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Eolico offshore e turbine galleggianti: il potenziale inespresso dei mari europei

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Eolico offshore la migliore alternativa alle fonti energetiche fossili

Grazie alla tecnologia offshore eolica, l’Europa potrebbe coprire il proprio fabbisogno energetico per ben 4 volte. In maniera completamente pulita. Ecco i dati dell’EWEA.

Secondo il nuovo rapporto dell’European Wind Energy Association (EWEA) l’Unione Europea, nel tratto che va dal Portogallo alla Finlandia, potrebbe produrre 4 volte l’energia necessaria al suo fabbisogno totale, attraverso l’installazione delle turbine eoliche offshore galleggianti.

La notizia è comparsa sulla rivista online Inhabitat che ha accolto i risultati descritti nel rapporto di EWEA con queste parole:

Ogni pericolosa centrale nucleare e ogni sporca centrale a carbone potrebbero essere abbandonate e ogni casa, posto di lavoro e città potrebbero essere alimentate da energia pulita e rinnovabile”.

Il sogno dell’eolico offshore

Un sogno che potrebbe diventare realizzabile, secondo EWEA, a patto che l’Europa metta da parte incertezze e dubbi normativi e decida di investire in questo tipo di tecnologia.

Il rapporto è stato pubblicato qualche giorno fa e spiega chiaramente come le turbine eoliche galleggianti e le fondazioni progettate per essere posizionate in acque profonde, siano la chiave per sbloccare il potenziale energetico dei mari che circondano l’Europa.

Anche perché l’Europa ha una quantità veramente considerevole di mare che la circonda. Dall’Oceano Atlantico, al Mar Baltico, fino al Mar del Nord. Proprio per questo, i parchi eolici offshore sarebbero un’ottima alternativa alle classiche fonti di energia.

Gli ostacoli all’energia pulita

Un obiettivo nobile che, però, viene frenato sia dal costo di sviluppo di questo tipo di tecnologia che dalle lungaggini burocratiche che ne accompagnano l’installazione. Anche se, a prima vista, gli impianti galleggianti, sono delle strutture molto più semplici da posizionare, perché non richiedono perforazioni.

Al momento, in Europa sono stati installati 5GW di capacità eolica offshore, 3,3 dei quali si trovano nelle acque britanniche. L’EWEA stima addirittura che, se l’Europa investisse in questi sistemi, entro il 2030 potrebbero essere installati 150 GW. Certo, se venissero praticate le giuste politiche in termini di incentivi e sviluppo energetico.

Jacopo Moccia, capo di analisi politica dell’European Wind Energy Association, spiega che:

È di vitale importanza che venga definito un chiaro quadro normativo che gestisca la politica energetica dopo il 2020 e che fissi dei vincoli obbligatori per lo sviluppo di fonti energetiche alternative entro il 2030. Solo così il settore dell’eolico offshore in acque profonde potrà crescere e garantire benefici a tutta l’Unione”.

Dall’offshore 320mila posti di lavoro

L’eolico offshore, secondo il rapporto pubblicato da EWEA, potrebbe offrire energia a 145 milioni di famiglie e creare una cosa come 320mila posti di lavoro. Ma le difficoltà nella realizzazione di questa chimera risiedono nella necessità di trovare e ottenere le autorizzazioni necessarie per la diffusione delle nuove turbine. L’ultima delle quali è stata inaugurata nel Tamigi.

Le potenzialità per un drastico cambiamento nel sostentamento energetico dell’Europa ci sono. Il problema è capire quanto sia possibile e quanto si voglia fare per procedere in questa direzione.

Sembra, infatti, che il dibattito sia tuttora aperto e non libero da polemiche tra chi è a favore e chi ostacola questo tipo di tecnologia. Il finanziamento di nuovi progetti, inoltre, subisce dei continui rallentamenti sia a causa delle lungaggini burocratiche che dell’incertezza normativa che continua a permanere.

EWEA, infatti, ha già più volte spiegato come, per attirare nuovi investimenti nel settore, i governi debbano fornire un quadro normativo chiaro e stabile e abbandonare ogni incertezza che riguarda lla determinazione dei nuovi obiettivi energetici previsti per il 2030.

Fonte: rapporto EWEA

Foto: NHD-INFO

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