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Terni: aria al veleno. Record assoluto dei valori di cromo

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Valori di cromo nell’aria oltre i limiti a Terni. È così che il Movimento 5 Stelle torna alla carica sul tema della salute dei cittadini ternani e sulla questione ambientale, annunciando la presentazione di una richiesta formale alla giunta, durante le prossime sedute del consiglio comunale.

I dati, nello specifico, si riferiscono alla zona di Prisciano, dove ad aprile e a maggio l’Arpa ha registrato una concentrazione di cromo pari, rispettivamente, a 285,5 ng/m³ (nanogrammi per metro cubo) e 241,6 a maggio. Valori, secondo Thomas De Luca, consigliere comunale pentastellato di Terni, “che lasciano indietro di numerose lunghezze il valore di riferimento massimo stabilito dall’Organizzazione Mondiale della Sanità per le aree industriali di 200“.

I cittadini ternani – prosegue – ad aprile hanno respirato una quantità di cromo 317 volte superiore a quelli di Perugia. Il bioaccumulo da metalli pesanti ha degli effetti devastanti sull’organismo umano“.

La forma esavalente del cromo è tossica. Tra gli effetti negativi derivanti dalla sua inalazione e dall’accumulo nell’organismo troviamo: ulcerazione, perforazione delle membrane mucose del setto nasale, bronchiti asmatiche, broncospasmi ed edema.

Per questo, De Luca dichiara di essere deciso a sollecitare “nuovamente Arpa Umbria ad avviare quanto prima le analisi e la pubblicazione dei dati relativi alla quantità di cromo esavalente presente nell’aria urbana nella quota di cromo totale ad oggi analizzata. Di fronte a questi numeri fuori di testa è impossibile non attuare tali misure di monitoraggio“.

Una soluzione, secondo il M5S comunque ci sarebbe: tenere sotto sorveglianza l’area di riferimento, definita “industriale suburbana”, installando un sistema di videosorveglianza streaming sui camini che consenta di controllare i fumi provenienti dai camini dell’Ast.




Una problematica, quella dell’inquinamento dell’aria e non solo, che ritorna dopo che il 23 gennaio 2015 il Movimento 5 Stelle aveva presentato un’interrogazione parlamentare sulla situazione ambientale di Terni.

Anche allora, si parlava di valori superiori ai limiti di legge:  “Per quanto riguarda la presenza di cromo nell’aria sebbene non sia istituito un limite di legge, il valore di riferimento riconosciuto dalla comunità scientifica per le aree urbane è di 4,70 ng/mc. Dal 2009 i monitoraggi ARPA per la matrice aria hanno riscontrato a Terni una media annuale per il cromo pari a 39 ng/mc, pari a oltre tre volte quanto registrato a Perugia e pari a oltre otto volte quanto registrato a Gubbio. Nel 2008 analoghe misurazione hanno registrato una media pari a 36,8 ng/mc, pari a quattordici volte la media perugina e a quarantotto volte la media eugubina nello stesso anno e la media mensile nello stesso anno è rimasta costantemente al di sopra del limite che distingue le aree urbane da quelle industriali raggiungendo a dicembre il picco di 87,8 ng/mc, oltre cinquantasette volte la media calcolata a Perugia nello stesso mese e centoquarantasei volte la media a Foligno“.

A questi dati venivano aggiunti altri inerenti le ospedalizzazioni dovute a malattie respiratorie e tumori al polmone, collegate, in generale, all’inquinamento presente a Terni.

(Foto: Wisconsin Department ofnatural resources)

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