IPCC ginevra 2019

IPCC di Ginerva: il report sul cambiamento climatico mette al centro la sostenibilità di questo modello di sviluppo

La 50esima edizione del Congresso di IPCC ( Intergovernmental Panel on Climate Change ) mette al centro del dibattito una nuova gestione del suolo e lancia un nuovo allarme per il cambiamento climatico terrestre che sta mettendo a repentaglio il fragile equilibrio del nostro pianeta.

Le ripercussioni negative non sono solamente ambientali: si stima che la perdita di biodiversità e l’avanzamento della desertificazione si possa calcolare con una perdita di circa il 10% della ricchezza globale in termini di prodotto lordo.Puntare sulla sostenibilità per contrastare i cambiamenti climatici.

IPCC: Cos’è e di cosa di occupa

Questo organismo che si riunisce in questi giorni a Ginevra è il Gruppo Intergovernativo sul Cambiamento Climatico, che raccoglie gli scienziati di 195 paesi nel mondo.

L’IPCC è stato formato dall’ONU unendo i due istituti della OMM – Organizzazione Meteorologica Mondiale e dell’ UNEP – il Programma delle Nazioni Unite per L’Ambiente.

Le tematiche al centro di questi consessi internazionali si possono riassumere in:

  • Sfruttamento del suolo
  • Gas Serra
  • Mancanza di Cibo
  • Desertificazione e siccità

L’importanza dei Gas Serra

Con il fenomeno dei Gas Serra, vogliamo sintetizzare tutti quegli elementi che concorrono all’innalzamento delle temperature terrestri, che sono si presenti naturalmente , ma che sono stati aumentati vertiginosamente con le attività umane.

I più importanti Gas Serra sono:

  • CO2 – Anidride Carbonica
  • CH4 – Metano
  • H2O -Vapore Acqueo
  • N2O – Protossido di Azoto
  • SF6 – Esafloruro di Zolfo

La Co2, o anidride carbonica, è quella ritenuta come la maggiore responsabile del surriscaldamento del pianeta, in quanto il suo aumento coincide con l’aumento delle temperature anche durante la notte in assenza di sole.

Mentre il vapore acqueo è ritenuto fondamentale perchè riesce a mantenere in equilibrio la temperatura del pianeta, gli altri elementi come il Metano e il Protossido di Azoto, sono ritenuti ugualmente potenzialmente pericolosi in quanto possono far aumentare le temperature di 30 volte il primo e 300 volte il secondo, se confrontate alla Co2.

Caldo torrido, siccità ed erosione del suolo

Negli ultimi anni abbiamo avuto esempi concreti e diretti di problematiche relative alla siccità con alcuni grandi invasi che sono crollati come portata d’acqua e hanno avuto ripercussioni dirette su un grande numero di cittadini.

Negli ultimi anni possiamo ricordare gli esempi del Lago di Bracciano, che in parte alimenta Roma con le acque e che 2 anni fa è stato dichiarato non adatto al prelievo di acqua, e anche le crisi idriche del fiume Po di questi ultimi 2 anni, con alla base la mancanza di precipitazioni invernali.

siccità paesi del mediterraneo
In questa immagine i livelli di siccità preoccupanti nella zona del Mediterraneo

Basti pensare che solamente un aumento di 2 gradi centigradi porta a rendere arido circa il 25% di tutto il Pianeta Terra; questi fenomeni estremi poi fanno collegare i periodi di lunga e grave siccità con fenomeni di precipitazioni violente e inaspettate, che il territorio difficilmente riesce a sostenere, dando vita a preoccupanti episodi di erosione del suolo e di frane, come accaduto in questi giorni in provincia di Lecco.

Nel mondo, i paesi che vengono ritenuti a forte rischio di siccità sono:

  • Africa settentrionale e orientale
  • Sudest Brasiliano
  • Australia
  • Medio Oriente

Inoltre, non possiamo non ricordare il preoccupante fenomeno della siccità e del caldo in zone fredde come la Siberia e l’Artico. Abbiamo raccontato il dramma dei numerosi incendi in Siberia degli ultimi giorni, dove oramai si è superati i 10 milioni di ettari di foreste andate in fumo; cioè una superficie pari a quella di tutta la Grecia.

Mancanza di cibo nel mondo

Il fenomeno della siccità, della mancanza di acqua e della  conseguente perdita di biodiversità, porta anche alla mancanza di cibo. La desertificazione e i suoli più aridi causano ad esempio in alcuni paesi come Haiti circa il 52% di persone denutrite.

Ricordiamo come spesso i paesi meno sviluppati e più sfortunati siano poi i primi a subire le conseguenze di questi fenomeni estremi. La stessa Haiti ha subito qualche anno fa un tremendo terremoto, poi il passaggio di 2 uragani, e poi una fortissima siccità. Come dimenticare il disastro del Mozambico con il passaggio del Ciclone Hidai

Il record per ciò che riguarda il numero più alto di persone denutrite appartiene all’India con 191 milioni di persone al di sotto del fabbisogno giornaliero di cibo; mentre l’Africa si attesta su una percentuale di circa il 21% di denutrizione, anche se è in media e ci può essere un grande sbalzo nei valori tra un paese ed un altro.

Consumo di suolo e cementificazione

Questo è un altro fenomeno prettamente moderno: l’uomo è così aggressivo nei confronti della natura che non realizza che il bene terrestre che ha a disposizione è sostanzialmente finito.

In Europa si è raggiunto circa l’80% del suolo è antropizzato da insediamenti abitativi, sistemi di produzione o infrastrutture come strade e ferrovie. Tutto questo genera una impermeabilizzazione del suolo perchè il terreno non riesce più a drenare a dovere le forti precipitazioni, causando alluvioni lampo.

IPCC Ispra consumo di suolo
Cartina del Consumo di Suolo in Italia al 2017

Lo sfruttamento selvaggio del suolo in Italia porta al fenomeno della cementificazione delle coste; infatti lungo la costa abbiamo circa 500 km2 di cemento che corrisponde circa al 19,4% di tutta la fascia costiera, con punte del 40% in Liguria.

In un triste riassunto delle attività umane dall’impatto negativo sulla natura, possiamo dire che l ’uomo a livello globale ha trasformato il 75% delle superfici a disposizione, provocato impatti sul 66% degli oceani e distrutto l’85% delle zone umide. 

Ci aspettiamo dai prossimi appuntamenti dell’IPCC dei cambiamenti concreti e un impatto più diretto e incisivo sulle attività dei governi e delle amministrazioni.

 

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Gino Favola

Laureato in Scienze Politiche, da sempre sono stato appassionato dai temi della tutela dell'ambiente e della sostenibilità. Da sempre convinto che l'economia debba essere ricondotta sotto le leggi della società civile, mi sono interessato a letture come quelle di Tiziano Terzani, Simone Perotti, Michael Pollan. Mi occupo nello specifico della sezione " ecoreati" per dare uno strumento in più, una sentinella attiva nel territorio, che da voce a tutte le segnalazioni dei nostri lettori che condividono con noi la sensibilità per la difesa dell'ambiente e della natura.

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