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Calabria: in costruzione su due falde acquifere la seconda discarica più grande d’Europa

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Mentre in questi giorni la Calabria guarda con preoccupazione al trasbordo delle armi chimiche che avverrà nei pressi del porto di Gioia Tauro i primi di febbraio, un’altra notizia rischia di non far dormire sogni tranquilli agli abitanti di questa regione. Si tratta dell’Isola ecologica Battaglina, che di ecologico ha veramente poco.

Dieci volte più estesa dell’impianto di discarica di Pianopoli, una volta completata “l’isola ecologica Battaglina” sarà la seconda discarica più grande d’Europa. Non solo. Sarà la seconda discarica più grande d’Europa, costruita su due falde acquifere che servono almeno 100 mila persone. Niente male.

Per il Movimento 5 stelle di Catanzaro (la discarica sarà costruita in una zona compresa tra Catanzaro e Lamezia Terme), il progetto è il simbolo “della mancanza di una adeguata pianificazione in tema di rifiuti che di fatto ha concesso le autorizzazioni per realizzare una tale opera in un luogo sicuramente non adeguato a ospitare un impianto di queste dimensioni”.

La prima vasca sembra essere già pronta e ospiterà rifiuti solidi urbani e rifiuti speciali, tra cui amianto. Il tutto, sotto i piedi degli abitanti di Borgia, San Floro e Girifalco. Una zona in cui, a detta di molti, ‘ndrangheta, politica e imprenditoria, sguazzano indisturbati tra i soldi provenienti da rifiuti ed energia pulita.

Si legge in un articolo de Il Fatto Quotidiano: “Se la discarica di Battaglina sarà realizzata, la Calabria rischia di diventare la pattumiera d’Italia autorizzata dalla Regione Calabria nonostante gli inquietanti pareri “Via” (Valutazione di impatto ambientale) del dipartimento Politiche dell’ambiente che, nell’agosto 2009, scriveva: “L’area ricade in zona boscata… derivante da rimboschimento…”, “risulta distante dall’alveo del torrente a valle a circa 150 metri”.

Nei giorni scorsi, presso il comune di Catanzaro, si è tenuta una conferenza stampa in cui le diverse parti rappresentate hanno espresso chiaramente le proprie perplessità alla realizzazione del progetto. Secondo quanto emerso dal dibattito, sembra che l’idea iniziale fosse quella di creare un’isola ecologica con annessa discarica per inerti. Poi l’isola ecologica sarebbe scomparsa e gli inerti, invece, sarebbero rimasti.

Negli anni ’60, spiegano alcune tra le persone intervenute al dibattito, in quella stessa zona fu realizzato un rimboschimento per mitigare il problema del rischio idrogeologico. Dopo l’operazione, i terreni furono restituiti al comune di Borgia, che si impegnò a salvaguardare lo stato dei luoghi, salvo poi chiedere un nulla osta per creare in quell’area una discarica temporanea. Il progetto risalirebbe al 1996. In realtà, però, su quell’area esisterebbero una serie di vincoli, soprattutto idrogeologici e da incendio, che non possono essere derogati.

Secondo gli esponenti del Movimento 5 Stelle di Catanzaro, la procedura autorizzativa sarebbe contorta e poco limpida. Il Corriere della Calabria riporta uno stralcio della relazione presentata dagli attivisti del Meet up catanzarese a Palazzo De Nobili: “Si nota più volte come viene “confuso” un nulla osta idrogeologico per un rimboschimento compensativo con il nulla osta idrogeologico dell’impianto “Isola Ecologica Battaglina”. In pratica, il permesso di costruire del 5 luglio 2010 sarebbe stato “rilasciato senza di fatto aver acquisito un chiaro documento che confermasse il nulla osta idrogeologico e quindi forestale dell’opera “Isola ecologica Battaglina”.

In particolare, nel parere riportato in un esposto alla procura risulterebbe che:

  • dal punto di vista geomorfologico l’intervento modificherebbe sostanzialmente il sistema di deflusso delle acque meteoriche”;
  • “l’area è compresa in zona sismica di categoria 1”;
  • “la discarica per rifiuti inerti prevede anche lo smaltimento di rifiuti contenenti amianto (ci potrebbero essere pericoli per gli abitanti a causa della possibile dispersione di fibre di amianto provenienti dalla discarica, perché è sottovento rispetto alla direzione prevalente dei venti)”;
  • “il sito occupato dalla discarica comprende un’intera area interessata da un sistema idrico superficiale, costituito da fossi e incisioni con orli e scarpate a volte instabili”;
  • “la discarica non è prevista dal Piano Gestione Rifiuti 2007 della Regione Calabria”;
  • “il suddetto piano prevede che nella Provincia di Catanzaro le discariche di rifiuti urbani attualmente presenti e in via di ampliamento (Catanzaro e Lamezia) soddisfano ampiamente il fabbisogno impiantistico della stessa provincia”.

La prima vasca è già completa, ne mancano altre 7. In questi giorni sono stati molti a mobilitarsi per evitare questo scempio. Il comitato “No discarica di Battaglina” è riuscito a portare in piazza quasi 10 mila persone. Davanti all’ingresso del cantiere è stato allestito un presidio fisso, per impedire l’ingresso dei mezzi.

Queste le parole del comitato: “Ci stanno avvelenando tutti. Le due falde acquifere servono almeno 100mila persone. La Battaglina è una collina arenaria che gronda acqua. La chiamano ‘isola ecologica’ perché è stato l’escamotage che ha permesso di dare l’avvio all’iter procedurale. In realtà sarà una bomba ecologica. Abbiamo chiesto il sequestro del cantiere. Non vogliamo un ecomostro. Siamo pronti a tutto, perché questo terreno è nostro”.

E la politica, nel frattempo, resta a guardare.

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(Foto: Borgiaweb)

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