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Come creare delle Mappe Concettuali che funzionano davvero

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Mappe concettuali

Si avvicina la fine dell’anno scolastico! Come ogni estate è tempo di esami, sia quelli che chiudono un corso di studi, come le superiori, sia quelli delle varie sessioni estive degli universitari.

Il dilemma è sempre lo stesso in queste occasioni: come studiare e memorizzare in maniera davvero efficace? Una risposta arriva dalle mappe concettuali.

Sempre più spesso infatti il metodo del “leggere e ripetere” non funziona e in tanti preferiscono ricorrere ad altri sistemi più utili. Quello delle mappe è uno dei più usati ed efficaci. Ma bisogna imparare ad adoperarle bene.

Scopriamo insieme l’origine delle mappe concettuali, come crearle e come utilizzarle al meglio.

Joseph D. Novak, il creatore delle mappe concettuali

Partiamo dall’inizio. A cosa servono le mappe concettuali? Il loro creatore, il professor Joseph d. Novak, sosteneva che sono degli strumenti “per organizzare e rappresentare la conoscenza”.

Novak era docente di didattica della biologia presso la Cornello University dello stato di New York. La sua specializzazione erano le Scienze dell’Educazione. Novak coordinava programmi di ricerca sull’insegnamento, in particolare su scienze e matematica. Uno dei suoi campi di studio più proficui erano i sussidi audiovisivi come contributo all’insegnamento. A Theory of Education e Learning how to learn sono stati alcuni dei suoi libri più importanti.

Tra gli anni ’60 e ’70, il professore ha sviluppato una serie di strumenti per aiutare l’apprendimento e l’immagazzinamento dei concetti. Sosteneva infatti che non siamo degli automi che memorizzano automaticamente tutti i dati che ci vengono posti davanti. Per aiutarsi a memorizzare, l’uomo ha bisogno di capire come funziona il proprio cervello, che ragiona soprattutto per immagini.

Non solo. La mente dell’essere umano non è una semplice scatola dove andare ad archiviare dei concetti, in determinati cassetti. Sono le relazioni tra i concetti a essere essenziali per la memorizzazione.

Viste queste due considerazioni sulla mente umana, Novak si è inventato un sistema che trasformasse i concetti da memorizzare e le relazioni tra loro in rappresentazioni visive. Così sono nate le mappe concettuali, che consistono proprio in uno strumento grafico che evidenzia i concetti chiave di un argomento e i diversi legami che li mettono in relazione.

Non solo apprendimento: tutti i possibili usi delle mappe concettuali

Siamo abituati a pensare alle mappe concettuali come a uno strumento di apprendimento ed è normale che sia così: è infatti l’utilizzo principale che se ne fa. Chi da ragazzo, a scuola, non ha mai studiato da un lato con un libro e dall’altro con un foglio bianco su cui riportava diagrammi e frecce per memorizzare.

Le mappe ideate da Novak, però, vanno molto oltre questo utilizzo. Vediamo gli usi più interessanti.

  • Prendere appunti. Quando un professore parla è difficile scrivere tutto quello che dice. Una mappa può aiutare a velocizzare il processo, senza correre il rischio di perdere informazioni importanti.
  • Creazione di conoscenza. Un team che lavora insieme a un progetto può creare una mappa concettuale per condividere con tutti i membri la conoscenza dei singoli.
  • Preservazione della memoria. Le mappe concettuali possono servire per evitare di disperdere le informazioni di un ente, organizzandole in maniera efficace.
  • Trasferimento della conoscenza. Un esperto in materia può creare una mappa a beneficio dei propri allievi, rendendo più semplice l’apprendimento.
  • Semplificare la trasmissione dei valori. Per trasmettere i valori di un’organizzazione a tutti i membri è più facile usare una mappa piuttosto che un lungo documento scritto.
  • Design dell’istruzione. Una mappa può essere uno strumento utile a organizzare un processo di apprendimento in maniera sequenziale.
  • Comunicare idee complesse, riducendole ai “minimi termini”.

Questi e tanti altri possono essere gli impieghi delle mappe concettuali.

Come creare mappe concettuali efficaci

In ogni caso, l’obiettivo primario delle mappe concettuali è, come accennato, di rappresentare la conoscenza. Sono quindi utilissime soprattutto in una fase di apprendimento.

Grazie all’organizzazione grafica di un argomento possiamo infatti individuare:

  • I concetti chiave della materia;
  • L’ordine gerarchico tra i concetti, e cioè quelli fondamentali, quelli secondari e così via;
  • Le relazioni tra i concetti: causa-effetto, correlazione, e via dicendo.

È fondamentale sapere che, per imparare a creare delle mappe efficaci, è essenziale allenarsi molto. Non basta mettere una sola volta su carta le informazioni presenti in un testo o in un discorso per dire di padroneggiare lo strumento. Riassumere e schematizzare argomenti anche complessi non è semplice e richiede tempo e pratica. Questo succede anche perché è importante trovare il proprio sistema: ognuno di noi apprende in maniera differente.

Esistono però degli elementi base da tenere presenti quando creiamo delle mappe concettuali.

Si parte innanzitutto dall’argomento: il tema centrale di quello che stiamo studiando andrà posizionato, in grande, al centro del foglio, per comprendere immediatamente di cosa stiamo parlando. Da questa parola chiave partono poi frecce e ramificazioni con tutte le keyword correlate, che sono legate al tema principale attraverso dei nessi logici.

Riassumendo, sono due gli elementi di una mappa concettuale efficace:

  • I nodi: i concetti chiave dell’argomento di studio (generalmente sono cerchiati, ma possono essere inseriti anche in altre figure geometriche come quadrati o rettangoli);
  • Le relazioni associative: frecce e linee che collegano i nodi tra di loro, rendendo evidenti i nessi logici presenti tra i due concetti. La relazione può essere indicata da un breve testo.

Una mappa concettuale è davvero efficace se…

Abbiamo visto finora gli elementi di base delle mappe concettuali e come si strutturano. Per crearne una davvero efficace, dobbiamo ricordarci di queste caratteristiche:

  • Deve essere sintetica: è inutile creare una mappa e riempirla di testo. Vanno indicati solo e solamente i concetti davvero centrali. Altrimenti diventa un riassunto.
  • Organizzazione: è importante che la nostra mappa sia dettagliatamente organizzata, secondo i nostri criteri. Per esempio: possiamo inserire nei cerchi i concetti chiave e nei quadrati quelli secondari. Per ricordarcene, possiamo usare una legenda.

Mappe concettuali: alcuni software

Per velocizzare il lavoro di creazione di una mappa concettuale, esistono diversi software che possono aiutarci. Vediamone una carrellata:

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