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Rischiamo un mare senza pesci, Mediterraneo al colasso

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L’attuale sistema di pesca non puo’ reggere, si pesca piu’ di quanto i pesci riescano a riprodursi. Il Mediterraneo è vicino al collasso e rischia la distruzione ambientale. 

A lanciare l’allarme sono la coalizione OCEAN2012 (di cui Legambiente fa parte) insieme al WWF. I dati, drammatici, sono stati diffusi dal Comitato scientifico, tecnico ed economico della pesca europea (STECF) poche settimane fa: gli stock ittici del Mediterraneo sono sfruttati a livelli insostenibili. Per evitare il disastro ambientale bisogna ridurre in media la pesca del 45-51 per cento, con punte del 90 per cento per la pesca del nasello in alcune aree. Per la pesca italiana, poi, la situazione è persino più preoccupante. Nel Tirreno centrale e meridionale, nell’Adriatico meridionale e nello Ionio tutti gli stock esaminati sono sovrasfruttati.

La data fatidica per il futuro del mare è quella del prossimo 23 ottobre,quando il Parlamento europeo dovrà decidere se, nell’ambito del nuovo Fondo Europeo per gli affari marittimi e la pesca (FEAMP), ripristinare gli aiuti alla costruzione di nuovi pescherecci nonostante il gravissimo degrado degli stock ittici o aumentare le risorse per migliorare la gestione della pesca attraverso la raccolta dati, i controlli e il recupero degli stock.

OCEAN2012 e WWF hanno inviato una lettera agli europarlamentari italiani:“per la pesca nel Mediterraneo siamo vicini al punto di  non ritorno. O si mettono immediatamente in atto misure per il recupero degli stock o assisteremo a breve a una crisi irreversibile delle risorse del nostro mare e dello stesso settore della pesca”.

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