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Case a 1 euro contro lo spopolamento dei piccoli centri urbani

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"Son Servera 03 ies" by Frank Vincentz - Own work. Licensed under Creative Commons Attribution-Share Alike 3.0 via Wikimedia Commons

Comprare casa a 1 euro, a patto di pagare le spese di ristrutturazione. È questa l’ultima trovata pensata da alcuni comuni italiani per combattere il problema dello spopolamento dei piccoli centri urbani.

I comuni interessati da questa iniziativa sono soprattutto tre: Carrega Ligure (Alessandria), Gangi (Palermo) e Salemi (Trapani).

L’esigenza è nata dalla necessità di arginare il problema dello spopolamento di borghi antichi e piccoli centri. Così, le amministrazioni hanno deciso di diventare intermediari delle trattative tra ex proprietari desiderosi di disfarsi dei propri immobili (che in alcuni casi sono solo un peso) e nuovi inquilini, desiderosi di avere una casa tranquilla e, soprattutto, a costi ridotti. Costi che possono essere affrontati anche grazie agli incentivi statali ed europei, volti a favorire soprattutto coppie giovani.

Non sono previsti requisiti particolari per poter accedere alle residenza, l’importante è che i nuovi acquirenti presentino un progetto di ristrutturazione dell’immobile e si impegnino a pagare gli oneri delle spese notarili, relativi a:

  • registrazione;
  • volture;
  • accatastamento.

Dal momento in cui si ottengono le autorizzazioni, i nuovi proprietari hanno due mesi di tempo per far partire i lavori di ristrutturazione.

L’intenzione palesata dai Comuni è quella di recuperare e valorizzare immobili degradati, spesso situati in centri storici, per i quali i proprietari hanno manifestato volontà di cessione gratuita a favore di privati, o società. La cifra di un euro è, ovviamente, una cifra simbolica.

Il comune di Salemi, ad esempio, ha ideato il bando per recuperare gli immobili abbandonati del centro storico, devastato dal terremoto del Belice nel 1968. Stessa cosa vale anche per Gangi, mentre il Comune di Carrega Ligure l’iniziativa ha l’obiettivo di rimediare allo spopolamento del paese che è passato da 3.000 ad appena 98 abitanti.

Daniele Mancini, amministratore delegato di Casa.it ha così commentato la cosa: “Grazie a questa iniziativa è possibile dare nuovo slancio al mercato immobiliare, soprattutto nelle zone che hanno prospettive di crescita più ridotte, e contribuire anche a invertire la tendenza che ha portato allo spopolamento di alcuni borghi in Italia”.

Una bella proposta, per una volta, che da un lato si sostituisce alle note soluzioni di abusivismo edilizio che interessano il nostro territorio, favorendo invece il recupero di borghi antichi e del patrimonio architettonico presente in Italia.

Chi è interessato, può scaricare il bando sui siti ufficiali dei Comuni coinvolti nell’iniziativa.

(Foto: “Son Servera 03 ies” by Frank Vincentz – Own work. Licensed under Creative Commons Attribution-Share Alike 3.0 via Wikimedia Commons)

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