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Earth Overshoot day: dal 20 agosto l’umanita ha esaurito le risorse della Terra

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Dal 20 agosto l’umanità è in debito con la Terra. L’Earth Overshoot day, la data in cui il nostro consumo di risorse naturali supera la capacità rigenerativa del pianeta quest’anno è arrivata prima.

A confermarlo, è il Global Footprint Network, che misura l’Impronta Ecologica dell’umanità, quanta natura abbiamo a disposizione, quanta ne utilizziamo, e chi usa cosa.

In soli otto mesi, l’umanità ha esaurito il budget che avrebbe dovuto utilizzare invece fino a dicembre. Questo significa che dal 20 agosto in poi, il nostro Mondo continuerà a saccheggiare risorse dalla Terra, più di quante essa sia capace di rimpiazzarne, accumulando anidride carbonica nell’atmosfera. Tutti i servizi, piante, aria pulita, suolo fertile, che stiamo utilizzando, sono risorse che stiamo rubando al futuro. Anno dopo anno, lentamente, stiamo distruggendo la dotazione che abbiamo ricevuto da una storia evolutiva che è durata oltre 3 miliardi di anni.

La questione è che viviamo oltre le nostre stesse possibilità.

Mathis Wackernagel, presidente del Global Footprint Network, afferma: “Il problema del superamento della capacità rigenerativa sta diventando la sfida del ventunesimo secolo: è sia un problema ecologico che economico”.

Paradossalmente, infatti, mentre negli ultimi anni il tema delle politiche ambientali è entrato sempre di più all’interno dei dibattiti che interessano le politiche mondiali, in realtà, i numeri dimostrano un quadro molto diverso, più grave.

Basti pensare che nel 1961, in un anno, la popolazione consumava solo tre quarti delle risorse messe a disposizione dalla Terra, dandole la possibilità di generare cibo, risorse ittiche e riassorbire gli inquinanti presenti nell’atmosfera. Dagli anni ’70 in poi, l’impronta ecologica ha avuto un’impennata, portando a un deficit che cresce di anno in anno.

Nel 1993, infatti, la data dell’Earth Overshoot Day è stata il 21 ottobre, nel 2003, il 22 settembre, ora, invece, il 20 agosto. Ogni anno la data anticipa e questo, sicuramente, non è positivo.

La popolazione mondiale vive infatti in Paesi che chiedono alla Terra di più di quanto effettivamente sia capace di dare: gli Emirati Arabi consumano 12 volte in più delle possibilità, il Giappone 7, l’Italia 4 volte in più.

In rapporto ai consumi e alle risorse disponibili all’interno del Paese, gli Stati Uniti consumano “solo” 2 volte in più delle loro possibilità. Ma se lo stile di vita americano venisse esportato a livello globale, ci troveremmo di fronte a una catastrofe.

Viviamo come se avessimo a disposizione un pianeta e mezzo da cui attingere risorse. Il problema è che non è così. Se continuiamo su questa rotta, entro metà del secolo, avremo bisogno di due pianeti per soddisfare la domanda prodotta da uno stile di vita sregolato e sprecone.

Roberto Brambilla, di Rete civica italiana, afferma: “C’è bisogno non solo di un cambiamento tecnologico, ma anche di una svolta negli stili di vita”. Non basta infatti che le aziende, ad esempio, limitino i propri consumi. È necessario che le politiche produttive spingano gli acquirenti a inquinare di meno. Tutto per diminuire l’impronta Ecologica che abbiamo sul Pianeta.

Per conoscere nel dettaglio, invece, l’impronta idrica, ovvero il consumo di acqua diretto e indiretto che abbiamo sulla terra, potete leggere il report a questo indirizzo: http://ambientebio.it/quanta-acqua-serve-per-produrre-il-cibo-che-mangiamo-lelenco-degli-alimenti-piu-spreconi/ .

(Foto: Mark Rain)