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Premio nobel per l’ambiente a una contadina peruviana

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Il premio nobel per l’ambiente va a Máxima Acuña, una contadina peruviana analfabeta che da anni difende il suo territorio dagli interessi di un colosso minerario.

È una contadina peruviana, che non sa né leggere né scrivere, ma il suo coraggio le è valso il premio nobel per l’ambiente. Lei si chiama Máxima Acuña e sta combattendo strenuamente per difendere il suo territorio dagli interessi di un colosso minerario intenzionato a scavare una miniera d’oro.

È dal 2011 infatti che Máxima Acuña si oppone alla potente compagnia Yanacocha, l’unica ad aver ottenuto una concessione esclusiva per poter sfruttare il giacimento aureo più importante dell’intera America Latina. Una concessione che potrebbe portare a prosciugare il lago, indispensabile per irrigare i campi, e trasformarlo in una gigantesca discarica di rifiuti tossici.

È soprattutto per la sua tenacia e il suo coraggio che le è stato assegnato il premio nobel per l’ambiente. Questa donna, infatti, continua a resistere strenuamente alla vendita del suo appezzamento di terreno: 60 acri di terra che impediscono al colosso minerario di iniziare il suo progetto di estrazione.

Máxima non appartiene ad alcun gruppo ambientalista, semplicemente resiste, nonostante le percosse, le minacce di morte e i procedimenti giudiziari a suo carico, e la sua resistenza è diventata un simbolo e un segno di speranza in una terra martoriata dagli interessi e dal potere di pochi.

In un’intervista per The Guardian, la donna ricorda la prima volta durante la quale è stata messa alla prova: è stata afferrata da 6 uomini della polizia e colpita con i manganelli. Poi, gli stessi uomini hanno buttato a terra il figlio, che stava scattando delle foto, lo hanno percosso e gli hanno portato via il cellulare.




Le forze speciali della polizia hanno colpito mia figlia alla testa con il calcio del mitra“. Aggressioni, violenze, anche da chi dovrebbe tutelare la sicurezza delle persone. Ma non solo: minacce, continue battaglie legali per portarle via tutto.

Proprio per questa sua tenacia Máxima è stata premiata pochi giorni fa insieme ad altri cinque attivisti di ogni parte del mondo, prima alla San Francisco Opera House e successivamente nella cerimonia ufficiale presso la Ronald Reagan Building and International Trade Center di Washington.

Qui ha ricevuto il premio nobel, ma non solo. Come segno tangibile di riconoscenza per la sua resistenza a favore dell’ambiente le è stato consegnato anche un premio in denaro di 175.000 dollari.

Di donne con un grande coraggio, per fortuna, ce ne sono varie nel mondo. Purtroppo, però, la loro azione non sempre viene riconosciuta e tutelata. Ricordiamo, ad esempio, quello che è successo a Berta Caceres, lasciata sola nella sua lotta e uccisa in casa sua, nonostante la Commissione interamericana dei diritti dell’Uomo avesse chiesto al governo delle misure per garantire la sicurezza della donna. Protezione che non è mai stata fornita.

(Foto)

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