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Epatite A nei frutti di bosco: 1.787 casi solo in Italia

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Ricordate l’epidemia di epatite causata dai frutti di bosco? Secondo un documento ufficiale diffuso dal Ministero della Salute in risposta a un’interrogazione del Movimento 5 Stelle, “la situazione di crisi si deve considerare superata, considerando la riduzione dei casi di malattia riconducibili al consumo di frutti di bosco”.

Eppure, poco è stato detto, considerata anche la portata che questa epidemia ha avuto in Italia, dove ha colpito 1.787 persone.

Durante l’epidemia, ricorda Il Fatto Alimentare, sono stati identificati 15 lotti contaminati; 45 sono stati classificati come sospetti e sono state coinvolte 11 aziende.

Una situazione di allerta che è durata due anni e in cui, secondo il giornale online, poco e male si sarebbe fatto per informare i cittadini. In particolare, si legge: “Il Ministero della salute dichiara di avere informato i cittadini rilasciando interviste a diverse riviste a costo zero e «in tempi ristretti considerando il carattere di urgenza che la questione richiedeva». La realtà è leggermente diversa, l’epidemia è rimasta una vicenda sconosciuta per decine di milioni di italiani, che hanno continuato a mangiare tranquillamente frutti di bosco e dolci preparati con questi frutti ignare del pericolo. Non ci sono state conferenze stampa per informare la gente e i giornalisti e i dati sulle persone contaminate sono stati diffusi con il contagocce prima ogni mese, poi ogni sei mesi”.

frutti di bosco_epatite

La sensazione è che il Ministero non sia riuscito a fare una corretta valutazione del rischio. Anche perché i casi registrati in Italia rappresenterebbero circa il 95% del totale degli episodi di epatite A avuti in Europa.

Secondo un lavoro di tracciabilità coordinato dall’Autorità europea le per sicurezza alimentare (Efsa) sui frutti di bosco e prodotti derivati, e pubblicato sul sito del Ministero della salute, “il virus dell’epatite A (HAV) è stato riscontrato analiticamente in 14 lotti di frutti di bosco misti surgelati e in 2 lotti di prodotti di pasticceria contenenti frutti di bosco misti in Italia, Francia e Norvegia”.

Ad oggi, non è stato individuato un unico punto di contaminazione capace di collegare tutti i casi e tutti i lotti contaminati. Tuttavia, le fonti possibili individuate, con un livello simile di evidenza, sarebbero solo due:

  • ribes rossi prodotti in determinate regioni e annate in Polonia;
  • more prodotte in Bulgaria (anno e zone di produzione sconosciute).


Si legge ancora sul sito del Ministero che “è possibile che altri prodotti potenzialmente contaminati, collegati all’epidemia, siano tuttora in commercio e per questo motivo si ribadisce che la modalità più sicura per consumare frutti di bosco surgelati è quella di farli bollire per almeno 2 minuti”. Attenzione non solo ai prodotti che consumate in casa, ma anche a quelli venduti negli esercizi commerciali.

Se volete approfondire e rileggere le notizie del contagio dell’epatite A nei frutti di bosco, potete farlo al link: http://ambientebio.it/epatite-a-in-frutti-di-bosco-congelati-lepidemia-continua/

(Foto in evidenza: barfblog; foto interna: make-it-do)

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