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Mc Donald’s nei guai per presunta evasione fiscale in Italia

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Ancora guai per la catena di Fast food più noti al mondo. La Mc Donald’s, che ricordiamo è stata scelta tra gli sponsor ufficiali dell’Expo di Milano, rischia 224 milioni di multa per evasione fiscale.

Codacons, Cittadinanzattiva e Movimento Difesa del Cittadino hanno presentato un esposto per presunta violazione delle norme fiscali e tributarie italiane. La richiesta di sottoporre a giudizio McDonald’s è partita dal rapporto “Unhappy Meal”, pubblicato nel febbraio scorso da una coalizione di sindacati americani e europei, che avrebbe svelato alcuni retroscena della strategia adottata dalla catena di fast Food.

Secondo la ricostruzione dei fatti effettuata da Repubblica, dopo che il Lussemburgo ha introdotto un regime agevolato per i profitti da sfruttamento dei beni intangibili, la McDonald’s avrebbe riattivato una società nel Granducato, con succursale in Svizzera, strettamente collegata con le attività della multinazionale nella Penisola. Il tutto per godere di un regime di tassazione agevolato. La presunta magagna avrebbe così portato a un’evasione pari a 74,7 milioni.

L’esposto, presentato dalle tre associazioni, inizia col ‘pesare’ la presenza di McDonald’s in Italia: “Nel 2013, McDonald’s ha fatturato in Italia più di 1 miliardo di euro. Le vendite dei ristoranti italiani sono aumentate più del 90% negli ultimi 10 anni, facendo del mercato italiano il quarto mercato più profittevole in Europa e, del gruppo McDonald’s in Italia, una delle catene con crescita più costante“, ricorda il Codacons. La riorganizzazione del gruppo effettuata nel 2009 sarebbe stata pensata, “al fine di sviluppare un sistema di pagamento di royalties proveniente dall’Europa e diretto verso le consociate del gruppo localizzate in paesi con vantaggiosi regimi di tassazione dei redditi derivanti dallo sfruttamento di beni immateriali“.




Dal canto suo, la società ha rigettato le accuse, dichiarando di aver agito sempre in linea con le regole fiscali. McDonald’s Italia ha infatti negato “categoricamente di aver mai avuto rapporti finanziari con alcuna società operante in Lussemburgo. Le supposizioni riportate dal rapporto non hanno nulla a che vedere con McDonald’s Italia, che rispetta le normative vigenti e paga regolarmente le tasse al fisco italiano. Pertanto il rapporto sopra menzionato è totalmente inesatto”.

Sarà comunque compito delle autorità italiane e della Commissione Europea indagare sulla possibile elusione fiscale avvenuta tra il 2009 e il 2013. Se si dovesse accertare l’illecito, la multinazionale potrebbe essere multata per cifre milionarie.

Le tre associazioni hanno spiegato come, “in un’epoca già difficile per la crisi economica è inaccettabile che le multinazionali sfruttino sistemi di elusione fiscale per causare danni per le entrate del fisco, che poi i consumatori sono chiamati a ripianare”. Per questo, affermano, hanno chiesto alle autorità italiane e alla Commissione europea di indagare sul comportamento di McDonald’s e di fermare e sanzionare questo modello di business.

Se le accuse dovessero rivelarsi vere, andrebbe ad aggiungersi un’altra macchia nera all’immagine già poco pulita di una società spesso ritenuta lontana dai più fondamentali principi di sostenibilità ambientale e diritti dei lavoratori.

(Foto: Bill Morrow)

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