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Muos: blocco del Tar, ma le antenne sono tornate a funzionare

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Lo scorso febbraio, i giudici del Tar di Palermo hanno accolto il ricorso presentato dal Comune di Niscemi (Caltanissetta) contro la realizzazione del sistema di comunicazioni satellitari della Marina militare statunitense che sorge in contrada Ulmo. I giudici sono convenuti sul fatto che il Muos sarebbe pericoloso per la salute dei cittadini. Nonostante tutto, gli attivisti dei comitati contro le antenne della marina militare affermano che le attività continuano. In barba all’applicazione della legge.

Il Muos è una base militare americana, collocata in mezzo a una riserva naturale a Niscemi, in Sicilia. Una base segreta, di cui nessuno vuole parlare, ma le cui onde elettromagnetiche sono così forti da avere un impatto mortale su chi gli sta intorno.

muos

Il 13 febbraio, il Tar di Palermo ha disposto il fermo dei lavori con sentenza n. 461/2015, accogliendo il ricorso presentato da Legambiente e dai legali del coordinamento regionale dei comitati No Muos e del movimento No Muos Sicilia. Nonostante questo, secondo quanto documentano e affermano gli attivisti No Muos, un convoglio costituito da operai e militari sarebbe stato scortato dalle forze dell’ordine per garantirne l’accesso alla base Nrtf. Ma non è tutto: il 27 febbraio le parabole sarebbero state disposte in maniera differente e riprese con le luci accese, segnale del fatto che sono ritornate a funzionare.

Dopo le ripetute segnalazioni dei cittadini, gli avvocati No Muos hanno inviato un atto monitorio al ministro dell’Interno, al dipartimento di Affari interni e territoriali, alla prefettura di Caltanissetta, all’ufficio del gabinetto del questore, al commissariato di Niscemi, al comando della stazione dei carabinieri di Niscemi e al loro ufficio relazioni pubbliche.


Come si legge in un comunicato degli stessi avvocati, presente sul sito del No Muos, “in base alla Sentenza del TAR Palermo depositata il 13 febbraio, l’installazione del MUOS è avvenuta in assenza di valide autorizzazioni. L’Annullamento, infatti, ha efficacia sin dall’origine ed i lavori sono da considerare integralmente abusivi. A prescindere da ogni altra conseguenza, quindi, anche il loro utilizzo, in qualsiasi forma è da considerare illecito“.

Sullo stesso sito, si continua a leggere: “Ancora una volta il ministero degli Interni ha coscientemente calpestato legittime decisioni scortando e difendendo gli abusivi. Come ci aspettavamo la sentenza al Tar rappresenta per “i tutori della legalità” carta straccia di fronte il padrone americano“.

Il 4 aprile prossimo si scenderà di nuovo in piazza a protestare contro un sistema che, a quanto pare, si beffa della legge e dei diritti dei cittadini.

(Foto: wikimedia)

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