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Frutti esotici e sostenibilità: i problemi legati al consumo di avocado

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Molte volte abbiamo parlato dell’importanza di una corretta alimentazione, per mantenere in salute corpo e mente. Abbiamo visto come determinati frutti siano ricchi di particolari proprietà e come sia meglio, per noi e per l’ambiente, affidarsi a un tipo di alimentazione che si segua l’ordine delle stagioni, prediligendo produzioni locali controllate.

Sappiamo, ad esempio, che consumare un alimento proveniente da Paesi esotici e non coltivato in Italia può avere ripercussioni indirette sull’inquinamento, causato dai mezzi di trasporto necessari affinché quegli alimenti arrivino qui, e sull’economia locale dei Paesi di provenienza. Pensiamo ad esempio alla diffusione della Quinoa che ha generato un aumento di prezzo enorme in Perù e in Bolivia, dove le popolazioni più povere non possono più permettersi di consumare questo super alimento da sempre alla base della loro dieta.

Ora sembra che un ulteriore problema venga anche dal consumo eccessivo di avocado, in particolare, dal suo consumo fuori stagione.

Secondo un articolo comparso su Civile Eats, la maggior parte del quantitativo di avocado diffuso in America proviene da Messico e Cile. Una cosa che può essere vista in un duplice modo: positivo e al tempo stesso negativo.

Sia inteso, l’avocado è realmente un frutto che fa bene alla salute. L’aumento del suo consumo, infatti, dimostra una maggiore attenzione da parte delle persone a una dieta fatta di grassi sani. Dall’altro lato, però esistono i problemi legati al fatto che un cibo esotico è diventato così popolare in un luogo lontano dalle sue origini e dal suo habitat naturale.

Quando in California termina il periodo di raccolta di avocado, le aziende si rivolgono a Messico e Cile per soddisfare il loro fabbisogno. In particolare, sembra che in Cile questo frutto venga chiamato “Oro Verde” per i soldi che è capace di generare dalle sue vendite all’estero.

Secondo quanto si legge, la coltivazione di avocado Hass sarebbe cresciuta da 9 mila a 71 mila ettari negli ultimi 20 anni, dal 1993 al 2014. Il problema di questa crescita è legato all’acqua necessaria per il sostentamento delle piante di avocado e i luoghi in cui questi alberi sono coltivati.

Queste zone sono piuttosto aride, con precipitazioni minime e dove ogni acro di alberi di avocado ha bisogno di 1 milione di litri d’acqua all’anno. Acqua che sembra sia “rubata” dai fiumi e dal sottosuolo, incrementando la siccità del Paese.

Nell’articolo si avanzano delle aspre accuse contro il governo cileno, incolpato dell’assenza di politiche adatte per la gestione delle risorse idriche. Ma è ovvio che la questione riguarda anche principalmente noi consumatori e le nostre scelte alimentari.

Secondo Civile Eats , la soluzione potrebbe essere l’acquisto di avocado da piccoli produttori. Una cosa difficile, visto che Juan Enrique Lazo, il presidente della Palta Hass Cile, avrebbe stimato che il 90 o il 95% degli avocado cileni venduti negli Stati Uniti provengono da grandi produttori, a causa dell’ingente domanda. Oltre al fatto che la maggior parte dei negozi di alimentari non rilascia informazioni circa la loro provenienza.

E in Italia?

In Italia le importazioni di frutti esotici come Avocado, Mango e Papaya nell’ultimo decennio sono cresciute. In particolare, nell’anno trascorso si sono registrate 6,1 migliaia di tonnellate di avocado mosse nel nostro Paese.

In Italia, a differenza di altri mercati internazionali che prediligono la tipologia di avocado Hass, si preferisce soprattutto il consumo di avocado verde.

L’avocado è una pianta che si adatta a climi tropicali o sub tropicali e in Europa è quasi totalmente prodotto in Spagna, ma anche l’Italia, con le sue produzioni siciliane, sta conquistando una buona fetta di mercato.

Un albero di avocado impiega circa 7 anni a crescere per dare buoni frutti. Su tutta la zona etnea, dove il tipo di terreno e il clima sono più adatti alla coltivazione di questo genere di piante, si stanno diffondendo piccoli appezzamenti di colture tropicali che non hanno nulla da invidiare alle produzioni del Sud Est Asiatico o del Sud America.

Lì, un po’ per gioco e un po’ per avventura, vengono prodotte diverse varietà di avocado che consentono la raccolta diversificata per quasi tutto l’anno. I frutti sono commercializzati anche nel nostro Paese, ma vengono principalmente esportati all’estero, in Francia, Belgio e Polonia.

La maggiore sensibilità ambientale dei cittadini sugli effetti dei cibi acquistati ha spinto la nascita e lo sviluppo di una più estesa rete di vendita a chilometro zero. L’esistenza e la possibilità di una produzione interna di questo genere di frutti permette al consumatore di usufruire dei benefici dell’avocado, pur continuando ad agire in maniera sostenibile.

(Foto: Jaanus Silla)

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