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Apollon: l’impianto che funziona come se fosse un girasole

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Arriva Apollon, il nuovo impianto fotovoltaico, frutto di un progetto di ricerca europeo che ha coinvolto 17 partner pubblici e privati di otto Paesi tra cui l’Italia, e capace di produrre fino al 40% di energia in più rispetto al fotovoltaico tradizionale a parità di spazio occupato. Ecco di che cosa si tratta.

Cosa fanno i girasoli? Ruotano attorno al proprio asse in cerca della luce e del calore del sole. Questo è il concetto che sta alla base di un nuovo progetto, basato sulla tecnologia degli specchi fuori asse e l’utilizzo di celle fotovoltaiche multi-giunzione ad alta efficienza. L’impianto è stato progettato da un gruppo di ricerca europeo, a cui hanno partecipato anche gli italiani di Rse (Ricerca sul Sistema Energetico).

Il prototipo è stato presentato a Parigi, in occasione della 28esima conferenza europea su energia solare e fotovoltaico.

Luigi Mazzocchi, direttore del dipartimento tecnologie di generazione di Rse, spiega il suo funzionamento: “Il sistema è dotato di due motori che gli consentono di muoversi su due assi”. Questo consente ai pannelli di ruotare in modo automatico per raccogliere con estrema precisione i raggi solari in modo tale che colpiscano in modo diretto e perpendicolare la sua superficie.

Grazie a un sistema di specchi simili a tegole, la luce prodotta dal sole e raccolta dall’impianto viene concentrata sulle celle fotovoltaiche, di dimensioni più piccole di una moneta da un centesimo. Secondo chi ha progettato il sistema, questa soluzione porterebbe due importanti vantaggi: un’efficienza più alta e costi più contenuti. In base ai calcoli effettuati da chi ha creato il prototipo, i moduli consentirebbero di raggiungere valori di efficienza superiori al 30%, mentre i sistemi tradizionali si fermerebbero al 18% circa.

Secondo quanto affermato da Mazzocchi, inoltre, l’area attiva per la conversione dell’energia solare in elettricità è circa 750 volte più piccola dell’area esposta: “Così le celle solari, che sono la componente più preziosa, pesano per una piccolissima parte sul costo complessivo del sistema”.

Questo sistema fa raggiungere un prezzo di 2 euro per watt installato, massimizzando in questo modo la resa degli impianti solari in zone con poca nuvolosità. Secondo le stime, infatti, il prototipo riuscirebbe a produrre fino al 40% di energia in più rispetto al fotovoltaico tradizionale a parità di spazio occupato.

Il progetto Apollon è il frutto della collaborazione fra centri di ricerca e industria. Un’unione che ha consentito di affrontare e gestire il progetto con un approccio multidisciplinare, sviluppando le diverse tematiche tecnologiche da più punti di vista. La RSE si è occupata di coordinare il progetto e di partecipare allo sviluppo di diverse attività di ricerca: dal design degli specchi, ai sensori di puntamento solare alla caratterizzazione delle celle e dei moduli. Gli altri partner hanno infine contribuito in base alle diverse aree di competenza, portando alla creazione del prototipo finale.

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(Foto: Flickr Port of San Diego)

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