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EFSA: necessari ulteriori dati sui 3 pesticidi pericolosi per le api

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L‘EFSA, l’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare, ha chiesto alle autorità nazionali, gli istituti di ricerca, le industrie e gli altri soggetti interessati, nuove informazioni in merito alla valutazione dei rischi per le api, causati dai tre pesticidi neonicotinoidi utilizzati nel trattamento delle sementi e in forma granulare.

L’invito a presentare i dati è conforme alla decisione adottata dalla Commissione Europea, nel maggio 2013, e inerente l’applicazione di misure atte a limitare l’uso di  clothianidin, thiamethoxam e imidacloprid. Ad esempio, il loro uso come trattamento delle sementi o del suolo e per applicazioni di pre-fioritura è stato vietato su colture attraenti per le api e per i cereali diversi cereali invernali.

La Commissione dichiarò all’epoca che entro due anni avrebbe avviato una disamina di eventuali nuove informazioni scientifiche. Il bando per la ricerca di dati è il primo passo di tale processo.

Le parti interessate sono state invitate quindi a presentare le informazioni sugli effetti, l’esposizione e rischi che le tre sostanze possono avere sulle api mellifere, bombi e api solitarie, quando i prodotti vengono utilizzati come trattamento delle sementi e in forma granulare.


Le informazioni potranno includere:

  • dati desunti dalla letteratura scientifica, compresa la letteratura grigia e dati provenienti da altre attività di ricerca nel settore;
  • relazioni di studi come studi di laboratorio sulla tossicità acuta, studi sulla tossicità cronica, dati su residui e studi su campo;
  • valutazioni nazionali e/o dati di monitoraggio.

Tutte le informazioni devono essere trasmesse entro il 30 settembre 2015. Una volta ricevuto il nuovo mandato dalla Commissione europea, l’EFSA esaminerà il materiale ricevuto e offrirà le proprie conclusioni in merito a una valutazione aggiornata dei rischi.


Inoltre l’EFSA sta attualmente valutando i rischi per le api derivanti dall’applicazione fogliare di clotianidina, thiamethoxam e imidacloprid. La pubblicazione delle conclusioni da parte dell’Autorità è prevista per la fine di luglio.

Recentemente, altri due studi hanno confermato la pericolosità che questo tipo di pesticidi può avere per gli insetti impollinatori, confutando l’ipotesi che le api imparino a evitare le piante trattate con neonicotinoidi. Secondo i ricercatori, infatti, l’ape da miele (Apis mellifera) e il bombo (Bombus terrestri), non solo non evitano il nettare in cui c’è una rilevante concentrazione di tre dei pesticidi del gruppo dei neonicotinoidi più diffusi ma, anzi, entrambe le specie sembrano addirittura preferire le soluzioni che li contengono rispetto a quelle che ne sono prive, con la conseguenza di un drastico abbattimento della popolazione degli insetti, nelle aree trattate.

(Foto: alphaecological)