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Caso Isochimica tra superficialità e bonifiche mancate: area sequestrata e operai in pericolo di vita

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Isochimica. Un episodio che avvelena il cuore e la salute degli italiani e di cui, ancora oggi, non sono quantificabili i danni.

Nei giorni scorsi, il procuratore di Avellino, Rosario Cantelmo, ha disposto il sequestro, in via d’urgenza, dell’intera area, con l’iscrizione nel registro degli indagati di ben 24 persone. Una piccola vittoria che, però, non elimina il rischio di morte di chi è stato esposto al materiale.

Ma procediamo con ordine e facciamo un piccolo excursus storico di una vicenda che è espressione del pressapochismo e della superficialità di enti e di amministrazioni italiane. Una superficialità che ha portato alla morte di 9 persone e ne ha messe in pericolo altre 140.

L’Isochimica, l’azienda di Elio Graziani, si occupava negli anni ’80 della coibentazione e scoibentazione di circa 2500 carrozze delle Ferrovie dello Stato per liberarle dall’amianto. Amianto che, in pratica, veniva trasportato e interrato a mani nude in alcuni punti dello stabilimento o, addirittura, impastato in cubi di cemento lasciati alle intemperie.

Ora, quell’area è stata definita altamente pericolosa. Come scrive Il Fatto Quotidiano: “Le fibre possono in ogni momento liberarsi nell’aria, e raggiungere gli insediamenti abitativi che si affacciano sulla via di ingresso dell’opificio, e la scuola elementare a meno di cento metri in linea d’aria. Mentre a poco più di 200 metri c’è la stazione ferroviaria”.

Un vero e proprio disastro, che mette tutti in pericolo e che, anche in base ai dati risultati dall’inchiesta, sarebbe il frutto di 20 anni di bonifiche trascinate tra ritardi, inezie e farse.

Ad oggi, non si sa nemmeno esattamente quanti siano i cubi di amianto nascosti nell’area tra la fitta vegetazione, cresciuta nell’incuria della fabbrica e dell’area adiacente.

Quello che si conosce è come le autorità di quel periodo abbiano trattato la questione con superficialità. Si legge ancora sul Fatto: “Tra i 24 indagati ci sono il titolare di Isochimica, il management dell’azienda, funzionari comunali, Asl e Arpac che hanno sottovalutato la situazione. E i componenti di una vecchia giunta comunale del 2005, capeggiata dal sindaco Giuseppe Galasso, di cui faceva parte anche il deputato Sel Giancarlo Giordano. Sono accusati di aver deliberato la sospensione della procedura di bonifica ‘in danno’, affidandola alla curatela fallimentare di Isochimica senza ottenere da loro una reale assicurazione su modi, tempi, procedure e, soprattutto, garanzie finanziarie dell’intervento”.

La questione, scaricata su un caso di “curatela fallimentare”, non è stata risolta così per come doveva essere trattata: lo scopo si era infatti spostato sulla necessità di recuperare risorse per soddisfare i creditori, non sul bisogno di disporre tutti i mezzi e i fondi per bonificare l’area.

E oggi cosa succederà agli ex lavoratori dell’Isochimica? In apertura abbiamo già spiegato come, nel corso degli anni, siano già morte 9 persone, affette da patologie derivanti dall’inalazione di asbesto, la malattia prodotta dall’inalazione di fibre d’amianto.

Ad oggi, sembra che tutti gli ex operai siano in pericolo. Si legge, infatti, in una consulenza medica dei professori Gualtiero Ricciardi e Umberto Moscato: “È possibile affermare, alla luce dell’attuali evidenze e dati scientifici (oltre che per la storia già all’epoca degli eventi e dei fatti descritti) che per tutti i soggetti esposti sussiste pericolo di vita, poiché la malattia asbesto correlata non-maligna, dose/tempo dipendente, alle attuali conoscenze non può regredire ma solo eventualmente evolvere divenendo sempre più ingravescente e potendo coinvolgere più organi o funzioni”.

E qualcuno già si definisce “morto che cammina”. La cosa ancora più raccapricciante è che sembra che, allo stato attuale, nessuno riesca a quantificare i danni e la pericolosità. Pare, infatti, che il peggio debba ancora arrivare, visto che la malattia si può manifestare anche dopo 40 anni dall’inizio dell’esposizione.

E in Italia, purtroppo, quello dell’Isochimica non è l’unico caso.

Fonti articolo:

http://www.ansa.it/web/notizie/regioni/campania/2013/06/03/Amianto-sequestrata-area-Isochimica_8811916.html

http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/06/11/avellino-sequestra-ex-fabbrica-della-isochimica-ex-operai-tutti-in-pericolo-di-vita/621293/

http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/15/solo-casale-mappa-dellamianto-italia-morte-indagini-bonifiche-rilento/191516/

http://www.ilmattino.it/avellino/isochimica_periti_verit_operai/notizie/287942.shtml

(Fonte foto: www.arianoinmovimento.it)

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