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Estonia approva la Sugar Tax: tasse sulle bevande zuccherate (anche veg)

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Estonia: il Parlamento introduce la Sugar Tax

Approvata anche in Estonia la Sugar Tax sulle bevande zuccherate. Nel provvedimento rientrano anche il latte vegetale e kefir. Tutte le novità a partire dal 2018

Sugar Tax una tassa sulle bevande zuccherate, che provocano disturbi significativi come l’obesità. Da qualche anno, l’idea sta prendendo piede nel mondo. Emblematico il caso del Messico che ha introdotto la tassa due anni fa e sta ottenendo buoni risultati. Oggi ci prova anche l’Estonia, che nel provvedimento inserisce anche bevande ‘vegetali’ come il latte di soia.

Ecco cosa prevede la nuova legge.

Sugar Tax in Estonia: si comincia nel 2018

Il parlamento estone, il Riigikogu, ha approvato la norma sulla Sugar Tax con 52 voti favorevoli e 37 contrari. Nel dettaglio, la legge prevede che sia applicata una sovrattassa a tutte le bevande dolci che abbiano un contenuto di zucchero di almeno 5 grammi per 100 millilitri, o che abbiano dei dolcificanti aggiunti.

I parlamentari dell’Estonia hanno previsto che la norma venga applicata non solo alle classiche bevande zuccherate in commercio (pensiamo a Coca-Cola e simili). Nel provvedimento rientrano anche yogurt da bere, kefir e il cosiddetto latte vegetale, come quello a base di soia, per esempio.

La legge entrerà ufficialmente in vigore nel gennaio dell’anno prossimo. Previsto un periodo di transizione: due anni, per dare alle aziende il tempo di modificare le formulazioni dei propri prodotti. L’intento è, inoltre, di dare la possibilità ai consumatori di abituarsi ai nuovi gusti meno zuccherati.

Non è ancora chiaro se dalla tassazione saranno esclusi le bevande a base di latte dal sapore dolce e i succhi con il 100% di frutta o verdura.

Il ministro dell’economia estone, Sven Sester, fa ‘i conti in tasca’ alla riforma. La Sugar Tax dovrebbe essere fissata tra i 20 e i 36 centesimi al litro. Una volta implementata, dovrebbe generare 24 milioni di euro di nuovi introiti per lo Stato, già nel 2018.

Sugar Tax: il successo del Messico

Come abbiamo accennato, l’Estonia non è la prima a introdurre una tassa simile. In molti studiano infatti l’esempio del Messico. La popolazione dello stato centroamericano è pesantemente affetta da disturbi dell’alimentazione. Più del 70% degli abitanti, infatti, è sovrappeso o obeso. E più del 70% degli zuccheri aggiunti alla dieta dei messicani proviene proprio dalle bevande zuccherate.

Visti i dati, lo Stato ha dovuto introdurre due anni fa la Sugar Tax. Con risultati che sembrano promettenti. A 12 mesi dall’introduzione, il calo nei consumi è stato del 5,5%. Nel secondo anno la diminuzione è stata ancora più consistente: -9,7%. In media, nei 24 mesi presi in considerazione, la riduzione è stata del 7,6%.

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Estonia e Messico esempio per tutti

Già alla fine dello scorso anno, l’Organizzazione Mondiale della Sanità lanciava un appello a tutti gli Stati per introdurre una Sugar Tax. Secondo l’organismo internazionale, una tassa del 20% aiuterebbe a ridurre il consumo di bevande zuccherate. Un consumo che ritiene sia alla base dell’aumento di persone obese, soprattutto in età infantile.



Secondo le linee guida dell’OMS, nessuno di noi ha bisogno di zucchero aggiunto nelle diete. E infatti il limite massimo consigliato sul totale del nostro fabbisogno energetico è del 10%. Meglio ancora se ridotto al 5%.

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