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Scandalo allevamenti di maiali in Italia: Animal Equality e Tg2 denunciano la verità che si cela dietro questo business

Per quattro mesi, gli investigatori di Animal Equality hanno filmato questa struttura-lager, un allevamento intensivo nel nord Italia, dove sono stati trovati cadaveri di animali in decomposizione, maiali agonizzati abbandonati nei corridoi esterni, scrofe intrappolate in gabbie minuscole e circondate da cadaveri di cuccioli.

Il tutto in uno stabilimento pericolante, con una situazione igienico sanitaria pessima, infestato da blatte, vermi e topi. Questo allevamento si trova nella provincia di Brescia, una delle zone che punta maggiormente su questa industria raccontata sempre come una “eccellenza del Made in Italy”. Le telecamere hanno anche ripreso un operatore mentre uccideva un cucciolo scagliandolo contro il muro.

Per tutti questi motivi, Animal Equality ha presentato un esposto in Procura per chiedere la chiusura del posto. Ancora una volta emerge chiaramente come la situazione degli allevamenti italiani sia preoccupante, priva di controlli efficaci e con una comunicazione ingannevole per i consumatori.

Per tutti questi motivi, Animal Equality ha denunciato i proprietari dell’allevamento e ne chiede la chiusura immediata. Ancora una volta infatti emerge chiaramente come l’immagine idilliaca che spesso viene mostrata dagli allevatori contrasta nettamente con la realtà, una realtà fatta di abusi terribili e sofferenze.

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Allevamento Intensivo Lager di maiali: La foto aerea della struttura incriminata ne evidenza le dimensioni e solo parzialmente le condizioni fatiscenti.

Le problematiche documentate da Animal Equality

  • Cadaveri di maialini abbandonati nei corridoi 

  • Maialini mummificati, corpi in decomposizione

  • Un operatore che uccide un maialino scagliandolo contro il muro 

  • Animali agonizzanti abbandonati nei corridoi esterni

  • Scrofe costrette in gabbie troppo piccole, coperte di ferite e con piaghe da decubito

  • Animali ammassati e costretti a vivere in condizioni di sovraffollamento 

  • Maiali coperti di feci e urine 

  • Mangiatoie piene di feci 

  • Maialini con ferite aperte 

  • Un operatore che urina in mezzo ai recinti

  • Infestazioni di blatte, topi e vermi 

  • Resti di testicoli e pezzi di corpi abbandonati nei recinti e nelle gabbie

  • Scrofe costrette a vivere bloccate tutta la vita tra feci, urine e resti organici 

  • Liquami non smaltiti adeguatamente in un fossato adiacente all’allevamento e ai campi

Animal Equality ha documentato la situazione con video e fotografie, consegnate alla Procura di Brescia all’interno di una denuncia formale nei confronti dei proprietari dell’allevamento. Le condizioni di questi animali infatti sono inaccettabili per chiunque e pericolose per i consumatori, che hanno il diritto di conoscere la realtà che si cela dietro questi luoghi.

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In una delle foto meno raccapriccianti, si notano le condizioni di restrizione in cui si trovano questi poveri animali all’interno dell’allevamento intensivo.

In Italia sono più di 8 milioni i maiali che vengono allevati ogni anno negli allevamenti intensivi, di cui quasi 4 milioni solo in Lombardia. Più di 500,000 scrofe invece sono costrette a passare quasi tutta la vita tra le sbarre delle gabbie, senza poter esprimere alcun comportamento naturale, potersi muovere e accudire i propri cuccioli.

Guarda il video integrale dell’inchiesta Animal Equity – TG2

«Grazie a questa nostra investigazione e al Tg2, emergono chiaramente tutti gli orrori di questi allevamenti, ed è per questo che le istituzioni devono assumersi la responsabilità di rispondere in modo adeguato. Bisogna muoversi tempestivamente per chiudere allevamenti come questi, che comportano sofferenze immense per gli animali. Abbiamo denunciato questo allevamento e seguiremo da vicino la vicenda. Servono più controlli, e servono ora,» afferma Matteo Cupi, Direttore Esecutivo di Animal Equality Italia.

«Inoltre, le nostre immagini mostrano le sofferenze a cui sono costrette le scrofe in gabbia, madri che non possono accudire i propri cuccioli e muoversi liberamente per la loro breve vita. Le gabbie sono un sistema arcaico e ingiusto, che va dismesso il prima possibile, come stiamo chiedendo insieme ad altre 140 associazioni promotrici della petizione europea End the cage age,» conclude Cupi.

Servizio fotografico Integrale e petizione

Per non urtare la sensibilità dei più, abbiamo omesso di pubblicare le foto più forti e scabrose, che denunciano veramente la triste realtà di queste pratiche di allevamenti intensivi. Per chi volesse vedere davvero TUTTO, può andare al seguente link: Galleria immagini: http://bit.ly/2LXkLMx 

Video servizio Tg2: http://bit.ly/2Z3ieUB

Con l’investigazione è stata lanciata una petizione sul sito https://www.animalequality.it/inferno-maiali-tg2/ rivolta al Ministro delle Politiche Agricole Gian Marco Centinaio e al Ministro della Salute Giulia Grillo allo scopo di chiudere questo allevamento e chiedere maggiori controlli.

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Tutti i dati relativi agli animali allevati in Italia sono di Agri Istat

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Gino Favola

Laureato in Scienze Politiche, da sempre sono stato appassionato dai temi della tutela dell'ambiente e della sostenibilità. Da sempre convinto che l'economia debba essere ricondotta sotto le leggi della società civile, mi sono interessato a letture come quelle di Tiziano Terzani, Simone Perotti, Michael Pollan. Mi occupo nello specifico della sezione " ecoreati" per dare uno strumento in più, una sentinella attiva nel territorio, che da voce a tutte le segnalazioni dei nostri lettori che condividono con noi la sensibilità per la difesa dell'ambiente e della natura.

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