come disintossicarsi dal nichel

Come disintossicarsi dal nichel in modo naturale

Se sei alla ricerca di informazioni perchè non sai come disintossicarti dal nichel?

in questa guida approfondita scoprirai i tipi di intossicazione dal nichel, le cause, i sintomi, gli alimenti consigliati, i cibi da limitare,  il metodo per disintossicarsi senza assumere più farmaci e una guida in regalo che ti aiuterà a convivere serenamente con questo problema.

Il nichel è piuttosto diffuso in natura e viene di solito assorbito tramite l’aria inspirata oppure con gli alimenti, anche se la sua percentuale varia in relazione alla solubilità del composto in cui è contenuto.

Nell’organismo umano si trova nella frazione serica del sangue, dove la sua concentrazione è di circa 2 microgrammi/litro, e viene eliminato per via urinaria in quantità variabile tra 2 e 3 microgrammi al giorno.

Dopo numerose ricerche scientifiche che hanno analizzato il ruolo di questo metallo a livello metabolico, attualmente si ritiene che la sua presenza in tracce sia necessaria all’organismo in relazione al suo coinvolgimento nel metabolismo glucidico.

Quali sono gli impieghi del nichel

Come accennato, il nichel viene utilizzato principalmente nella produzione di leghe metalliche, in quella di acciaio inossidabile e di altri prodotti chimici.

Gli impieghi più comuni sono i seguenti:

  • produzione di acciaio inox e di leghe di varia natura, caratterizzate da un’elevata resistenza alla corrosione
  • produzione di leghe utilizzate nella realizzazione di magneti
  • produzione di mumetal, un composto che trova largo impiego nella schermatura dei campi magnetici
  • produzione di batterie ricaricabili di vario tipo
  • fabbricazione di monete
  • come catalizzatore nei processi di idrogenazione degli oli vegetali
  • nel rivestimento di oggettistica varia.

Le sue principali caratteristiche funzionali sono:

  • eccellente resistenza alla corrosione
  • notevole duttilità
  • grande resistenza ad estremi sbalzi termici.

Nella maggior parte dei casi il nichel si trova in tre differenti forme, che sono:

  • metallo puro
  • lega con il cromo
  • lega con cromo e ferro.

Nel primo caso il nichel viene addizionato con titanio o alluminio per realizzare leghe di notevole resistenza.

Nel secondo caso, le leghe nichel-cromo offrono ottimi requisiti anticorrosivi.

Nel terzo caso infine la caratteristiche della lega sono estremamente performanti ed assicurano resistenza sia alla corrosione che alle stimolazioni meccaniche.

L’organismo umano può venire a contatto col nichel che, se si accumula nel sangue, contribuisce ad intossicare l’organismo con conseguenze piuttosto serie, anche in relazione al fatto che la sintomatologia iniziale è abbastanza sfumata e pertanto fuorviante ai fini diagnostici.

Dopo aver riscontrato l’insorgenza di tale intossicazione, bisogna assumere alcune precauzioni riconducibili a numerosi aspetti dello stile di vita.

Tipi di intossicazione da nichel

Oltre che nella preparazione di numerose leghe metalliche, questo elemento viene utilizzato nei processi di nichelatura tramite metodologie galvaniche.

I principali rischi dipendono dai procedimenti di raffinazione oppure in quelli di fusione.

Si tratta infatti di procedure che possono determinare un assorbimento del metallo da parte dell’organismo che si trova spesso a diretto contatto con il composto.

I tipi di intossicazione da nichel sono classificabili in vari gruppi di patologie:

  •  disturbi dermatologici da contatto
  • disturbi da ingestione
  • neoplasie delle prime vie aeree e dei polmoni
  • effetti acuti da inalazione.

I disturbi dermatologici

I disturbi dermatologici comprendono manifestazioni cutanee come dermatite da contatto oppure eczema; in entrambi i casi il nichel entra in rapporto con l’apparato cutaneo provocando un’infiammazione degli strati cellulari superficiali.

Qualora il disturbo non sia affrontato con protocolli terapeutici adeguati, è possibile che tale flogosi penetri verso li strati più profondi dell’epidermide, innescando una sintomatologia molto più seria.

Si tratta di manifestazioni che hanno il loro esordio molto precocemente, solitamente dopo qualche settimana e comunque entro i primi tre mesi dall’inizio dell’attività lavorativa e che sono in grado di regredire altrettanto rapidamente ed in maniera completa in seguito all’allontanamento dai fattori di rischio.

Le prime localizzazioni dei disturbi dermatologici si osservano nelle sedi di contatto col metallo, solitamente mani e braccia, che in un secondo tempo tendono a diffondersi provocando l’insorgenza di una diffusa dermatite.

L’eczema da nichel non è considerato unicamente una patologia professionale, poiché può manifestarsi anche su soggetti che non lavorano a diretto contatto col metallo, ma soltanto toccano oggetti nichelati di vario genere, come:

  • monete
  • maniglie di serramenti
  • utensili domestici
  • occhiali
  • monili
  • ed altro.

Secondo numerosi studi epidemiologici si è riscontrato un netto incremento nell’incidenza di questi disturbi, probabilmente in seguito al sempre maggiore inquinamento ambientale, il cui ruolo è tuttora sotto esame.

I disturbi da ingestione

I disturbi da ingestione insorgono quando il nichel viene ingerito tramite gli alimenti contaminati; dato che questo elemento è presente in natura sotto molte forme, è abbastanza alta la probabilità che si verifichi tale situazione.

I sintomi conseguenti all’ingestione di particelle di nichel sono difficilmente identificabili, almeno nelle fasi iniziali, poiché la concentrazione del metallo è talmente bassa che non riesce a manifestarsi con chiarezza.

L’evidenza diagnostica è riconducibile alle condizioni di vita del soggetto e soprattutto alla sua attività lavorativa che, se è collegabile a ripetuti contatti col nichel, può indirizzare il medico verso una diagnosi “per esclusione“.

Le neoplasie dell’apparato respiratorio

Le neoplasie dell’apparato respiratorio rappresentano l’ultimo stadio di un progressivo peggioramento di alcuni disturbi delle vie aeree superiori e profonde di soggetti che sono venuti a contatto per inalazione con il nichel.

Sono molto diffusi i disturbi di tipo asmatico tipici di lavoratori metalmeccanici che devono produrre leghe metalliche contenenti il nichel.

Secondo numerosi dati clinici, l’allontanamento della causa determina un notevole miglioramento della patologia.

Ma se, al contrario, la permanenza dell’individuo in zone inquinate da questo metallo si prolunga nel tempo, tutti i disturbi inizialmente curabili, possono cronicizzarsi e coinvolgere i processi di replicazione cellulare contribuendo ad aumentare il rischio di sviluppare una neoplasia.

Il carcinoma al naso rappresenta una delle forme più diffuse tra gli operai metalmeccanici deputati alla lavorazione del nichel.

Con un’incidenza decisamente inferiore, il tumore polmonare colpisce lavoratori del settore meccanico interessati ai cicli di fusione del nichel.

Gli effetti acuti da inalazione

Sono strettamente collegati ai processi di raffinazione del nichel, che comporta la produzione di nichel carbonile, un composto di elevata tossicità, che provoca:

  • emicrania
  • nausea
  • vertigini
  • dolore allo stomaco ed al torace.

Nei casi più seri, e soprattutto se il contatto con l’agente tossico persiste, possono insorgere altre manifestazioni come tosse, difficoltà respiratorie, tachicardia ed insufficienza respiratoria di notevole entità.

Per questo genere di disturbi è sempre necessario eseguire analisi di laboratorio per effettuare un dosaggio del nichel nel plasma o anche nell’urina, che sono in grado di quantificare l’entità dell’assorbimento di metallo da parte dell’organismo.

Cause dell’allergia al nichel

Trattandosi di una sindrome multifattoriale che riguarda numerose parti dell’organismo, l’allergia al nichel è causata da vari fattori.

Esistono diverse teorie che analizzano i fattori predisponenti all’insorgenza di questo disturbo, tra esse le principali riguardano una potenziale predisposizione genetica che non è ancora stata confermata con evidenze scientifiche e che fa propendere piuttosto per una famigliarità.

Secondo un’altra teoria, esisterebbe una correlazione tra allergia al nichel e legame del metallo con uno specifico recettore denominato TLR-4.

Tale struttura è una proteina che agisce a livello del sistema immunitario, intervenendo quando la salute è minacciata da agenti patogeni.

Secondo recenti studi scientifici, sul recettore TRL-4 sarebbe localizzata una porzione deputata al controllo delle reazioni immunitarie in caso di intossicazione da nichel.

Tale teoria apre un grande ventaglio di possibili applicazioni terapeutiche nei confronti di questo disturbo.

Sintomi dell’allergia al nichel

Il sintomo principale dell’allergia al nichel è il prurito, collegato alle manifestazioni dermatologiche accennate sopra.

Risulta abbastanza evidente il collegamento tra insorgenza di eczemi o dermatiti e contatto con il metallo: in questo caso la diagnosi può essere formulata senza alcun dubbio.

Altri sintomi più sfumati e di minore valenza diagnostica sono rappresentati da variazioni ponderali non associabili a cambiamenti dietetici, episodi di nausea, insonnia, pirosi gastrica e meteorismo, sensazione continuativa di stanchezza.

Prima di capire come disintossicarsi dal nichel bisogna diagnosticare questa allergia con il Patch test, un test di rilevazione allergica in grado di rivelare la presenza di nichel nell’organismo.

Questo metallo è uno dei principali componenti della bigiotteria e di molti accessori di uso comune. Inoltre si trova, anche se in minime concentrazioni, in molti alimenti.

Come disintossicarsi dal nichel: metodi naturali

L’approccio principale per disintossicarsi dal nichel in maniera naturale è quello di seguire una dieta nichel free.

Esistono numerose verdure a basso contenuto di nichel, caratterizzate da concentrazioni minori del metallo.

Tra queste le più utilizzate sono:

  • finocchi
  • peperoni
  • bietole
  • melanzane
  • zucchine
  • ravanelli
  • insalate di vario tipo (scarola, valeriana, indivia, iceberg e radicchio rosso)
  • topinambur
  • songino.

Per disintossicarsi è utile limitare al minimo il consumo di:

  • asparagi
  • fagiolini
  • pomodori
  • spinaci
  • carciofi
  • cipolle.

Per selezionare verdure senza nichel, è necessario acquistare prodotti biologici coltivati su terreni concimati naturalmente senza fertilizzanti di sintesi, e non sottoposti a trattamenti di conservazione mediante sostanze chimiche contenenti tracce di nichel.

In particolare, i sistemi di agricoltura idroponica offrono una valida opportunità per eliminare il nichel dai prodotti ortofrutticoli.

Per limitare l’introduzione di nichel con l’alimentazione, è necessario consumare frutta sicura come:

  • mele
  • pompelmo
  • fragole
  • cachi
  • arance e mandarini
  • ribes
  • melograno.

Anche banane, albicocche, pesche, melone e anguria sono considerate a basso contenuto di nichel.

Sempre in ambito alimentare, molti pesci possono essere consumati in libertà poiché con un contenuto di nichel minore, tra questi il pesce spada, molto ricco di calcio e magnesio.

Altre specie ittiche che possono essere consumate liberamente e con tranquillità sono:

  • l’orata
  • il dentice
  • la spigola
  • il tonno
  • la cernia
  • la ricciola
  • il salmone
  • e il pagello.

Il nichel contenuto negli alimenti è presente in due diverse forme, che sono: composto biologico e composto inquinante.

Nel primo caso esso si trova in alimenti che lo contengono naturalmente a livello della loro struttura biochimica; si tratta di cereali integrali, soprattutto:

  • avena
  • grano saraceno
  • legumi
  • ortaggi come il cavolfiore
  • crostacei
  • molluschi bivalvi
  • e cacao.

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Nel secondo caso il metallo è reperibile negli alimenti raffinati e sottoposti a lavorazione industriale, oppure in ortaggi o frutta provenienti da coltivazioni su terreni contaminati da fertilizzanti chimici oppure da falde acquifere.

Se il nichel biologico è compatibile con la vita e non altera il benessere fisiologico dell’organismo, quello inquinante può provocare allergie ed intolleranze di vario tipo.

Per impostare un corretto regime alimentare che sia in grado di disintossicare l’organismo dal nichel, è necessario evitare i cibi in scatola, poiché le confezioni spesso sono prodotte da leghe contenenti tracce di metallo.

Eliminare il consumo dei frutti di mare e diminuire per quanto possibile l’assunzione di bevande a base di teina.

Per disintossicarsi è necessario impiegare detersivi senza nichel, la cui composizione è riportata dall’etichetta presente sulla confezione.

Di solito è presente la formula nichel tested < 1 ppm.

Una particolare attenzione deve essere rivolta al settore cosmetico, e soprattutto ai dentifrici, che vengono a contatto direttamente con la mucosa orale.

È consigliabile servirsi di prodotti nichel tested dotati di certificazioni che comprovino la loro composizione biologica.

Tali articoli sono privi di fluoro, sostituito da sostanze naturali come aloe vera, limone o argilla bianca, unita a biancospino e olio essenziale di menta.

Molti cosmetici senza nichel sono prodotti dai principali brand di makeup; anche in questo caso è necessario leggere con attenzione le etichette dei prodotti prima di utilizzarli.

Il nichel si trova frequentemente negli utensili da cucina, in quanto è un componente delle leghe che costituiscono la struttura di posate, tegami e stoviglie in genere.

Il metallo solitamente è reperibile in tracce nelle pentole smaltate, nell’acciaio inossidabile e nell’alluminio; per questo motivo è raccomandabile servirsi di utensili nichel free, come certificato dalle etichette di accompagnamento.

Chi soffre di allergia al nichel può utilizzare stoviglie di vetro pyrex, costituite da vetro ceramica che possono essere utilizzate sia per cotture al forno che sul gas.

È comunque sempre consigliabile servirsi del frangifiamma, evitando di mettere sul fuoco pentole che sono state appena tolte dal frigorifero.

Esiste un vaccino per l’allergia al nichel, che viene consigliato agli individui a cui è stata diagnosticata con sicurezza una forma allergica conclamata.

Particolarmente utile alle donne che rappresentano la maggiore percentuale di soggetti colpiti da tale disturbo, il vaccino garantisce una terapia desensibilizzante nei confronti del metallo, che è ancora in via di sperimentazione.

Trattandosi di un prodotto non ancora largamente commercializzato, implica notevoli costi, anche in quanto il suo utilizzo non è stato finora autorizzato dal Servizio Sanitario Nazionale (SSN).

Anche se l’allergia al nichel non sempre viene diagnosticata con sicurezza in quanto i suoi sintomi sono facilmente confusi con disturbi di altro genere, la percentuale di soggetti affetti da tale disturbo è in continua crescita.

Il nichel infatti è un metallo ubiquitario, con il quale l’organismo umano viene a contatto quasi ogni giorno.

L’allergia da nichel può essere curata senza ricorrere all’impiego di terapie farmacologiche, ma puntando su una corretta alimentazione e su alcune scelte di vita che consentono di minimizzare le occasioni di venire in relazione con questo metallo.

Conclusione + Regalo

Ora hai le idee più chiare su quali sono alcuni dei cibi da evitare e quali puoi tollerare se anche tu sei allergica al nichel.

Hai capito che per convivere in modo sereno e senza stress con questa allergia bisogna seguire un percorso disintossicante per diminuire dal corpo questo metallo pesante, sempre sotto la supervisione di un bravo nutrizionista.

Ora non è possibile scrivere tutto quello che c’è da sapere sull’allergia al nichel in un solo articolo, ecco perché ti consigliamo ti approfondire l’argomento su AllergiaNichel.com, un sito che offre informazioni pratiche, nozioni scientifiche, guide e video di approfondimento.

A proposito di guide, ecco un regalo per te.

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Gino Favola

Laureato in Scienze Politiche, da sempre sono stato appassionato dai temi della tutela dell'ambiente e della sostenibilità. Da sempre convinto che l'economia debba essere ricondotta sotto le leggi della società civile, mi sono interessato a letture come quelle di Tiziano Terzani, Simone Perotti, Michael Pollan. Mi occupo nello specifico della sezione " ecoreati" per dare uno strumento in più, una sentinella attiva nel territorio, che da voce a tutte le segnalazioni dei nostri lettori che condividono con noi la sensibilità per la difesa dell'ambiente e della natura.

Comment

  • Esatto, quanti danni fa il nickel!
    Trattando cosmetica naturale posso dire che riscontro queste problematiche anche con l’utilizzo topico di prodotti! Quando la gente si affida a noi per dei consigli, spesso capita sia scettica e crede di essere ALLERGICA A TUTTO, questo perché non riescono a capire che l’utilizzo costante di certi ingredienti col tempo porta a questo (spesso non è immediato lo sfogo)! quindi oltre ad una bella “cura interna”, consigliamo sempre di rivedere e fare attenzione anche ai normali prodotti di utilizzo quotidiano.

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