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Antitraspiranti e cancro al seno: bufala o verità?

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Gli antitraspiranti provocano il cancro?

Secondo un appello in rete, una biologa accuserebbe gli antitraspiranti di causare il cancro al seno. La comunità medica smentisce ribadendo l’assenza di un riscontro nella ricerca scientifica. Si tratta di una bufala o di una verità che si vuole nascondere?

Sono tante le azioni quotidiane, compiute spesso senza consapevolezza, che possano portare a gravi danni per salute. Alcuni studi suggeriscono che l’alluminio cloridrato, contenuto in diversi prodotti antitraspiranti, sarebbe la causa di numerosi cancri al seno.

Secondo una email che è girata molto tra diversi account, la specialista in biologia cellulare, la sig.ra Gabriela Casanova Larossa dell’università in Uruguay, avrebbe scritto questa spiegazione sulle origini del cancro al seno:

Tempo fa ho assistito ad un seminario che trattava del cancro al seno. Al momento delle domande, ho chiesto perché l’ascella è il posto dove si sviluppa maggiormente un cancro al seno.
In quel momento non ho ricevuto risposta alla mia domanda. Ma ora ho appena ricevuto una lettera che dà finalmente una spiegazione e desidero condividerla con voi: la causa principale del cancro al seno è l’utilizzo di ANTI-TRASPIRANTI“.

Dalle (presunte) dichiarazioni della biologia è nato qualche tempo fa un appello, che ha fatto il giro del web. Però c’è chi sostiene che si tratti di un allarme ingiustificato.

Perché gli antitraspiranti sarebbero dannosi per l’organismo

La maggioranza dei prodotti di igiene personale sul mercato sono una combinazione di antitraspiranti e deodoranti“, continua la mail. “Guardate la combinazione dei prodotti che avete in casa. Se ne avete alcuni che contengono cloridrato di alluminio (anche deodoranti), bisogna buttarli via e trovare altre marche che non contengono componenti a base di alluminio.
Nel corpo umano esistono delle aree specifiche, in grado di eliminare le tossine: dietro alle ginocchia, tra le gambe e sotto le ascelle.
Le tossine vengono eliminate sotto forma di sudorazione. Gli antitraspiranti impediscono questa sudorazione, quindi ostacolano la missione di quest’area: eliminare le tossine attraverso le ascelle.
Queste tossine non scompaiono. Sono trattenute nelle ghiandole linfatiche che si trovano sotto le braccia. La maggioranza dei cancri al seno iniziano in questa zona“.

Gli effetti dannosi degli antitraspiranti colpiscono più donne che uomini

Inoltre, secondo la mail, confermata da Mednat, gli uomini sono meno suscettibili di sviluppare questo tipo di malattia perché, anche se utilizzano anti-traspiranti, questi vengono trattenuti in superficie dai peli delle ascelle e non vengono applicati direttamente sulla pelle.
Le donne che si rasano sotto le ascelle accrescono il rischio di piccole ferite causate dalla lametta. Applicando questo prodotto subito dopo la rasatura permettono alle sostanze chimiche di penetrare più facilmente nel corpo.
Tuttavia, secondo altri esperti, l’uso della ceretta o del rasoio, può aumentare sì il rischio di infezioni, ma non incide sull’assorbimento delle sostanze attraverso la pelle.

La smentita della comunità scientifica

La reazione della comunità scientifica all’accusa mossa contro gli antitraspiranti è stata di smentire il rischio. Subito è stato affermato che non esiste alcuna conferma scientifica seria dell’affermazione che gli anti-traspiranti causerebbero il cancro al seno o che addirittura l’utilizzo di antitraspiranti fosse “la causa principale del cancro al seno” .

Una smentita molto autorevole a quest’accusa proviene dall’American Cancer Society. Secondo l’ACS, “vi sono moltissimi studi epidemiologici estremamente rigorosi riguardanti i fattori di rischio del cancro al seno, pubblicati nelle riviste mediche. Non siamo al corrente di nessuno di questi studi che dimostri o anche soltanto suggerisca che l’uso di anti-traspiranti sia un fattore di rischio per il tumore al seno, men che meno la sua ‘causa principale’”.

Conferme scientifiche cercasi: a favore della tesi

Allo stato attuale delle ricerche, non è stato dimostrato alcun legame concreto tra l’utilizzo di deodoranti contenenti alluminio e l’insorgere del cancro.

A quanto pare, esiste una sola pubblicazione scientifica che suggerisce un possibile legame fra deodoranti/antitraspiranti, depilazione delle ascelle e tumore al seno: è stata pubblicata a dicembre 2003 dallo European Journal of Cancer Prevention, Volume 12(6), pp. 479-485. Si intitola “An earlier age of breast cancer diagnosis related to more frequent use of antiperspirants/deodorants and underarm shaving”ed è consultabile sul sito dell’EJCP.

Si tratta di uno studio retrospettivo di Kris McGrath, un allergologo di Chicago. È importante notare il termine “retrospettivo”, perché fa molta differenza. Nei test normali, un gruppo di persone viene esposto alla sostanza da testare in condizioni rigorosamente controllate, di norma con un “gruppo di controllo”, ossia un altro gruppo analogo di persone che non viene esposto alla sostanza.

In uno studio retrospettivo, invece, ci si basa sul ricordo delle persone, che può essere impreciso. Vi ricordate esattamente a che età avete iniziato a usare deodoranti? Avete sempre usato deodoranti contenenti alluminio cloridrato? Da che età vi depilate le ascelle?

Comunque sia, persino questa pubblicazione conclude piuttosto blandamente, affermando che “la depilazione delle ascelle, in combinazione con l’uso di antitraspiranti/deodoranti [notare l’inclusione dei deodoranti, che invece l’appello dichiara innocui] potrebbe avere un ruolo nel cancro al seno. Non è chiaro quale di questi fattori sia coinvolto. La letteratura esaminata suggerisce l’assorbimento di sali di alluminio, facilitato dal danneggiamento della barriera cutanea. Sono necessarie indagini con gruppi di controllo [in cui si confrontano persone esposte alla sostanza e persone non esposte] prima di consigliare abitudini igieniche alternative per l’ascella.

Lo studio di McGrath è discusso anche in un’intervista per la NBC.

Conferme scientifiche cercasi: contro la tesi

Per contro, nel 2003 è stato pubblicato nel Journal of the National Cancer Institute uno studio un po’ più rigoroso, che risulta sia il primo mirato specificamente a confermare o smentire questo supposto legame fra antitraspiranti/deodoranti e cancro al seno. Si intitola Antiperspirant Use and the Risk of Breast Cancer, di Dana K. Mirick, Scott Davis e David B. Thomas, ed è liberament e consultabile sul sito del JNCI. Lo studio non ha trovato indicazioni di questo legame né con i deodoranti, né con gli antitraspiranti.

Per farla breve: prove scientifiche rigorose, per ora, non ce ne sono. Per ora c’è soltanto un’ipotesi assai controversa, supportata da un’unica pubblicazione scientifica basata su tecniche abbastanza imprecise.

Quindi astenersi dall’utilizzo di deodoranti e antitraspiranti, potrebbe rivelarsi solamente un eccesso di zelo e prudenza.

Altre inesattezze

L’American Cancer Society demolisce anche altri aspetti delle teorie di Gabriela Casanova Larossa.

  • Il messaggio afferma che “Il corpo umano ha solamente qualche zona soggetta a eliminare le tossine: dietro le ginocchia, dietro le orecchie, tra le pieghe delle gambe e le ascelle. Le tossine sono eliminate sotto forma di traspirazione. Gli anti-traspiranti impediscono questa traspirazione, quindi la funzione corporea di eliminazione delle tossine attraverso le ascelle. Queste tossine non spariscono. Sono immagazzinate nei cellule linfatiche che si trovano sotto alle braccia”. In realtà è vero che i linfonodi rimuovono alcune tossine dall’organismo, ma non le rilasciano tramite la sudorazione.
  • Il messaggio afferma che “La maggior parte dei tumori al seno hanno origine da questa regione superiore del seno”. Secondo l’ACS, è vero che circa la metà – non la maggior parte – dei tumori al seno si localizza nel quadrante superiore esterno, ma non perché lì si trovano i linfonodi: semplicemente perché è la zona in cui si trova la maggior parte del tessuto del seno. I quadranti in cui i medici suddividono il seno non sono uguali fra loro come quantità di tessuto.
  • Il messaggio afferma che “Gli uomini sono meno soggetti a sviluppare questo tipo di malattia Perché se utilizzano gli antitraspiranti questi restano sui peli delle ascelle, e non si applicano direttamente sulla pelle”. In realtà, gli uomini sono circa 100 volte meno soggetti al tumore al seno, rispetto alle donne, per la semplice ragione che hanno circa 100 volte meno tessuto mammellare.

Il “chloridrato di alluminio”

La sostanza chiamata erroneamente “chloridrato di alluminio” è in realtà l’alluminio cloridrato. La storpiatura è dovuta probabilmente alla scarsa competenza linguistica e chimica di chi ha tradotto in italiano l’appello. La versione italiana infatti non è l’unica: ce ne sono in moltissime lingue, compreso l’inglese, lingua in cui la sostanza è chiamata “aluminum chlorohydrate” (nella preponderante grafia statunitense; in quella inglese britannica è “aluminium chlorohydrate”).

La versione inglese di quest’appello è disponibile presso Snopes.com: quella francese è presso Hoaxbuster.com. Un campione della variante spagnola è qui.

L’alluminio cloridrato è una sostanza chimica che ha proprietà antitraspiranti ed è effettivamente presente in molti prodotti per l’igiene personale.

Sotto forma di farmaco di libera vendita, la FDA (Food and Drug Administration), ente statunitense che si occupa di verificare la sicurezza di ogni sostanza, la classifica come sicura per l’uso normale. Questo non significa che è assolutamente innocua (non esistono sostanze assolutamente innocue, come ben sa chi prova a ingerire un etto di peperoncino): significa soltanto che alle dosi in cui è presente nei prodotti in commercio, e applicato sulla pelle, non produce danni rilevabili (e quindi non induce il cancro).

Le accuse mosse contro l’alluminio cloridrato

Sull’alluminio cloridrato girano storie di tutti i tipi: c’è chi lo accusa di provocare il cancro al seno, come in quest’appello, e chi dice che produce la perdita di memoria o il morbo di Alzheimer. Nessuna di queste affermazioni ha basi scientifiche, ed è importante notare che chi le fa è spesso promotore di prodotti “ecologici” alternativi che guarda caso si vantano di non contenere alluminio cloridrato, per cui non è necessariamente disinteressato.

Va detto che l’alluminio cloridrato contiene (è abbastanza ovvio) alluminio, e ci sono indicazioni scientifiche secondo le quali l’alluminio, come molti altri elementi, è neurotossico se assimilato in grandi quantità. Tuttavia l’esposizione all’alluminio presente naturalmente nei cibi e nell’acqua potabile è di gran lunga superiore a quella che si potrebbe avere dall’uso normale di anti-traspiranti, per cui il rischio è proporzionalmente più basso.

In altre parole, se avete paura di prendere il cancro da un antitraspirante, dovreste anche aver paura di avvolgere i cibi nella stagnola (che nonostante il nome è fatta di alluminio).

L’appello sembra suggerire che il pericolo sia costituito dall’alluminio cloridrato, ma in realtà ne “spiega” l’azione in modo contraddittorio. Dice che gli antitraspiranti, impedendo la traspirazione, trattengono le tossine nell’organismo, e queste tossine inducono il cancro. Ma se è vero questo meccanismo, allora qualsiasi prodotto che blocca la traspirazione dovrebbe essere pericoloso, anche se non contiene alluminio cloridrato.

Tra “deodorante” e “antitraspirante”, inoltre, c’è una differenza notevole: l’anti-traspirante blocca la sudorazione, il deodorante no.

Come capita spesso negli appelli-bufala, il messaggio è semplificato e in bianco e nero: dice che “i deodoranti sono inoffensivi”, ma non tiene conto del fatto che molte persone sono allergiche ad un particolare tipo di sostanza presente in molti antitraspiranti e deodoranti: il profumo.

Applicare un prodotto contenente profumo, specialmente sulla pelle già irritata da una depilazione, può causare reazioni cutanee tutt’altro che trascurabili. Non si può quindi essere faciloni e categorici e affermare che i deodoranti sono inoffensivi.

Gabriela Casanova Larrosa: garante dell’appello?

Gabriela Casanova Larrosa, contattata da Paolo Attivissimo, noto debunker italiano, ha smentito di essere garante dell’appello.

Non sono io la fonte del messaggio sul tumore al seno collegato agli antitraspiranti: è una menzogna. Non ho scritto io la mail e non la confermo. Sono semplicemente vittima di un episodio di “spamming” Sull’argomento le prove scientifiche sono molto incerte.Vi prego pertanto di non diffondere la mail, soprattutto quella recante il mio nome”.

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