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Un barlume nel buio del progetto militare Usa MUOS in Sicilia

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Qualche settimana fa abbiamo affrontato il caso del MUOS in Sicilia chiedendoci per quanto ancora dovremo essere vassalli degli USA? Una buona risposta viene dalla regione Sicilia, dove il Presidente Rosario Crocetta ha firmato la delibera della giunta svoltasi il 5 febbraio con la quale si era dato mandato di avviare il procedimento di revoca delle autorizzazioni dei lavori per il MUOS.

È una notizia che senza dubbio soddisfa gli attivisti, i cittadini e quelle forze politiche che hanno sostenuto con veemenza la causa No Muos. Dopo mesi e mesi di mobilitazione e di presidio ci si attenderebbero i salti di gioia, eppure, sinora, è la prudenza e la cautela ad aleggiare non solo tra la gente in prima linea ma anche sul Web.

 Di certo, si tratta del conseguimento di una prima importante vittoria dei siciliani, voluta ed auspicata con determinazione e perseveranza dalla gente comune. D’altro canto, però, è comprensibile il fatto di accogliere con pacatezza la notizia, giunta da Palazzo dei Normanni. Perché? Forse perché, storicamente, il popolo siciliano è stato abituato ad altro, forse perché la storia dell’isola ha spesso fatto emergere esclusivamente le disillusioni e le amarezze delle innumerevoli promesse non mantenute e delle parole gonfiate di menzogne interessate. La storia del siciliano è fatta di sacrificio e umiliazione nel mendicare diritti, venduti dal politicante di turno come favori da accordare. Probabilmente, è per tutto questo e per tanto altro che oggi la vittoria si assapora a metà e con un atteggiamento attendista.

È stata infine apposta la firma del governatore siciliano Crocetta alla delibera della giunta regionale con la quale il Governo isolano impegna l’assessore al Territorio Mariella Lo Bello all’avvio, in forma immediata, del procedimento di revoca delle autorizzazioni dei lavori per la realizzazione delle mega-antenne satellitari con relativo pericolo elettromagnetico .È ipotizzabile che nei prossimi giorni prenderà il via una partita a scacchi: le mosse dell’assessore Lo Bello, alla quale sono da chiedere tempi certi e immediatezza d’azione per la revoca, le contromosse delle forze americane di fronte agli ultimi atti istituzionali siciliani, quelle, forse, dell’attuale Governo nazionale, che però potrebbe essere distratto dalla campagna elettorale in corso ed infine le mosse decise e perentorie degli attivisti, intenzionati da un lato a proseguire la protesta sino allo smantellamento delle antenne esistenti e, dall’altro, a protrarre le azioni di “revoca dal basso” dei lavori di costruzione, che, nel frattempo, sono andati avanti, nonostante tutto.

In questi scenari imprevedibili, il popolo No Muos preferisce dunque non cantare vittoria e, al contrario, si chiede inoltre cosa accadrà dopo le elezioni del 24 e 25 febbraio. E infatti, nel cantiere all’interno della base statunitense si continua a lavorare. “Dal presidio di contrada Ulmo – denuncia l’attivista Peppe Cannella – ci siamo accorti che il Golia americano con la sua arroganza, con il sostegno delle forze dell’ordine italiane, prosegue i lavori”. E in questi giorni non si è fermato il via vai di mezzi militari e operai diretti alla base. Puntualmente bloccati dai comitati No Muos che non intendono abbassare la guardia.

C’è del tatticismo o dell’opportunismo nella strategia della presidenza della Regione? E come interferirà sul MUOS il nuovo apparato politico nazionale? O siamo davvero di fronte ad una ventata di rinascita che, magari spinta da nuove idee del fare politica e da giovani forze, vuole provare con serietà a lavorare per il bene comune?

 La nostra speranza è che questo piccolo passo verso il cambiamento possa partire da una delle regioni più arretrate da molti punti di vista, per contagiare in maniera positiva tutto il territorio italiano.

Tratto da “Il Cambiamento”

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