione del gatto: cosa cambia nella vita dei nostri amici a 4 zampe dopo l’operazione.

Sterilizzazione si, sterilizzazione no? Siamo sempre dinanzi a un dilemma quando si tratta della sterilizzazione dei nostri gatti. Ma cerchiamo di fare un po’ di chiarezza per capirci insieme qualcosa di più.

In genere si parla di sterilizzazione del gatto come soluzione per contenere il fenomeno del randagismo (spesso risolti da alcuni Paesi con veri e propri massacri) e prevenire casi di abbandono.

Secondi alcuni è una pratica invasiva e contro natura, secondo altri la sterilizzazione è invece un modo per evitare tanti nuovi randagi in strada e in pericolo e per facilitare la convivenza con i nostri amici pelosi.

Innanzitutto bisogna dire che sterilizzare il proprio gatto significa annullare i suoi istinti sessuali, prevenendo comportamenti che potrebbero mettere a rischio la sua salute, come le zuffe, l’allontanamento da casa e l’insorgenza di numerose malattie.

Per le femmine

Gli aspetti positivi della sterilizzazione dei gatti femmina sono vari. Innanzitutto, si riduce la probabilità di sviluppo del tumore mammario, spesso maligno; si riducono le probabilità di trasmissione di alcune malattie come la FeLV (leucemia felina) e la FIV (patologia simile all’umano HIV).

L’intervento evita inoltre l’insorgere di malattie a carico delle ovaie (cisti e neoplasie ovariche) e a carico dell’utero (infezioni, emorragie, rotture e neoplasie; è corretto però precisare che le neoplasie uterine sono molto meno frequenti di quelle ovariche).

Per i maschi

La castrazione del gatto lo rende meno incline alle zuffe con altri felini, meno distratto dalla ricerca della femmina, quindi meno soggetto ad incidenti stradali e meno incline ad allontanarsi da casa per accoppiarsi.

Inoltre, si elimina il problema delle marcature urinarie in casa, accentuato nel periodo in cui il gatto percepisce maggiormente l’odore delle femmine in calore.

Anche in questo caso, la sterilizzazione previene la trasmissione di malattie quali la FIV e la FeLV, contratte attraverso la scambio di sangue e liquidi organici.




Si riduce la probabilità di sviluppo di patologie prostatiche (per esempio ipertrofia prostatica benigna, prostatiti, ascessi prostatici ecc.) e patologie testicolari (orchite, orchiepididimite, torsione testicolare e neoplasie del testicolo).

Effetti collaterali

Oltre ad affermare che l’operazione sia una scelta contro natura, una delle giustificazioni addotte dai proprietari che decidono di non sterilizzare i propri animali è l’aumento più o meno marcato del peso dell’animale.

A tal proposito, vari autori tengono a precisare che la sterilizzazione non è causa diretta dell’aumento ponderale, ma può in effetti influire, ad esempio, sul metabolismo, rallentandolo. Si calcola che i gatti abbiano bisogno del 25% di calorie giornaliere in meno rispetto ad un esemplare non castrato; inoltre, l’animale può tendere a impigrirsi e quindi a bruciare meno calorie. Per risolvere questa problematica è comunque sufficiente che i proprietari prestino maggiore attenzione all’alimentazione del felino e ai suoi giochi, invogliandolo a muoversi di più.

Non dimentichiamo, comunque, che si tratta sempre di un’operazione, quindi è necessario in qualsiasi caso confrontarsi con il proprio veterinario di fiducia in modo da scegliere ciò che è meglio per il vostro amico peloso. In genere, comunque, è un intervento che si svolge in poche ore e dopo il quale i felini possono tranquillamente tornare a casa con i propri padroni.

Quando farlo?

Ricordate che si può sottoporre il gatto alla sterilizzazione anche in età adulta, ma i veterinari consigliano in genere di procedere con un certo anticipo: prima del primo calore per le gatte, per scongiurare ulteriormente l’insorgenza di tumori mammari, e tra i 6 e i 9 mesi per i maschi.

(Foto: ReflectedSerendipity)

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