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OGM, consumatori contro la nuova etichetta: “Non è trasparente”

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Le etichette alimentari negli USA dovranno contenere riferimenti alla presenza di ogm. Una buona notizia? Secondo attivisti e ambientalisti, no.

OGM sulle etichette degli alimenti USA. Il 29 luglio scorso, Barack Obama ha firmato la legge S. 764 che fissa gli standard federali per l’etichettatura dei prodotti contenenti organismi geneticamente modificati. Sembra una cosa buona, vero? Un modo per informare i consumatori sulla presenza dei prodotti OGM. Peccato che le aziende produttrici potranno ricorrere ai QR Code o codici simili per indicare la presenza di tali organismi: un modo come un altro per negare la completa trasparenza degli ingredienti ai comuni cittadini.

Gli attivisti e ambientalisti statunitensi hanno ribattezzato la legge il DARK Act, l’atto oscuro, coniando un sagace acronimo: “Denying Americans the Right to Know”, negare agli americani il diritto di sapere.

È un provvedimento elitario”, spiega Patty Lovera, assistant director della ong Food & Water Watch, che si occupa della salubrità di cibo e acqua, che ironizza: “Per leggere un QR Code devi avere uno smartphone, devi avere un applicazione adatta, devi avere Internet all’interno del negozio e devi sapere come usare tutte queste cose. E nel frattempo devi avere una mano per tenere il carrello, una per tenere un bambino, magari, e nel frattempo guardare lo schermo dello smartphone”.




Anche Davin Hutchins di Greenpeace è d’accordo nel dire che si tratta di “una nuova legge profondamente discriminatoria”. E spiega che ci sono anche altri problemi oltre alla scarsa chiarezza: “La nuova legge non delimita in maniera adeguata il campo di azione degli OGM e parla, invece, di ‘bioingegneria’ riferita agli alimenti: una definizione che non include tutte le forme possibili di modificazione genetica. Ancora, il Dipartimento dell’Agricoltura degli USA avrà l’ultima parola su quali alimenti inserire e quali omettere” dall’obbligo di etichettatura. E sottolinea come le persone più anziane o a basso reddito potrebbero non avere la necessaria tecnologia per leggere i QR Code.

Il provvedimento calpesta palesemente la volontà popolare, espressa in diverse occasioni. Poche settimane fa, a giugno, l’emittente televisiva ABC aveva diffuso un sondaggio molto chiaro: il 93% degli americani crede che il governo federale debba imporre delle etichette trasparenti, che dicano chiaramentese il cibo che comprano contiene ogm o prodotti simili. Si tratta di una questione non di poco conto: secondo alcune stime, una percentuale tra il 75 e l’80% degli alimenti venduti negli Stati Uniti contiene ogm. Gli attivisti sono preoccupati soprattutto dagli effetti che i pesticidi e gli erbicidi collegati a questa massiccia produzione hanno sulla natura e sulla salute umana. Un impatto di cui abbiamo visto gli effetti indiverse occasioni.

Secondo voi, chi è invece contento della legge appena approvata? La Monsanto, naturalmente. “Il nostro pianeta sta diventando più caldo e secco: è molto importante che gli agricoltori abbiano accesso a tutte le soluzioni agricole esistenti per nutrire un mondoin crescita e che i consumatori possano scegliere tra diete salutari e bilanciate”, dichiara Hugh Grant, il CEO di Monsanto. “Monsanto ritiene che [la nuova legge] fornisca certezza per i coltivatori, i consumatori e ogni altra persona coinvolta nel processo di produzione, commercializzazione e vendita del cibo”.

Dobbiamo commentare?

(Foto: Frank Edens)

1 COMMENTO

  1. OGM… Fino a quando non si farà’ un discorso globale le cose non miglioreranno, nn si parla solo di OGM, si parla della radice malata, di tutto quello che c’è sotto.. Si parla della produzione incondizionata di detersivi, pesticidi, prodotti in genere è nonostante pensare al nostro pianeta si pensa hai soldi.. Senza soldi nn ci può’ essere niente.. Ma chi lo ha detto?? Pensando al degrado del pianeta, bisogna pensare a non produrre più’ niente che inquini.. Ma L uomo come un fiume in onda, continua e continua…

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