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Pubblicità ingannevole, l’antitrust sanziona 4 marchi di patatine fritte: un milione di multa

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Attraverso diciture e immagini suggestive, venivano attribuiti a taluni prodotti specifiche caratteristiche nutrizionali o salutistiche non corrette oppure si fornivano informazioni, in merito alla composizione e agli ingredienti o alle modalità di trasformazione o cottura, attribuendo ai prodotti anche “vanti di artigianalità” nonostante la loro natura industriale

Sta tutta qui la spiegazione del perché quattro grossi marchi produttori di patatine fritte in busta sono stati multati per più di un milione di euro. La loro colpa? Pubblicità ingannevole e informazioni scorrette.

Il brano è tratto dal comunicato stampa con cui l’AGCM (Agenzia Garante della Concorrenza e del Mercato), nota ai più come Antitrust, ha annunciato la pesante sanzione comminata a quattro grandi marchi del settore: il gruppo San Carlo (350mila euro di multa), Amica chips (300mila), Pata (250mila) e Ica Foods (150mila).

I controlli sono scattati in seguito alle segnalazioni dell’Unione nazionale consumatori e su iniziativa di privati cittadini.

patatine in busta

I quattro provvedimenti emessi specificano le singole responsabilità addotte a ognuna delle aziende coinvolte e sono scaricabili direttamente sul sito dell’Antitrust. Come riassume bene Monica Rubino su Repubblica, le informazioni scorrette riguardano principalmente 4 ambiti.

Innanzitutto, le versioni light: le confezioni di alcuni prodotti dei marchi sanzionati annunciavano di avere un basso contenuto di grassi.

Il regolamento comunitario 1924/06 stabilisce che le diciture light, leggero o ridotto “sono consentite solo se la riduzione del contenuto è pari ad almeno il 30 % rispetto a un prodotto simile”.

Tutte le aziende nominate avrebbero disatteso la normativa presentando una riduzione di grassi minore, oppure non indicando precisamente il prodotto di comparazione a cui riferirsi.

Seconda ragione per cui è scattata la sanzione per pubblicità ingannevole: alcuni dei prodotti, pur vantando presunte patenti di “artigianalità”, sarebbero stati in realtà industriali. È il caso, tra le altre, delle “Eldorada patate cotte a mano” di Amica Chips, “La patatina artigianale” di Pata e “Le contadine fatte a mano” di Ica Foods.

Terzo punto di criticità, l’enfasi data alla percentuale di olio di oliva presente nelle patatine: essendo un prodotto pregiato, l’uso dell’olio d’oliva conferisce un particolare vantaggio in termini di gusto e di salubrità. A patto però, che le percentuali non siano irrisorie e siano indicate chiaramente.

Stando alle analisi dell’Antitrust, alcune linee di patatine non avrebbero evidenziato la percentuale di olio di oliva presente nel prodotto, che sarebbe stata pari ad appena il 5%, un valore che “risultava assai più basso rispetto a quello di altri oli vegetali”. Ed ecco spiegata la pubblicità ingannevole.


Infine, sotto gli occhi dei riflettori sono finite anche le “proprietà salutistiche non verificate”, indicate dalle confezioni, ma non corrispondenti pienamente a realtà. Nel dettaglio, i messaggi pubblicitari della linea “Crik Crok & Blue”, della Ica Foods, avrebbero accreditato al prodotto “proprietà salutistiche che sono risultate ancora controverse nella comunità scientifica e comunque non autorizzate dalla Commissione europea”.

Inoltre, due aziende avrebbero “presentato in maniera ambigua e omissiva le caratteristiche reali e distintive di alcuni prodotti (“Rustica – le ricette di Cracco”di San Carlo e le diverse varianti di “La patatina” di Amica Chips), ingenerando così nei consumatori l’erronea convinzione che queste confezioni fossero nettamente diverse dal prodotto base o dalla variante aromatizzata”.

Come ha tenuto a precisare l’Antitrust – e come risulta dai resoconti delle istruttorie – alcune aziende avevano già dimostrato “l’impegno spontaneo o l’adozione anticipata di misure idonee a eliminare gli aspetti di ingannevolezza contestati e ad aumentare la trasparenza nei confronti dei consumatori”. Nella comminazione delle sanzioni, l’autority ha tenuto conto di tale impegno.

(Foto in evidenza: Jameson Fink; foto interna: Evan-Amos)

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