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Otturazioni dentali e intossicazioni da mercurio: quali rischi

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L’amalgama dentale è un preparato utilizzato per l’otturazione dei denti. La sua composizione prevede una metà in polvere costituita essenzialmente da metalli quali Argento (70%), Stagno (18%), Rame (11%), Zinco (1%) e una metà liquida di mercurio.

Questo preparato è stato molto utilizzato in passato in ambito dentistico, per la sua praticità. Ora, fortunatamente, molti lo considerano un composto obsoleto, grazie all’avvento di alternative più sicure.

Sempre più persone, sensibilizzate dalle problematiche relative ai danni da rilascio di mercurio nell’organismo, chiedono la rimozione di questo tipo di otturazioni. Per chi è scettico sull’argomento, basta pensare che inizialmente la quantità di mercurio presente in un’otturazione è pari al 50%, dopo dieci anni scende al 25%, fino ad arrivare al 5% dopo vent’anni.

Esiste un libro, scritto da un ex dentista, che rafforza la teoria della tossicità di questo composto che molte persone continuano ad avere impiantato nelle proprie bocche.

Nel testo, intitolato “Defense against Mystery Syndromes, Revealing the mystery of silver fillings”, è raccontata l’esperienza del dr. Stuart Scheckner e di come questo medico abbia messo a rischio la sua salute e il suo lavoro per un incidente accaduto nel suo studio dentistico.

Schecker racconta che tutto è iniziato nel 1978, quando una sua assistente fece cadere 400 grammi di mercurio sulla moquette vicino alla sedia per interventi odontoiatrici.

Sul momento, il dottor Scheckner non fece caso alla tossicità del mercurio presente sul tappeto e continuò a esercitare la sua professione, respirando ignaro i vapori provenienti dalla moquette. Continuò a lavorare fino a quando tutto il mercurio entrato in circolo non iniziò a far sorgere gravi e fastidiosi sintomi di avvelenamento.

Scheckner era soggetto a nausee, tremori, problemi digestivi, perdita di peso e gravi attacchi di ansia. Così, dovette abbandonare il suo lavoro.

otturazioni dentali

I medici a cui si rivolgeva non riuscivano a dargli una spiegazione univoca: c’era chi gli diceva che era affetto da una grave forma di ipertiroidismo e persino uno psicologo che gli disse che il problema, in realtà, era solo nella sua testa.

Tutto andò avanti fino a quando Scheckner non seguì un seminario di chimica del corpo umano, rendendosi conto di ciò che aveva: un avvelenamento da mercurio. Così, lesse un articolo del professore tedesco Alfred Stock, lui stesso avvelenato intorno al 1920 durante degli esperimenti su amalgami dentali, notando come i suoi stessi strani sintomi erano stati già descritti dal prof. Stock. Un neurologo confermò in seguito che c’era una relazione tra l’esposizione al mercurio e alcune anomalie nel suo sistema nervoso centrale.

Come Scheckner spiega nel suo libro, piccole quantità di mercurio possono accumularsi nel tempo all’interno del corpo, e in particolare nel cervello, dove sono difficili da espellere.

Il mercurio colpisce due bersagli nel nostro sistema biologico: l’apparato neurologico e secondariamente quello immunologico.

In una mail scritta nel 2003 ai redattori del Readers Digest, il medico spiega che “il mercurio è rilasciato dagli amalgami quando una persona mastica o beve liquidi caldi. La sostanza vaporizza, entra nei seni ed è assorbita nel flusso sanguigno. Rimane nel sangue solo per un breve lasso di tempo, per poi essere assorbito dal cervello e da altri organi. I bassi livelli di amalgama dentale sono difficili da individuare, ma nel tempo possono accumularsi negli organi bersaglio. C’è sufficiente letteratura sull’argomento per confermare questa teoria. Tuttavia, il grosso problema è che questo argomento è controverso. Non esiste un test definitivo universale per accertare la tossicità subacuta da mercurio. Pertanto, è possibile avere un paziente con una tossicità da mercurio di basso livello, senza avere una diagnosi clinica esplicita. Il mercurio è uno dei veleni più insidiosi e pericolosi che l’uomo conosca”.


Inoltre, l’assorbimento giornaliero di mercurio dipende da molte variabili individuali: dalla forza masticatoria, dal grado di acidità del cibo ingerito, dall’abitudine a masticare chewing-gum, dalla presenza di bruxismo o serramento delle arcate.

L’intossicazione acuta da mercurio è molto conosciuta in medicina mentre quella a carattere cronico, da lenta assunzione, è molto più subdola perché difficile da riconoscere.

Esistono comunque dei test che consentono di verificare possibili aumenti di mercurio nell’organismo, come il mineralogramma, eseguito attraverso l’analisi del capello.

Prestate attenzione, quindi, se in bocca avete ancora impiantati questo tipo di otturazioni.

Potete approfondire l’argomento sulla tossicità da amalgama in un nostro precedente articolo: http://ambientebio.it/intossicazione-da-amalgame-e-disturbi-dellumore/

(Foto interna: Conor Lawless)

5 COMMENTI

  1. Salve, e’ molto interessante questo articolo. Ma una volta tolta
    la vecchia otturazione al mercurio, poi con che tipo di otturazione mi conviene sostituirla (che materiali devo chiedere di mettermi al dentista?)?
    Grazie.

    • Esistono in commercio delle otturazioni prive di mercurio, in questo caso il dentista saprà darvi tutte le info del caso

  2. Io avevo quattro molari otturati conl mercurio da più di 30 anni ma subito dopo le otturazioni ho acusato dolori allo stomaco, più sono andato avanti con gli anni e più avevo difficoltà digestive, da un 2 anni circa tolte le amalgame la mia digestione sta riprendendo regolarmente la sua normalità, sono consapevole che ci vorrà del tempo ma i miglioramenti li ho notati subito!!

  3. Salve io ho due molari otturati con mercurio da 24 anni e ho avuto sempre problemi di salute e per chiudere ho avuto anche il tumore nel l’utero e adesso sto facendo la chemioterapia.E probabile che può influenzare il mercurio che ho ancora sui i denti?Aspetto una vostra risposta. Grazie

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