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Il popolo del referendum vince per la seconda volta

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L’acqua è un bene pubblico e il tentativo del governo Berlusconi è palesemente incostituzionale.

Quanti di voi hanno votato a difesa dell’acqua pubblica e contro il nucleare negli ultimi referendum? E’ stata una grande vittoria soprattutto perchè è stato un appello referendario boicottato in tutti i modi, a partire dal non fare un “election day” insieme alle amministrative a tutti i costi. Risultato? Spreco di fondi pubblici ( ennesimo ) ma stesso esito. I media tranne pochissime eccezioni, hanno letteralmente zittito e boicottato l’evento così importante vista la natura dei quesiti. E’ stata la vittoria della gente, di chi ha voluto fortemente difendere dei diritti importanti, tra i quali l’esito di un referendum precedente poi sbugiardato dalla (sotto)classe politica. Oggi c’è stata una seconda vittoria: la Corte Costituzionale dichiara inammisibile l’articolo 4 del decreto legge  138 del 2011 con il quale il governo Berlusconi aveva aggirato il risultato referendario. Il ricorso contro tale espediente è stato presentato dalla regione di Vendola che esulta: “Una giornata da ricordare”

L’esito è scritto e la Consulta fa giurisprudenza finalmente:nessuna privatizzazione di acqua e servizi pubblici locali.Per il Forum Italiano dei Movimenti per l’acqua, la Consulta “restituisce la voce ai cittadini italiani e la democrazia al nostro Paese”. E la sentenza della Corte blocca anche tutte le modifiche successive, comprese quelle del governo guidato da Mario Monti.

La sentenza esplicita chiaramente il vincolo referendario infranto con l’articolo 4 e dichiara che la legge approvata dal Governo Berlusconi viola l’articolo 75 della Costituzione. Ci chiediamo se non sia giusto prendere qualche provvedimento quando l’autorità esecutiva azzeri uno strumento di democrazia diretta come il referendum e violi esplicitamente la costituzione. Per i rappresentanti del Forum: “Viene confermato quello che sostenemmo un anno fa, cioè come quel provvedimento reintroducesse  la privatizzazione dei servizi pubblici e calpestasse la volontà dei cittadini”. Inoltre, “la sentenza ribadisce con forza la volontà popolare espressa il 12 e 13 giugno 2011 e rappresenta un monito al Governo Monti e a tutti i poteri forti che speculano sui beni comuni”. Poi la rivendicazione di una “vittoria politica”. Dopo la “straordinaria vittoria referendaria costruita dal basso, oggi è chiarito una volta per tutte che deve deve essere rispettato quello che hanno scelto 27 milioni di italiani: l’acqua e i servizi pubblici devono essere pubblici”. E se fosse successo il contrario? Immaginiamo a quanti sforzi, dalla raccolta di firme alla organizzazione della campagna e dello stesso referendum, cancellati da un colpo di mano di un abuso di potere.

Vendola: “Una giornata da ricordare”. Una vittora. Della democrazia e del popolo del referendum. Nichi Vendola commentata la sentenza della Corte. “Sono molto contento. Oggi è una giornata da ricordare – ha aggiunto Vendola – perchè la nostra perseveranza nella battaglia che abbiamo condotto, giorno dopo giorno, contro il tentativo di privatizzare i servizi pubblici fondamentali per i cittadini e le comunità, ci ha dato ragione”. Ma c’è di più ha aggiunto Vendola. “Perchè la sentenza si configura come un preavviso di incostituzionalità dell’art 4 del decreto legge sulla spending review” che mira a fissare gli stessi identici limiti sulle società in house, contenuti nelle norme oggi abrogate. 

 

Gino Favola,

tratto da La Repubblica

 

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