Home Ambiente Massa: discariche a sorpresa, dentro potrebbe esserci di tutto

Massa: discariche a sorpresa, dentro potrebbe esserci di tutto

394
0
CONDIVIDI

Sono 70 le discariche abusive scoperte a Massa. Una superficie pari a 40 chilometri quadrati; decisamente troppo, se si pensa che l’intero comune è 90 chilometri quadrati. Ancora non si è sicuri di cosa ci sia dentro quei depositi, le verifiche procedono a rilento, ma sembra che siano tutti a ridosso di corsi d’acqua, in aree private.

Come spiega Il Fatto Quotidiano, potrebbe esserci dentro di tutto, da terra a calcinacci, fino ad amianto e altri rifiuti speciali. Per adesso non è dato saperlo, la relazione, redatta per l’aggiornamento del regolamento urbanistico dal geologo Andrea Piccinini, è del 2013. Dopo di allora, i controlli sono partiti solo a inizio 2015 e per solo cinque discariche. Come afferma il vicesindaco e assessore all’ambiente, Uilian Berti: “Potrebbero contenere solo terre ma spetta al privato fare la caratterizzazione, non al Comune”.

Come evidenzia il giornale, per adesso i rilevamenti sono basati solo su due linee operative: sui database delle discariche storiche già censite in precedenti archivi (Regione, Arpat, Comune e Provincia) e sulle informazioni ottenute tramite tecnologia Lidar: un laser che rileva le curve non naturali sulla superficie, efficace solo nelle aree di pianura. Di fatto, potrebbero essere nascosti altri depositi anche nelle fasce collinari e montane, per adesso escluse nella relazione.


Sembrerebbe che uno dei depositi sia situato in un terreno di proprietà di Stefano Di Ronza, imprenditore edile arrestato nel 2013 per associazione a delinquere di stampo camorristico con l’accusa di concorso esterno ai clan dei Casalesi. Il deposito sarebbe cresciuto in trent’anni di 4 volte: adesso raggiungerebbe un volume di 16mila metri cubi, il corrispettivo di 4mila camion di rifiuti. Un altro deposito, a Marina di Massa, avrebbe raggiunto i 18mila metri cubi.

Le discariche sono tante, alcune già censite dal piano regionale di bonifica delle aree inquinate, alcune delle quali mai perimetrate, cementificate e finite sotto nuove case o capannoni. Come l’ex discarica comunale per lo smaltimento di rifiuti solidi urbani vicino allo stadio Oliveti il cui volume di rifiuti interrati è stimato attorno ai 70mila metri cubi. Mai bonificati, afferma Il Fatto Quotidiano, cementificati e rivenduti.

E l’elenco è lungo, veramente lungo. Discariche, terreni che cedono in prossimità dei pozzi comunali e suoli intrisi di idrocarburi, arsenico, zinco e piombo. Nessun colpevole, nessuna bonifica.

(Foto: Alan Levine)

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here