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A rischio il bando europeo che blocca i pesticidi killer: Syngenta e Bayer presentano ricorso

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Il bando europeo che blocca per due anni tre pesticidi, tra i più pericolosi e letali per le api, è a rischio. I colossi Syngenta e Bayer hanno presentato ricorso alla Corte di Giustizia Europea, chiedendo l’annullamento del provvedimento.

Non è da molto che i tre insetticidi neonicotinoidi, due prodotti da Bayer e uno da Syngenta, sono stati parzialmente vietati dall’Unione Europea a causa degli effetti dannosi che hanno sulle api. La decisione presa dalla Commissione Europea si è basata su un parere dell’Efsa in merito ai rischi derivanti all’esposizione a questi prodotti chimici. Così, il 24 maggio scorso, ne è stato vietato l’uso per la concia dei semi, il trattamento del suolo o l’applicazione fogliare per le colture di mais, colza, soia, orzo, miglio, avena, riso, segale, sorgo e frumento. Dal 1° dicembre, inoltre, è stata vietata anche la vendita dei semi che sono stati precedentemente trattati con i tre neonicotinoidi.

In questi giorni, però, Greenpeace ha messo in guardia l’opinione pubblica sulla possibilità che il bando venga ritirato, a causa di un ricorso presentato dalle aziende chiamate in causa, Syngenta e Bayer, per richiedere l’annullamento del divieto. Per controbattere l’azione dei due colossi,  Greenpeace International, il coordinamento apistico europeo Bee Life e altre quattro associazioni ambientaliste e di consumatori si sono appellate alla Corte di Giustizia europea per difendere il provvedimento.

Un vero e proprio braccio di ferro che vede da una parte la difesa dell’ambiente e della salute dei cittadini e, dall’altra, la difesa degli interessi di due multinazionali.

Dai quotidiani si apprende, inoltre, come in Italia nei giorni scorsi sia stata presentata un‘interrogazione urgente ai ministri dell’Agricoltura Nunzia De Girolamo e della Salute Beatrice Lorenzin affinché si verifichi subito se è vero che i pesticidi neonicotinoidi hanno effetti nocivi non soltanto per le api, ma anche per la salute umana.

Per fare maggiore chiarezza sulla questione e rimarcare la pericolosità dell’uso dei pesticidi in questione, Greenpeace ha pubblicato uno studio pilota, “Gocce al veleno”, che spiega come il liquido che trasuda dalle piante trattate con queste sostanze chimiche, e chiamato acqua di guttazione, conterrebbe concentrazioni di pesticidi tali, da poter uccidere un insetto con una sola assunzione.

Federica Ferrario, responsabile campagna Agricoltura sostenibile di Greenpeace Italia, ha dichiarato: “Ora sappiamo che l’esposizione può rivelarsi mortale quando api e altri impollinatori bevono o raccolgono l’acqua di guttazione delle colture trattate. Questa modalità di esposizione va ad aggiungersi ai già noti e inaccettabili rischi legati agli insetticidi neonicotinoidi. Ciò significa che l’attuale bando europeo non è solo giustificato, ma deve diventare permanente ed essere rafforzato”.

Rafforzato, estendendolo anche ad altre sostanze nocive per api e impollinatori, e protetto dagli interessi di Bayer e Syngenta.

Speriamo che nel decretare il vincitore di questa battaglia, si scelga la lungimiranza e la tutela dell’ecosistema e non quello dei conti in banca dei soliti noti colossi.

(Foto: Santiago Nicolau)