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Esplode pozzo petrolifero in Colombia: nuovo, tragico disastro ambientale

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pozzo petrolifero colombia

La fuoriuscita di greggio è stata ingente, ma solo da pochi giorni la società è riuscita a chiudere la falla.

L’esplosione del pozzo petrolifero Lisama 158 dell’Ecopetrol è avvenuta circa un mese fa.Tardi, troppo tardi, come spesso avviene in situazioni del genere e oggi si tirano le somme di un incidente che ha generato un disastro ambientale di enorme portata. Ecco tutti i dettagli.

L’esplosione del pozzo petrolifero e lo sversamento di greggio nel fiume

L’emergenza, iniziata il 3 marzo, riguarda il dipartimento di Santander, località di Barrancabermeja, dove improvvisamente è cominciato a fuoriuscire petrolio da un pozzo inattivo. Il pozzo petrolifero sarebbe quindi esploso, dando vita alla grave fuoriuscita di carburante.

Purtroppo, il greggio ha poi invaso il fiume Magdalena, uno dei principali corsi d’acqua che attraversa la parte Occidentale del Paese, uccidendo migliaia di animali e causando disturbi tra la popolazione.

Attualmente non è ancora chiaro il quantitativo di petrolio sversato nel fiume. Secondo la compagnia si potrebbe trattare di qualche centinaio di barili (550), mentre per i gruppi attivi nella zona si tratterebbe di 24mila barili.

Intervento tardivo

Stando a quanto dichiarato in una nota dalla compagnia petrolifera, la chiusura del pozzo petrolifero in Colombia sarebbe avvenuta lo scorso 30 marzo. Dopo quasi un mese dall’avvenuto incidente.

Oggi, infatti, si tirano le somme dell’accaduto, che potrebbe essere etichettato come un vero e proprio disastro ambientale.

La situazione all’indomani della chiusura del pozzo petrolifero

Più di mille specie di alberi presenti nelle zone limitrofe sono danneggiati. Circa 2.400 gli animali morti. Famiglie trasferite altrove e cittadini che presentano disturbi legati allo sversamento, come vomito, mal di testa e vertigini. Sono queste, in sintesi, alcune delle problematiche derivanti dall’esplosione del pozzo petrolifero.

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Claudia Gonzalez della National authority of environmentallicensing (Anla) afferma che 70 famiglie sono state curate per complicazioni mediche.

Ma non è tutto. Centinaia di persone sono rimaste senza cibo né acqua, perché legate alla produzione di risorse garantite dal fiume Magdalena.

Cosa si sta facendo per arginare lo sversamento

In una nota rilasciata il 2 aprile, l’Ecopetrol ha dichiarato di aver installato un’unità in grado di chiudere e sigillare definitivamente il pozzo e di stare lavorando per contenere i danni, attraverso dighe e altre opere civili, finalizzate a raccogliere il greggio fuoriuscito.

La compagnia energetica colombiana ha avvertito la popolazione locale di tenersi lontana dalla zona contaminata, aggiungendo inoltre di aver dato nuovo alloggio e generi di conforto a 79 persone di 19 case.

I provvedimenti contro l’Ecopetrol

Reuters fa sapere che l’ufficio del procuratore generale della Colombia ha avviato un’indagine per determinare la responsabilità della compagnia petrolifera statale Ecopetrol nello sversamento.

Secondo l’Anla, Ecopetrol è responsabile di non aver fatto tutto il dovuto una volta registrata l’emergenza, il 2 marzo scorso, e di avere assicurato di aver controllato la fuoriuscita, “ostacolando l’attività di monitoraggio” dell’Amla.

Ecopetrol ha risposto prontamente di aver sempre presentato tutti i rapporti, senza aver mai occultato nessuna informazione. Ha inoltre aggiunto che il greggio è stato versato tra il 12 e il 15 marzo e di non avere altre informazioni circa ulteriori perdite.

 

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