Home Alimentazione Biologica Conservare la frutta: le mele fermentate

Conservare la frutta: le mele fermentate

1596
0

Moltissime sono le tecniche di trasformazione alimentare, la maggior parte davvero molto antiche.

La necessità di trasformare i cibi nasceva per ovviare all’assenza di strumenti atti alla refrigerazione, congelatori e frigoriferi per intenderci: i raccolti di frutta, verdura e spezie, magari cospicui, andavano immagazzinati per garantire derrate alimentari sufficienti anche per l’inverno quando la terra rimaneva a riposo.

Inoltre, bisogna considerare che i nostri antenati erano popoli nomadi, che si spostavano continuamente in cerca di territori adatti alla sopravvivenza della tribù: era per tale motivo importante sviluppare delle tecniche conservative del cibo che ne garantissero la durata durante i giorni di viaggio. 

La tecnica conservativa e, di conseguenza, trasformativa del cibo più lontana è la fermentazione.

Cibi e bevande fermentate arricchiscono, ancora oggi, la nostra dieta: il pane con la pasta madre, lo yogurt, l’aceto, la birra, i crauti, la salsa di soia, il miso…

Popoli antichissimi, egiziani, sumeri, i cinesi di 3000 anni fa, i romani, utilizzavano cibi e bevande fermentate come nutrimento principe: perché in questo modo si potevano conservare lungamente le materie prime, poi perché il valore nutritivo dei cibi fermentati, e studi recenti lo stanno dimostrando, è davvero notevole poiché il valore vitaminico aumenta, aiutano a mantenere la flora batterica in equilibrio, il che significa avere un intestino pulito e un sistema immunitario efficiente.

La fermentazione è caduta, ahimè, in disuso a causa delle tecniche di conservazione alimentare industriali, scatolame e surgelati per intenderci, ed è passato il concetto che i batteri sono cattivi e che, come tali, vanno combattuti. Senza i batteri buoni e antiossidanti dell’organismo, la nostra flora intestinale, e quindi il nostro complesso sistema immunitario, sarebbe inesistente.

 

Magari siete talmente fortunati da avere un piccolo orticello con qualche albero da frutto, o qualche parente e/o amico che vi regala cassette di frutta fresca. Se questo è il vostro caso, il periodo per trasformare, invasettare e conservare per l’inverno è giunto.

E visto che settembre è il tempo delle mele, vogliamo darvi una ricetta particolare che unisce la tecnica fermentativa e questo frutto dalle mille risorse: le mele fermentate.

Loading...

Questa ricetta è tipica russa e può essere eseguita anche con le pere.

 

Ingredienti

5 kg di mele o pere sode e sane

2,5 litri di acqua

250 gr di crusca di grano

Foglie di dragoncello o ribes (sono facoltative, servono per aromatizzare ulteriormente)

40 gr di sale

 

Preparazione

Lavare la frutta, sbucciarla e farla a fette. Riporre a strati le fette in un contenitore di vetro e tra strato e strato disporre le foglie di dragoncello o ribes.

Nel frattempo, mettere a bollire l’acqua, versarvi la crusca e lasciar raffreddare e decantare. Travasare l’acqua in un altro recipiende filtrando la crusca, aggiungere il sale e farlo sciogliere.

Questa salamoia appena preparata andrà versata sulla frutta: accertatevi che le vostre mele o pere ne siano completamente ricoperte. Per fare questo, potrete disporre sopra la frutta un peso: nella foto potete vedere una bottiglia piena d’acqua che schiaccia la superficie.

Può adesso partire la fermentazione che proseguirà a temperatura ambiente per 3 settimane.

 

Giulia Landini

Fonte “Ecologia del risparmio

Blog “Seminterra

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.