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Inquinamento dell’aria: in Italia quasi 100mila morti l’anno. Arriva ultimatum Ue

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Inquinamento dell’aria

Inquinamento dell’aria: l’Italia rischia l’ennesima procedura di infrazione da parte della Commissione Europea. Solo dieci giorni per intervenire

Solo dieci giorni per presentare un piano di interventi su inquinamento dell’aria ed evitare così l’ennesima procedura d’infrazione da parte della Commissione Europea. Arriva perentorio l’ultimatum da Bruxelles per porre rimedio ai livelli eccessivi di smog nei Paesi Comunitari.

Scopriamo cosa sta succedendo.

Inquinamento dell’aria: il monito dell’UE

Resta pochissimo tempo per presentare un piano d’intervento e dimostrare l’impegno concreto ed efficace del governo per rientrare nei limiti dell’inquinamento dell’aria. Il richiamo da parte della Commissione Europea riguarda tutti quei Paesi, Italia compresa, che hanno ignorato i continui solleciti sugli sfondamenti dei limiti massimi di smog.

Oltre a noi, bacchettati anche Germania, Francia, Spagna, Regno Unito, Romania, Ungheria, Repubblica Ceca e Slovacchia.

La situazione in Italia

Il commissario Ue per l’Ambiente, il maltese Karmenu Vella, si è detto pronto a denunciare gli stati membri che non rispetteranno i parametri comunitari sulla qualità dell’aria. Un provvedimento che interessa da vicino il nostro Paese, accusato per le eccessive concentrazioni di biossido d’azoto e di particolato atmosferico.

Secondo i dati dell’Agenzia Europea dell’Ambiente (EEA), l’Italia risulterebbe ai vertici di una triste classifica nera: 90 mila morti premature all’anno per l’inquinamento dell’aria sulle 487.600 del continente. Il Bel Paese si piazza, infatti, al di sopra della media europea, con oltre 1.300 decessi per milione di abitanti a fronte degli 820.

Un’amara eredità che il governo uscente rischia di lasciare all’Italia.

Cosa succederà se non sarà rispettato l’Ultimatum

Se non saranno presi provvedimenti per tempo, i Paesi membri saranno rinviati davanti alla Corte di Giustizia di Lussemburgo per la definizione di ingenti multe.

Tra le 130 città europee che avrebbero sforato i limiti di smog ad alto rischio, anche Torino e Milano.

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Andrea Boraschi, responsabile della campagna Energia e Clima di Greenpeace, afferma:

«Il governo italiano è apparso in questi anni del tutto inoperoso sul fronte dell’inquinamento atmosferico. Si pensi all’assoluto nulla realizzato per il settore trasporti, con i fondi disponibili per la realizzazione di una rete di ricarica per i veicoli elettrici che non sono neppure stati spesi. Oggi l’auto privata alimentata con i derivati del petrolio è ancora protagonista assoluta della mobilità italiana, e il suo primato pesa in termini sanitari e di dipendenza energetica. Mentre molti Paesi stanno investendo in mobilità sostenibile, l’Italia è ferma al palo. Speriamo che l’intervento dell’Ue si traduca in una salutare scossa».

I rischi dell’inquinamento dell’aria e come proteggersi

Al di là delle multe salate che potrebbero arrivare da Bruxelles, il problema dell’inquinamento dell’aria è più importante di quanto possa sembrare. Nell’anno, numerose ricerche e statistiche confermano che l’inquinamento miete vittime tutti i giorni. L’OMS, l’Organizzazione Mondiale della Sanità, ha inserito l’aria inquinata tra i primi 10 rischi per la salute della nostra specie

Ma è possibile difendersi dai danni provocati al nostro organismo?

In qualche modo sì. Chiudendo i finestrini delle auto e spegnendo il sistema di ventilazione ad esempio. Ma non solo. Potete approfondire l’argomento, leggendo il nostro articolo “Traffico e inquinamento: come ridurre i danni all’organismo”.

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