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Troppi zuccheri semplici: i rischi per i nostri bambini

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I nostri bambini assimilano troppi zuccheri semplici

Gli zuccheri semplici sono dannosi per la salute dei piccoli. Predispongono all’obesità infantile, al diabete e a malattie cardiocircolatori. L’OMS dice no agli zuccheri ai bambini fino a due anni.

Zuccheri semplici, zuccheri aggiunti: i nostri figli ne ingurgitano troppi. E i rischi per la salute sono ormai evidenti. Gli esperti sembrano tutti concordi. Malgrado le industrie del settore l’abbiano nascosto per anni. Lo zucchero raffinato è dannoso per i neonati perché può causare gravi problemi nella fase della crescita. A confermarlo è l’OMS, l’organizzazione Mondiale della Sanità, che riprende una ricerca dell’American Hearth Association.

I ricercatori infatti sostengono che assumere troppi zuccheri in età neonatale e prescolare è alla base dell’obesità infantile, ma anche della predisposizione al diabete e a problemi cardiocircolatori. Niente zucchero raffinato dunque ai propri piccoli fino a due anni.

Tutti gli zuccheri fanno male?

Il divieto non riguarda glucosio e fruttosio presenti naturalmente in alimenti come latte o frutta. Il problema sono piuttosto gli zuccheri aggiunti ai cibi, come biscotti, merendine e bibite gasate. Questi rappresentano “calorie vuote”, non associate cioè ad altri nutrienti benefici per l’organismo come proteine, carboidrati, vitamine, calcio. Gli zuccheri si differenziano infatti in:

  • zuccheri semplici, ovvero il classico saccarosio;
  • zuccheri complessi, come l’amido nella pasta, nelle patate e nel riso.

Entrambi fanno parte della categoria dei carboidrati. Ma mentre gli zuccheri complessi rilasciano energia con gradualità,  gli zuccheri semplici rilasciano energia immediata. Questo ha l’effetto di “caricare” i bambini, che possono arrivare anche a manifestare iperattività e agitazione.




Basti pensare che una lattina di una bevanda gasata può contenere anche nove cucchiaini di zucchero, per comprendere le conseguenze dei cibi spazzatura. Appare evidente l’importanza di limitare l’aggiunta di zuccheri semplici e preferire alimenti naturalmente dolci grazie a “zuccheri buoni”.

Il segreto sta nelle buone abitudini

Purtroppo i bambini e i ragazzi italiani non sono stati guidati alla consapevolezza del problema. Fino a 18 anni, la quantità massima raccomandata è di 25 grammi di zucchero al giorno (meno di 6 cucchiaini). Il 40% dei bambini fino a nove anni, però, beve almeno una bibita gasata, ogni giorno. E secondo un’indagine europea, la Idefics, i piccoli italiani tra i 2 e i 9 anni raggiungono mediamente gli 87 grammi al giorno.

È davvero troppo. Tutto il nucleo familiare dovrebbe adottare delle corrette abitudini alimentari, per il bene dei più piccoli. Se la famiglia ha stili e comportamenti alimentari corretti e positivi, il bambino svilupperà uno stile e un comportamento alimentare altrettanto salutare, senza eccessi, rifiuti o carenze.

Se il bimbo rifiuta il cibo, evitate di ricorrere a alimenti dolci o salati per indurlo a mangiare qualcosa.  Questo comportamento potrebbe incidere sul suo senso del gusto e gli farà costruire delle abitudini alimentari negative. Cercate di incuriosirlo con ricette colorate e sfiziose, facendogli assimilare tutti i nutrienti di cui ha bisogno. È anche importante non obbligarlo, magari con rimproveri o punizioni.

Impariamo inoltre a leggere bene le etichette per capire la quantità degli zuccheri presenti negli alimenti e la loro origine, preferendo quelli naturali piuttosto che quelli aggiunti. Infine, a costo di incorrere nella disapprovazione delle nonne, abbandoniamo la tradizionale abitudine di utilizzare i cibi dolci come premio o gratificazione per un comportamento corretto.

Foto: David Goehring