Home Green Economy Le sanzioni UE all’Italia continuano

Le sanzioni UE all’Italia continuano

280
0
CONDIVIDI

 

In tempi di crisi le risorse dello Stato dovrebbero essere preziose, e lo conferma la comunicazione spasmodica sul famoso spread e sulle relative strategie finanziarie dei paesi dell’EU. L’Italia in questo periodo però non fa che collezionare multe per inosservanze delle direttive europee specie per quel che riguarda la materia della sostenibilità: vi avevamo già parlato in passato delle sanzioni in cui il Belpaese era intercorso in merito all’ etichettatura energetica degli elettrodomestici al seguente link.

Recentemente la Commissione europea, guidata dal presidente Barroso ha deferito l’Italia alla Corte di giustizia per le discariche abusive presenti sul territorio. All’Italia si impone di bonificare urgentemente centinaia di siti illegali e incontrollati di rifiuti. Nel pacchetto mensile di infrazioni adottato dalla Commissione Ue, il responsabile per l’Ambiente, Janez Potocnik, ha deciso – oltre al deferimento del nostro paese alla Corte di giustizia – una stangata: e’ stata chiesta un’ammenda forfettaria di 56 milioni di euro e un’ammenda giornaliera di 256.819 euro ”per ogni giorno successivo alla seconda sentenza fino al giorno della regolarizzazione dell’infrazione”.

Insomma pare che la filosofia sia quella del ” multiamoli tanto pagano”, perchè in Italia non siamo strutturati ne abbiamo i presupposti per cambiare l’ordine delle cose.
Allo stato attuale, denuncia la Commissione europea, ”i problemi sussistono ancora in quasi tutte le regioni italiane, e le misure in vigore non sono sufficienti per risolvere il problema a lungo termine”. Oggi in Italia si contano 255 discariche da bonificare: di queste 16 contengono rifiuti pericolosi. Inoltre, dato paradossale, in Italia, pur non avendo più centrali nucleari, i rifiuti radioattivi continuano ad aumentare per una mancata gestione oculata della dismissione delle vecchie centrali e dell’accumulo di rifiuti ospedalieri.

”Nonostante gli impegni assunti delle autorita’ italiani nel 2007 (anno della prima sentenza, ndr), solo 31 discariche problematiche – lamenta la Commissione Ue – saranno bonificate per la fine del 2012”. Inoltre un calendario completo per l’ultimazione dei lavori e’ stato programmato ”solo per 132 discariche su 255”. Ancora, la Commissione lamenta la mancanza di informazioni che attestino l’esistenza di un sistema di controllo ”adeguato” per evitare il proliferare di nuove discariche abusive. Per tutti questi motivi l’esecutivo comunitario ha deciso di adottare la linea dura nei confronti dell’Italia: richiesta di ammenda da 28.089 euro al giorno tra le due sentenze della corte (per un totale di 56 milioni di sanzione forfettaria).

L’Italia si posiziona così al ventesimo posto, tra i 27 Paesi Ue, nella classifica dell’efficienza nella gestione dei rifiuti, sul totale di quelli urbani ben il 51% finisce in discarica (contro una media Ue del 38%) e quelli riciclati non vanno oltre il 21% (il 25% nella media Ue). Inoltre la mappa delle discariche abusive vede posizionarsi al primo posto la Campania con 51 discariche, poi la Calabria (43), l’Abruzzo (37) e il Lazio (32).

L’ Europa mette anche in evidenza che l’Italia non ha attivato un sistema di controllo efficiente per evitare l’apertura di nuove discariche illegali; già nel 2008 Bruxelles aveva inviato una lettera di costituzione in mora e, nel giugno 2009, un parere motivato, segnalando che la violazione sistematica e generalizzata constatata dalla Corte di giustizia era ancora in corso, nel 2011 era stato chiesto di presentare un calendario della regolarizzazione dei siti.

Nessuno sembra sapere quante multe abbiamo pagato fino a oggi per le infrazioni. Alcune stime, che girano in rete, parlano di 3,5 miliardi di euro. L’unico dato certo è che la multa minima stabilita per l’Italia, in caso di condanna, è di 9.920.000 euro. La penalità di mora può oscillare dai 22.000 ai 700.000 euro al giorno.L’ultima infrazione imputata all’Italia è la 2012-4096 «sull’impatto ambientale dell’aeroporto di Malpensa» per violazione del diritto europeo. Sempre quest’anno Bruxelles ci accusa di «non corretto recepimento» della direttiva «relativa alla valutazione e alla gestione dei rischi di alluvioni».  L’elenco sembra non finire, di questo passo, viste le problematiche e gli squilibri che la legislazione europea ha causato all’interno dei singoli stati, ci chiediamo come finirà questa storia. Stare nell’UE per essere multati continuamente non ha senso. Insomma, o dentro, e bene, o fuori.

 

Gino Favola

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here