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Si trova in Svizzera la clinica specializzata nel curare e soccorrere i ricci in difficoltà

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Si trova in Svizzera e coloro che vi lavorano si trovano ogni giorno a dover affrontare delle questioni…spinose! Si tratta della clinica “Centro di Cura per Ricci”, la struttura più grande e rinomata specializzata nella cura di questi piccoli animali.

Tra gli ospiti della struttura anche piccoli amici provenienti da Roma, Bologna o Genova. Nel nostro Paese, i ricci sono una specie protetta ma in costante diminuzione.

Il Centro è in grado di accogliere ogni anno circa 400 esemplari, tra cui quelli piccolissimi, nati tra agosto e ottobre che senza l’aiuto dell’uomo potrebbero non superare le insidie dell’inverno.

L’ingegnere aeronautico Alex Andina, tra i fondatori dell’Associazione “Amici del Ricciospiega a Repubblica perché: “I ricci ricoverati devono pesare almeno 550 grammi, meglio 700, diversamente non avranno speranze. A quest’epoca la madre è già andata in letargo e i piccoli, rimasti soli, sono deboli, ammalati o feriti. Nel Centro li curiamo e li facciamo crescere fino a raggiungere il peso sufficiente per affrontare il letargo.  Durante l’inverno vengono ospitati all’interno di un apposito recinto esterno. Ci danno una mano una cinquantina di famiglie che si sono dotate anche loro di un’area esterna alla casa dove accolgono ciascuna, in media, dai 4 ai 6 ricci. In primavera vengono tutti liberati:  si tratta infatti di una specie protetta, di cui è assolutamente vietata la detenzione da parte di privati”.

La popolazione di ricci continua a diminuire perché ogni animale è minacciato dalla presenza dell’uomo, che distrugge l’habitat naturale, che usa tagliaerbe senza cura o attenzione, lungo le siepi o sotto i cespugli, dove questi animali dormono e molto spesso vengono feriti in maniera atroce e mortale. O che non fa attenzione di notte, per le strade, falciando i maschi che vagano alla ricerca di una femmina.

Anche le reti dei giardini o degli orti possono essere mortali per questi piccoli animali che vi restano impigliati con gli aculei, morendo dopo atroci sofferenze.

Se si trova un riccio in difficoltà, è necessario intervenire subito, rivolgendosi a personale competente. Sono animali molto delicati e difficili da curare. Ad esempio, va evitato assolutamente dargli da mangiare latte vaccino e derivati che contengono lattosio e che possono causarne la morte.

Come prima cosa bisogna stabilire se l’animale è sano oppure ferito, ammalato o bisognoso d’aiuto. Trovare un riccio di notte, ad esempio, spiegano gli “Amici del riccio” è del tutto normale: il riccio è un animale notturno e in tal caso bisogna lasciarlo stare. Trovarlo di mattina e in una strada trafficata invece dovrebbe già destare i primi sospetti.

Se sano e in un posto pericoloso, l’animale può essere spostato in un luogo più sicuro, ma mai più distante di 50-100 metri dal ritrovamento.

Se si ha a che fare con un animale bisognoso d’aiuto, invece, soprattutto se ferito deve essere messo subito al caldo, per evitare che vada in ipotermia. Se lo adagiate in una scatola di scarpe, ad esempio, sul fondo non mettere fieno o paglia, ma semplicemente carta da cucina. Potrete rendervi conto subito se sanguina o se ha pulci. Fatto questo, allertate subito personale qualificato che possa intervenire. E ricordate: niente latte di mucca, né carote, patata o insalata. Al limite uno spicchio di mela o una fetta di banana o le stesse cose che dareste ai gatti.

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(Foto: Kalle Gustafsson)

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