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Effetto serra: centrali elettriche sotto accusa dell’EEA

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È ora di dire addio alle centrali elettriche. Producono un terzo dell’attuale inquinamento atmosferico. Secondo l’EEA è tempo di scegliere energia sostenibile per un’aria più pulita.

Le centrali elettriche producono il 30% dei gas serra emessi dall’uomo. Per l’EEA, l’Agenzia Europe per l’ambiente, non ci sono alternative. Gli stati europei devono aumentare il proprio impegno e investire in tecnologie pulite. Altrimenti non si riuscirà a raggiungere l’obiettivo posto nel 2009 di ridurre le emissioni di gas serra dell’80-95% entro il 2050.

Il settore energetico europeo dipende da carbon fossile e centrali elettriche

Siamo ancora troppo dipendenti dal carbon fossile. Infatti circa il 50% dell’energia è prodotta proprio grazie ai combustibili fossili. Se si vuole davvero impattare sull’inquinamento atmosferico e dare una sferzata all’effetto serra, è necessario un cambiamento immediato nella composizione del settore energetico. Secondo l’EEA bisogna «cogliere l’opportunità di “decarbonizzare” il settore della produzione di energia, sostituendo, ove possibile, le centrali a carbone invecchiate e alla fine del ciclo di vita con fonti di energia rinnovabili, tra oggi e il 2030».

Passi in avanti sono stati fatti, ma l’EEA sottolinea la necessità di una maggiore coerenza delle scelte politiche dei singoli stati e gli obiettivi di lungo periodo posti in ambito di sostenibilità ambientale. Infatti, secondo il rapporto, «questi obiettivi posso essere realizzati solo se la capacità del combustibile fossile diminuisce progressivamente entro questo decennio». Basta rimandare dunque. Bisogna cambiare ora le scelte in ambito energetico. Il rapporto sottolinea la tendenza a ristrutturare le esistenti centrali elettriche, quando piuttosto bisognerebbe sostituirle progressivamente con altre fonti di energia sostenibile. Infatti per soddisfare gli obiettivi di riduzione dei gas serra, dovranno necessariamente ridurre la loro attività.




L’Europa deve velocizzare il passo verso le energie pulite

Il direttore dell’Eea, Hans Bruyninckx si esprime fiducioso per i progressi fatti finora, ma molto ancora è necessario fare. «L’Europa sta ora producendo quattro volte più energia eolica e 70 volte più energia solare che nel 2005. Questa è una buona notizia, ma è necessaria anche una chiara e lungimirante strategia di investimento in tutto il settore dell’energia da combustibili fossili per vincere la nostra sfida a lungo termine e per tagliare le emissioni di CO2. L’Europa si impegna a decarbonizzare la sua economia in modo che non possiamo permetterci di legare i nostri investimenti alle tecnologie ad alta intensità di emissioni. Investire nelle fonti rinnovabili e nell’efficienza energetica offre il miglior ritorno per i nostri soldi».

La risposta della Commissione europea sul futuro climatico

Maroš Šefčovič, vicepresidente della Commissione europea e responsabile dell’energia, si è espresso in modo favorevole sul rapporto realizzato dall’EEA, perché offre degli spunti di riflessione e discussione importanti circa il nostro futuro climatico. «È infatti indispensabile che i nuovi investimenti che saranno fatti nei prossimi anni vadano piuttosto verso le energie pulite come le rinnovabili, e non si traducano in un carbon lock dei combustibili fossili che non possiamo avere nel nostro sistema energetico futuro. L’accordo della COP21, negoziato lo scorso anno, è stato ratificato da un numero sufficiente di Paesi per poter entrare in vigore e dare all’Europa una possibilità per dare l’esempio e diventare il leader globale per l’efficienza energetica».

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