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Politiche di decrescita energetica ed emissiva

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Nel 2007 è stato costituito un gruppo parlamentare All Party ( cioè di tutti i partiti presenti in parlamento ) per analizzare il futuro della produzione petrolifera e considerare le conseguenze del suo declino mondiale per l’economia inglese e per quella globale; il frutto di questo consesso è stato un rapporto chiamato appunto “Politiche di decrescita energetica ed emissiva per l’epoca del Picco del petrolio e dei Cambiamenti climatici

Fondamentale sottolineare che il presente report sia stato commissionato e seguito, non da una associazione ambientalista, ma da un gruppo trasversale ufficiale di parlamentari inglesi, che si è occupato per anni in maniera approfondita e pragmatica, del doppio problema del Picco del petrolio e del Cambiamento climatico. Ci viene spontaneo fare paragoni con l’Italia, paese nel quale, a differenza di molti stati europei, le forze politiche che sostengono le cause ambientali sono ormai tenute al margine del dibattito politico.

Il nostro è un paese nel quale c’è il bisogno di toccare con mano, di sperimentare delle mancanze consistenti come una prolungata scarsità di combustibili e di approvvigionamenti alimentari, prima di tentare di cambiare le cose o quantomeno di invertire la tendenza.

E’ quindi ancora più sconcertante che fattori tanto fondamentali per l’economia reale e la prosperità di una nazione, come l’energia e la stabilità climatica, non occupino in Italia il posto che gli compete nell’agenda politica.

Al contrario evidenziamo da parte dell’esecutivo ad una sorta di cecità, una mancanza di obiettività ispirata al paradigma novecentesco della crescita economica e finalizzato alla difesa del sistema finanziario, monetario e fiscale fondato sulla creazione perpetua del debito, che ha chiaramente dimostrato la sua inadeguatezza nel garantire stabilmente ricchezza e diritti ai popoli e che sta portando l’intero pianeta al default economico e ambientale.

Ecco entrare nell’uso quotidiano termini come ‘riduzione dello spread’, ‘pareggio di bilancio’, ‘debito pubblico’, mentre altre parole e tematiche come ‘picco del petrolio’, ‘ERoEI’, ‘Piano

Energetico Nazionale’, ‘fertilità del suolo’e ‘disponibilità idrica’, rimangono in secondo piano, se non sconosciute o minimizzate.

Il contenuto politico di questo documento, è pertanto talmente inusuale e controcorrente da apparire in Italia quasi provocatorio, essendo invece una priorità reale della comunità. Suona come un’eresia, la proposta di un sistema di decrescita progressiva dei consumi energetici con dei budget contingentati annualmente stabiliti dallo Stato; ed è un atto rivoluzionario delineare un nuovo modello di fiscalità dell’energia che premi i comportamenti virtuosi di ogni singolo cittadino valutandone i costi dello stile di vita in termini di kWh utilizzati e di carbonio emesso.

E’ proprio quest’ultimo passaggio concettuale, “il ragionare secondo energia e carbonio e non secondo moneta”, che delinea sullo sfondo, quel necessario salto di paradigma in grado di permettere alla collettività di ricollegarsi alla realtà fisica dell’esistente e di incrementare la propria consapevolezza di fronte alle sfide epocali che il Picco del Petrolio e i Cambiamenti climatici pongono alla nostra generazione.

 

Riassiumiamo qui le sezioni fondamentali del rapporto; per il documento integrale rimandiamo a www.indipendenzaenergetica.it

 Parte I: un piano flessibile

 1. Le TEQs ( Tradable Energy Quotas ): garantire la riduzione delle emissioni.

In questo capitolo sono elencate le caratteristiche specifiche delle TEQs. Il Rating System (il sistema di punteggio) fornisce a tutti i carburanti e all’energia elettrica, un punteggio proporzionale alla quantità di anidride carbonica emessa. Il Carbon Budget stabilisce il tasso di riduzione delle emissioni e dei carburanti. Un sistema di scambio rende possibile l’acquisto e la vendita delle unità di carbonio

all’interno dei limiti posti dal budget.

2. Le TEQs: assicurare un equo accesso all’energia.

Se la scarsità di combustibili, più che la riduzione delle emissioni, dovesse diventare il principale freno all’economia, si renderà necessario un sistema di razionamento per garantire un equo accesso al carburante disponibile. Senza questa precauzione la scarsità sitrasformerebbe rapidamente in una vera e propria mancanza. Questo uso delle TEQs, nella forma di sistema di razionamento, richiede

solo una veloce riprogrammazione del software che governa il sistema.

3. La motivazione: la parte mancante delle politiche climatiche.

Questo capitolo sostiene che una forte riduzione della domanda energetica necessiterà di reali e provate motivazioni. La motivazione andrà costruita con:

a) un incentivo intrinseco, ovvero distinto dai classici meccanismi esterni di incentivazione e penalità economiche;

b) un effetto traino (pull), il principio secondo il quale le persone rispondono a condizioni (e bisogni) locali piuttosto che seguire pedissequamente regole imposte dalle autorità;

c) una cornice strutturale all’interno della quale siano compresi e possano agire tutti gli utilizzatori di energia;

d) i fondamenti della collaborazione tra tutti gli attori coinvolti nell’obiettivo della decrescita energetica.

4. Come si inseriscono le TEQs nel sistema del mercato delle emissioni dell’Unione Europea (EU-ETS)?

Viene esaminata la scala sulla quale uno schema TEQs possa essere efficace. Attualmente vi è un dibattito su due tipi di schema

a) Formato a livelli, che prevede la creazione di due (o più) schemi all’interno di una singola economia, uno per i singoli e almeno unoper tutti gli altri utenti (come ad esempio le EU-ETS);

b) Formato integrato, che prevede che invece ogni “utente energetico” sia inserito in un unico schema (come nelle TEQs). Questo capitolo esamina entrambi le opzioni e conclude che solo il formato integrato è in grado di assicurare sia un equo accesso ai carburanti,sia una riduzione delle emissioni.

 

Parte II: il contesto scientifico e politico

 

5. La questione energetica: un problema con due facce.

Questo capitolo elenca le più recenti evidenze sul picco petrolifero e sul cambiamento climatico e sostiene che, nel momento in cui leinterazioni tra questi due fenomeni saranno comprese a fondo e confrontate con le prospettive energetiche britanniche, la nostra unicaopzione percorribile sarà una drastica riduzione dell’utilizzo di combustibili fossili, riduzione che sarà il preludio alla loro progressiva scomparsa.

6. Aggiornamento delle politiche, con una breve storia delle TEQs.

Sebbene il modello delle TEQs sia stato decritto per la prima volta nel 1996, e presentato alla House of Commons (ndr: il parlamentoinglese), la loro diffusione all’interno della discussione politica è stata piuttosto lenta. Questo capitolo sottolinea la sequenza di eventi eanalizza la ricerca governativa sullo schema delle TEQs alla luce dei lavori di altri centri di ricerca, concludendo che allo stato attuale sono stati raggiunti quei criteri istituzionali che rendono possibile una reale implementazione.

Conclusioni

Il report si conclude con la richiesta di un quadro di riferimento politico che garantisca la riduzione delle emissioni econtemporaneamente un equo accesso al carburante in condizioni di scarsità. Affinché questo sia possibile, si deve coinvolgere emotivare l’intera società nell’obiettivo di cancellare la nostra dipendenza dai combustibili fossili. Le TEQs sono l’unico strumento disponibile per raggiungere questo obiettivo ambizioso, ma irrinunciabile.

 

 

Gino Favola.

Tratto da www.indipendenzaenergetica.it

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