Home Sostenibilità No al TTIP: cittadini e istituzioni tedeschi contro il trattato. E l’Italia?

No al TTIP: cittadini e istituzioni tedeschi contro il trattato. E l’Italia?

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In Germania, il dibattito sul TTIP è aperto e le contestazioni arrivano sia dai cittadini che dai membri delle istituzioni. In Italia, invece, abbiamo Matteo Renzi. A occhio, è questa la grande differenza di vedute tra i due Paesi sul TTIP, il cosiddetto trattato di libero scambio che gli Stati Uniti e l’Europa si apprestano a stipulare. Un accordo di cui non si conoscono i dettagli, dal momento che le trattative si protraggono in gran segreto, ma di cui si percepiscono già tutti i rischi.

Negli ultimi giorni, due importanti esponenti dei principali partiti al governo in Germania, CDU e SPD, hanno rilasciato dichiarazioni sul trattato. Delle vere e proprie prese di posizione contrarie al TTIP. La prima, più decisa, è arrivata dal presidente del Bundestag, il parlamento tedesco, Norbert Lammert. “Escludo in maniera categoria che il Bundestag possa ratificare il TTIP: il contratto commerciale tra l’Unione Europea e gli Stati Uniti non ha mai visto la partecipazione dei nostri parlamentari. Il nostro parlamento non ha avuto nemmeno la possibilità di prendere in considerazione opzioni alternative”, ha affermato Lammert. L’esponente CDU è stato presto spalleggiato da un uomo di punta dell’SPD, Sigmar Gabriel, vicecancelliere e ministro dell’economia, che ha aggiunto: “L’accesso finora limitato alle informazioni da parte statunitense è inaccettabile, sia per il governo che per il Parlamento”. Una presa di posizione forte, che contrasta con l’appoggio di Angela Merkel, capo del governo,ribadito non molte settimane fa: cosa farà la cancelliera per tenere in piedi la sua maggioranza?

Le dichiarazioni sono arrivate poco tempo dopo la grande manifestazione tenutasi proprio a Berlino, che ha raccolto centinaia di migliaia di contestatori del trattato. Un’onda umana di cui è difficile non tener conto nei delicati equilibri politici tedeschi e di tutta Europa. La divisione dello schieramento della Grande Coalizione in Germania potrebbe essere l’inizio della fine per le trattative.




Il TTIP, lo ricordiamo, è un trattato di libero scambio che USA ed Europa stanno portando avanti per annullare le barriere doganali tra i Paesi coinvolti. Un accordo che potrebbe mettere a rischio la salute dei cittadini e l’ambiente, in favore degli interessi delle multinazionali e dei loro profitti. Tra i rischi più allarmanti, la possibilità di importare prodotti alimentari scarsamente controllati, come i polli al cloro e la carne agli ormoni.

Insomma, ci sarebbe molto di cui protestare e discutere. Eppure in Italia il dibattito non sembra essersi acceso. Tematiche troppo complesse per i cittadini? Forse, ma anche la politica ci sta mettendo del suo, non intervenendo in una questione che influirà pesantemente sul futuro di tutti. Da parte di Renzi e del suo governo, finora, non si è sentito altro che approvazione al TTIP e a tutto ciò che ne deriva: “Non è possibile che gli Stati Uniti arrivino ad un accordo con l’Estremo Oriente e che l’Europa tentenni e balbetti sul TTIP”, ha detto Renzi a Maggio. “Questo è l’ultimo anno per chiudere, perché il 2016 sarà l’anno elettorale negli Usa, sarebbe un gigantesco autogol per il nostro continente“.

Sul suo blog, Beppe Grillo nei giorni scorsi ha lanciato un appello alla presidente della Camera Laura Blodrini affinché “batta un colpo” sulla questione. E ha chiamato a raccolta, su Twitter, tutte le persone che si oppongono al trattato con l’hashtag #NoTTIP.

Greenpeace, inoltre, ha dato la possibilità di sottoscrivere un form per far pressione sui Parlamentari Europei contro l’approvazione del trattato. Il form è disponibile a questo link.

(Foto)

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