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Fragole: i falsi frutti più famosi che fanno bene alla salute

Senza dubbio Dio avrebbe potuto produrre una bacca migliore, ma senza dubbio Dio non l’ha mai fatto.” Questo è quello che 400 anni fa diceva Dr. William Butler, e non si sbagliava. Da sempre le fragole vengono considerate un frutto prelibato: ancora oggi vengono molto apprezzate, per il loro gusto, fragranza e brillantezza.

Perché è salutare mangiare le fragole?

Le fragole contengono poche calorie e tanta acqua; utile per l’idratazione completa delle cellule del nostro corpo.

Fanno diminuire il rischio di malattie cardiache in quanto contengono il flavonoide quercetina che aiuta a rendere i capillari meno fragili, prevenendo malattie come aterosclerosi.

Questo flavonoide secondo una meta-analisi del 2016 inoltre si comporta come antiossidante naturale prevenendo il rischio di ictus.

Se vuoi approfondire leggi anche: Fragole: proprietà e valori nutrizionali per cui fanno bene al nostro organismo

Scrub naturale alla fragola

Fragole: i falsi frutti più famosi

Botanicamente le fragole sono un falso frutto. La parte commestibile che noi mangiamo proviene dallo sviluppo del ricettacolo del fiore e non dell’ovario.

I frutti veri sono quei piccoli semini che punteggiano la fragola chiamati acheni. Essi sono un tipo di frutto secco portato da alcune piante nell’ovaio maturo.

In questa immagine sono ben visibili gli acheni, i veri frutti delle fragole.

Ma le fragole non sono gli unici falsi frutti.

Noi chiamiamo frutti anche la mela e la pera, la cui parte commestibile proviene però dallo sviluppo di altre parti del fiore. Nella mela e nella pera i veri frutti sono il torsolo.

Tutto ciò deriva dalla confusione della parola frutto in gergo botanico e in quello comune.

Differenza tra le fragole che mangiamo e le fragoline di bosco

Le fragole che noi mangiamo fanno parte della famiglia delle Rosacae, il cui nome scientifico è Fragaria x ananassa; la x sta ad indicare che è un ibrido. Infatti è stata l’unione di due specie proveniente dalle Americhe che ci ha permesso di ottenere la nostra fragola da giardino: queste due specie sono state portate in Europa e qui hanno subito l’incrocio.

Le fragole di bosco invece si chiamano Fragraria vesca, sono commestibili ma sono più piccole e meno brillanti rispetto a quelle che noi mangiamo. Per riconoscerle basta vedere che fiore sboccia vicino al frutto…se il fiore è bianco e rivolto in giù come una specie di campana, quella è una fragolina di bosco.

Fragole
Fragoline di bosco, più piccole rispetto a quelle commerciali.

Antichi usi

Nel corso dell’antichità le fragole hanno subito vari utilizzi oltre a quello commestibile. Venivano associati a simboli di Venere, dea della bellezza greca, per la loro forma a cuore e colore rosso.

Gli antichi romani attribuivano ad esse un grande valore medicinale, usandole per curare varie patologie partendo dalla malinconia fino ad arrivare ai calcoli renali.

I muratori di pietra medievali hanno poi scolpito le fragole sugli altari e nei pilastri delle chiese per simboleggiare giustizia e perfezione.

Un uso singolare venne fatto da una nobile alla corte di Napoleone, la signora Tallien, che utilizzava il succo delle fragole fresco per farsi il bagno. Secondo le stime, pare che abbia utilizzato ben 22 kg di fragole per bagno.

Come è possibile coltivarle?

Coltivare le fragole è abbastanza semplice, nei vivai e in alcuni supermercati si vedono piantine già pronte da poter coltivare sul balcone. Vanno bene anche vasi di piccole dimensioni per poterle curare al meglio.

Le piantine vanno cambiate ogni tre-quattro anni perché tendono ad ammalarsi e a diventare poco produttive.

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Come coltivare le fragole: ecco dei germogli di fragole in vaso.

Vanno innaffiate regolarmente, non lasciando mai che il terreno diventi secco. Le fragole infatti amano i terreni umidi e torbosi, ben drenati. Comprimere il terreno prima di innaffiarlo, per evitare i ristagni d’acqua.

La luce è fondamentale, però attenzione ai raggi del sole diretto.

fonte fonte

fragole benifici


valentina paolillo

Laureata in Scienze Biologiche, mi sono sempre interessata ai perché del mondo biologico. Nei miei articoli tratto soprattutto i cambiamenti climatici, ma non dimentico animali e fiori che sono la mia passione.

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