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Inquinamento e rischi per la salute nei bambini

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Ormai dovremmo averlo capito: i bambini sono i soggetti più sensibili all’inquinamento, i cui effetti influiscono sul processo di formazione del loro organismo. Un concetto che è stato ampiamente ribadito da Antonella Litta referente dell’Associazione italiana medici per l’ambiente-Isde (International Society of Doctors for the Environment) di Viterbo, durante la sua relazione per l’incontro a Vetralla (Viterbo) sul tema “Inquinamento ambientale e alimentazione: quali rischi per la salute dei bambini?”.

Secondo Litta, i piccoli e, ancora di più, il feto, il neonato e il lattante sono più esposti agli effetti delle sostanze nocive presenti nell’aria, perché organismi in formazione con un sistema immunitario, metabolico e respiratorio ancora in fase di sviluppo e completa specializzazione. Purtroppo, le malattie nei bambini causate dallo smog sono un fenomeno in crescita, anche in Italia, e i rischi sono tanto maggiori quanto più precoce e prolungata è l’esposizione. Si va dalle allergie, fino alle malattie respiratorie, irritazioni oculari, l’accumulo di piombo nel sangue dei più piccoli, il rischio di autismo per gli embrioni esposti ad alte concentrazioni di inquinanti.

Una vasta letteratura scientifica, sia italiana che internazionale, conferma come sia proprio l’esposizione materno-fetale a sostanze inquinanti (capaci per le loro dimensioni di superare le barriere placentare ed ematocerebrale, la membrana cellulare e nucleare) la causa di malattie che si svilupperanno nell’infanzia e nell’età adulta. In particolare malattie neurologiche, dello spettro autistico, endocrinopatie, neoplasie, allergie e celiachia.


A causa delle parziali attuazioni in Italia delle leggi in materia di prevenzione, protezione e tutela di ambiente e salute e degli articoli della Costituzione, da parte delle istituzioni e degli enti preposti – ha precisato Antonella Litta – si sia di fatto agevolato un inquinamento sempre più diffuso ed ubiquitario dell’aria, dell’acqua, dei suoli e quindi del cibo che ha avuto e ha per conseguenza anche la grave situazione sanitaria vissuta dalle popolazioni italiane in termini di aumento delle malattie cardiovascolari, respiratorie, cronico-degenerative e neoplastiche purtroppo anche in età pediatrica”.

Per proteggere la salute delle persone, ma soprattutto quella dei bambini, è quindi necessario, ha ricordato l’esperta, che si facciano scelte individuali e collettive che vadano verso una rapida riduzione di tutte le fonti d’inquinamento.

Litta ha fornito indicazioni precise sugli interventi a tutela della salute volti a ridurre rapidamente le fonti d’inquinamento nel territorio viterbese, tra cui l’idea di riaprire la mensa scolastica e offrire prodotti locali, preparati e serviti in stoviglie di ceramica (per evitare Bisfenolo A e Ftalati contenuti nelle plastiche), in modo da aiutare i bambini a crescere in maniera più sana ed equilibrata, partendo dall’alimentazione.

(Foto: ucsusa.org)

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