Home Sostenibilità La UE dice stop al cadmio e al mercurio nelle batterie

La UE dice stop al cadmio e al mercurio nelle batterie

733
0
CONDIVIDI

Dal 31 dicembre 2016 le batterie contenenti cadmio e mercurio verranno messe al bando in tutta l’Unione Europea.

Queste batterie, spesso ricaricabili, sono contenute in trapani, cacciaviti e altri utensili di questo tipo. Inoltre verranno messe al bando anche le piccole batterie a bottone usate negli orologi o nei telecomandi. Il motivo di questa importante decisione, messa nero su bianco da una normativa del Parlamento europeo, è l’alta tossicità di questi elementi e la loro elevata diffusione nell’ambiente. Esse andrebbero smaltite presso gli appositi cassonetti destinati al riciclaggio delle pile, ma spesso vengono buttati insieme agli altri rifiuti. Questo comporta un forte inquinamento dei suoli, ed in particolare delle falde idriche. Mercurio e cadmio sono metalli pesanti, che se accumulati in abbondanza nell’organismo possono causare gravi malattie. Dunque si tratta di un nuovo passo in avanti nella protezione dell’ambiente e della salute. 

Il cadmio era già stato vietato nelle materie plastiche, nella produzione di gioielli e nelle saldature in ottone ai sensi del regolamento Reach sulle sostanze chimiche.

“Questo accordo invia un messaggio forte a tutti riguardo il cadmio ed il mercurio i cambiamenti introdotti permetteranno anche all’Europa di innovare nel settore delle batterie, dei materiali e del riciclaggio “, ha commentato il relatore del testo, l’europarlamentare bulgaro  Vladko Todorov Panayotov. A partire dal 2015 entrerà in vigore anche il divieto di utilizzo del mercurio nelle batteria a bottone, presenti soprattutto in giocattoli, orologi, telecomandi. In questo caso si punta a ridurne l’impatto ambientale, dato che questo tipo di pile sfugge facilmente al riciclo.

fabbricanti dovranno pertanto progettare i loro prodotti in modo che le batterie possano essere rimosse senza difficoltà. Le nuove regole, però, permetteranno che le batterie e gli accumulatori esistenti siano commercializzati fino all’esaurimento delle scorte, senza dover incappare in sanzioni. Gli occhi sono puntati soprattutto sul cadmio, classificato come sostanza tossica ed utilizzato anche nelle leghe metalliche e per la saldatura, nei semiconduttori e in tanti altri settori legati alla produzione industriale.

L’esposizione a lungo termine a questo elemento chimico produce una serie di rischi: una volta assorbito dal corpo umano attraverso le vie respiratorie o cute e mucose, si lega ai globuli rossi e alle proteine plasmatiche per poi accumularsi nel fegato e nei reni dando vita a gravi patologie. E non solo. Insieme al mercurio, rappresenta uno dei nemici numero uno dei bacini idrici. La dispersione in questo ambiente genera ricadute anche sulla fauna, la flora e conseguentemente su tutta la catena alimentare.

Fonte

 

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here