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Parco Fluviale dell’Alcantara: foto shock

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Il parco fluviale dell’Alcantara prende il nome dal fiume che scorre nel suo territorio: il fiume Alcantara, che è uno dei più importanti della Sicilia e nasce dai monti Nebrodi. Dall’incontro di acqua e fuoco prende vita il seducente paesaggio fatto di gole, pareti levigate, salti d’acqua, blocchi di pietra lisci e squadrati. Il percorso del fiume crea un itinerario naturale di posti dalla bellezza inestimabile. E’ uno dei pochi paradisi terrestri rimasti ancora incontaminati nel nostro Paese, ma da un pò di tempo è inquinato da un flusso di liquami che, un gruppo di amanti di questo territorio e dell’ambiente, ha accertato provenire dagli scarichi del depuratore di Randazzo.  L’agenzia regionale per la prevenzione ambientale ha fatto dei rilevamenti per constatare lo stato di salute delle acque del fiume Alcantara dopo il riversamento delle acque non depurate del collettore di Randazzo, infatti i controlli sono scattati dopo la denuncia dell’associazione Acquaterra che ha constatato l’inquinamento anche dopo la riparazione messa in atto dall’amministrazione.  

La salute della zona era compromessa già prima del guasto al sistema depurativo del paese etneo. «A causa delle piogge che si sono abbattute sul versante di Messina in questo inverno, un affluente dell’Alcantara ha trascinato nell’alveo una vecchia discarica del comune di Francavilla – spiega Annese – Il torrente in questione entra nel fiume poco sopra le Gole». Spazzatura, carcasse d’auto, pneumatici e laterizi sparsi dalle famosissime Gole fino a mare, a Giardini Naxos e San Marco a Calatabiano. «Il parco ha chiesto aiuto, ma è la politica che blocca tutti i tentativi di andare avanti».
Inefficienze, scarsi controlli e politica più attenta a come sfruttare le risorse naturali che a difenderle. Con la differenza che nel parco fluviale manca finanche la mappatura, strumento essenziale che serve a porre limiti di fruizione e – ben più stringenti – limiti di edificazione. «A Francavilla, in piena area protetta, c’è in programma la costruzione di una pista di motocross» denuncia il presidente dell’associazione sportiva. «E’ stata perfino organizzata una tappa del mondiale di enduro, con le moto che guadavano il fiume più volte in più tratti». Problemi gravissimi, che culminano con lo svuotamento delle vasche di depurazione. «Diversi paesi della zona non hanno depuratori a norma o li hanno sottodimensionati. Da quanti anni sono in vigore i regolamenti dell’Unione europea in materia?» Afferma Stefano Annese, presidente dell’associazione Acquaterra.

Il danno ambientale è gravissimo, ma non si tratta solo di un problema naturalistico: quella dell’Alcantara è anche una delle principali mete turistiche Regionali, e se non si provvedesse immediatamente a risolvere questa situazione, il danno economico per gli operatori locali sarebbe ancor più serio, a maggior ragione in un periodo di crisi come quello attuale.

 

 

Gino Favola