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Sottrazione di minorenni: tra condanne europee e riferimenti legislativi poco chiari

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sottrazione di minorenni

Il codice civile italiano favorisce un’indiscriminata sottrazione di minorenni da parte dell’autorità pubblica? A leggere le cronache su alcuni casi recenti parrebbe di sì. Ci riferiamo per esempio al caso della bambina di Gabriella e Luigi Deambrosis, strappata alla sua famiglia naturale. Dopo 7 anni di battaglie giudiziarie, i due genitori sono stati assolti da tutte le accuse a loro carico, ma ormai la piccola è destinata a una famiglia adottiva e lì resterà.

L’Italia è stata già condannata dalla Corte Europea dei diritti dell’uomo (Cedu) sul tema. Ma ad oggi nulla è stato fatto. I deputati del Movimento 5 Stelle hanno però presentato di recente un disegno di legge per modificare l’articolo 403 del Codice Civile, che regola proprio l’Intervento della pubblica autorità a favore dei minori.

Ma è polemica: secondo alcuni, il ddl servirebbe addirittura per sottrarre i minorenni alla cura dei genitori quando questi decidono di non vaccinarli.

Sottrazione di minorenni: il caso Deambrosis

Partiamo da un caso concreto, per capire l’elevatissima posta in gioco. A marzo, la Corte d’Appello per i minorenni di Torino ha deciso che la bambina di Gabriella e Luigi Deambrosis non tornerà alla sua famiglia naturale. Sette anni sono trascorsi dall’inizio della battaglia legale e dalla nascita. Periodo durante il quale la piccola è stata affidata a una famiglia adottiva.

Ma cos’è successo? I due, che oggi tutti chiamano i “genitori nonni” di Mirabello, vista l’età (56 anni lei, 68 lui al momento del parto), avevano lasciato per pochi minuti la neonata in auto, nel cortile di casa. Da qui è scattata l’accusa di reato di abbandono di minore. A giugno 2016, la fine del processo penale: la Corte di Cassazione ha dichiarato infatti che il reato “non sussiste”. A fronte dell’assoluzione, i Deambrosis si aspettavano un nuovo affidamento della piccola, lontana da casa per così tanto tempo. Ma in realtà la Corte d’Appello per i minorenni di Torino ha dichiarato che ormai, tra la piccola e i genitori naturali non c’è alcun legame. Meglio per lei, quindi ,restare con la famiglia adottiva.

Si tratta, purtroppo, di una storia non unica nel nostro Paese. E che fa emergere dubbi sui provvedimenti di sottrazione di minorenni da parte dell’autorità giudiziaria. Dubbi che nel 2015 hanno portato la Corte Europei dei Diritti dell’Uomo a condannare l’Italia. Il provvedimento di due anni fa nasceva da un altri casi limite tra i quali questo: a una coppia erano stati sottratti tre figli, dopo che la mamma si era ammalata di depressione.

Sottrazione di minorenni, soluzione “estrema”

Le Cedu ricordava nel caso del 2015 come la sottrazione di minorenni doveva essere “l’extrema ratio”, da applicare solo in casi eccezionali. E non la regola come sembra accadere qui, a causa dell’articolo 403 del Codice Civile. Lo spiega a Linkesta l’avvocato Cristina Franceschini, presidente della Onlus Finalmente Liberi:

«L’articolo 403 del Codice civile, che stabilisce l’intervento dell’autorità pubblica a favore dei minori, lascia adito a valutazioni arbitrarie e frettolose. Può accadere che i servizi sociali, su segnalazione dei vicini, o addirittura su segnalazioni anonime, intervengano e allontanino il minore. Ma solo successivamente il giudice apre un procedimento per fare delle indagini, che possono durare anche anni. Gli allontanamenti si basano per lo più sulle relazioni dei servizi sociali, di cui i giudici non possono non tenere conto. E anche per troppo carico di lavoro, i giudici finiscono di fatto per delegare la decisione a loro».

Sottrazione di minorenni: la proposta dei 5 Stelle e le polemiche

A febbraio, 6 deputati del Movimento 5 Stelle presentano il disegno di legge 4299. La proposta reca “Modifica dell’articolo 403 del codice civile, in materia di intervento della pubblica autorità a favore dei minori”. Nei giorni scorsi (il 13 settembre) il ddl ha cominciato il suo iter presso la Commissione Giustizia della Camera. Con l’avvio dell’esame della proposta, sono partite però anche le polemiche.

In un post sul suo blog, Gianni Lannes ha infatti attaccato il M5S, sostenendo che i bambini nel nostro Paese “non sono mai soggetti bensì oggetti di speculazione”. Sostiene infatti che “l’azzeramento della patria potestà prevista dal decreto Lorenzin torna” nella norma in corso di approvazione. Una norma che sarebbe “un bieco espediente per togliere i figli a madri e padri naturali”.

Lannes riporta poi l’articolo 1 dell’articolo 403 CC, per come sarebbe modificato dal nuovo disegno di legge. Sottolineandone, in particolare, un passaggio:

«Quando il minore si trovi in uno stato, accertato o evidente, di abbandono morale o materiale e, comunque, per le condizioni in cui è allevato, si trovi esposto a grave pericolo per il suo benessere fisico e psichico, la pubblica autorità, preferibilmente a mezzo degli organi di protezione dell’infanzia, lo colloca in un ambiente sicuro, sino a quando si possa provvedere in modo definitivo alla sua protezione».

In questo passaggio sarebbero contenute “certe insidie”, che rendono un favore “al sistema”. La proposta, sostiene Lannes, “consente di fatto allo Stato di sottrarre ancora più agevolmente i figli non vaccinati ai genitori”. In particolare, il giornalista ritiene che “le autorità potrebbero utilizzare questa facilitazione istituzionale per allontanare dal nucleo familiare disobbediente i pargoli non vaccinati”.

Sottrazione di minorenni: la risposta del Movimento

In un comunicato, i deputati 5 Stelle facenti parte della Commissione Giustizia, si dicono “stupiti” dalle accuse di Lannes alla proposta di legge. E scrivono:

«Ci sarebbe da ridere se non stessimo parlando di cose molto serie. La proposta di legge infatti, frutto di una prolungata riflessione e discussione, nasce dopo aver più volte ricevuto delle segnalazioni per casi di cattiva gestione nei provvedimenti di allontanamento dalla casa familiare di minori ed agisce sì sull’articolo 403 del codice civile ma andando però nella direzione opposta a quanto scritto dall’articolo di Lannes».

La proposta, infatti, servirebbe a intervenire in maniera urgente proprio per “limitare i rischi e gli abusi riguardanti le sottrazioni di minorenni alle proprie famiglie. Per ovviare a tale fenomeno, nella proposta si prevede “un controllo più stringente del Pubblico Ministero presso il Tribunale dei minori, così evitando sottrazioni arbitrarie e superficiali che creano un danno enorme ai bambini e alle loro famiglie”. Il ddl introduce inoltre la possibilità per il giudice di essere messo al corrente in tempi brevi dell’eventuale allontanamento del minore e riduce la discrezionalità nell’adozione del provvedimento.

I deputati chiedono poi a Lannes la modifica dell’articolo sul blog, invitandolo ad approfondire la proposta di legge con i proponenti, “fornendo spunti per migliorarla”. Specificano infine che “l’intento e il senso della modifica vanno nella direzione di una maggiore tutela del minore […] e non si lega assolutamente al Decreto Lorenzin”.

1 COMMENTO

  1. Finiamo il Business sulla pelle dei bambini

    Presentazione Proposta di Legge di Iniziativa Popolare “Difesa Bambini e Famiglia”
    Il giorno 08.09.2017 è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale al numero di serie generale 210 la proposta di Legge di Iniziativa Popolare “Difesa dei Bambini e della Famiglia” da un numero di 11 cittadini col diritto di voto.
    Il deposito è stato effettuato il giorno 07.09.2017 presso la Corte di Cassazione dai firmatari: Pulpan Isabella, Francesco Claudio Acquaviva, Pennone Nicola, Giorgina Bais, Valentina De Cicco, Carlo Priolo, Gabriele Ratini, Loredana Dell’Uomo, Vivoli Lidia, Marianna Tonina, Atencio Luis Miguel.
    Il testo della proposta di legge comprende 27 articoli e tratta: “l’abolizione delle case famiglia, il divieto di allontanamento dei bambini dalle proprie famiglie, no ai vaccini imposti e senza garanzie, la riforma degli assistenti sociali che devono assistere la società- gli anziani, le famiglie con figli malati, i senza tetto, la riforma degli psicologi che non possono più indurre in errore i magistrati con relazioni posticcie, sostegno di 500 euro al mese ad ogni figlio a carico per le famiglie che hanno meno di 9.000 euro all’anno di reddito, le case agli italiani con figli malati etc., l’istituzione della Guardia Antifemminicidio per non dare più in pasto agli aguzzini le donne che hanno il coraggio di denunciare, l’applicazione della legge salva-suicidi,etc.”
    La proposta di legge potrà essere firmata da tutti i cittadini per la salvaguardia dei bambini e delle famiglie presso tutti i comuni dell’Italia dove saranno depositati i moduli.
    La promotrice di questa iniziativa – Pulpan Isabella, ha dichiarato che “il cittadino o il politico che non firmerà questa legge si dichiara automaticamente nemico della famiglia e del popolo. Il popolo è sovrano e deve proteggere la propria famiglia. Questa è la legge che metterà fine agli abusi sui bambini e ridarà il benessere all’Italia”.
    A breve sarà indetta una conferenza stampa sulla presentazione della legge.

    UNIAMOCI TUTTI: Mettete fine al massacro delle famiglie in Italia, Padri e Madri invece di finire sotto il piombo di chi vi toglie i figli, aderite alla Proposta di Legge di Iniziativa Popolare per la Difesa di Bambini e Famiglie e scrivete a difesabambiniefamiglia@gmail.com

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