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Amigdala: rabbia, paura ed altre emozioni. Cos’è e come governa le forze “oscure” nel nostro cervello

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È grande come una mandorla, forse non l’hai mai sentita nominare, ma ha una serie di funzioni molto importanti: è l’amigdala, una regione del cervello che fa parte del cosiddetto encefalo umano.

L’amigdala “governa” le emozioni basiche ed è responsabile della memoria dei nostri traumi. A lei si devono emozioni come rabbia, paura ed è essenziale per l’istinto di sopravvivenza.

Scopriamo insieme che cos’è, qual è la sua correlazione con le nostre emozioni e come sono nate tecniche di guarigione fondate sulla sua conoscenza.

Che cos’è l’amigdala

L’enciclopedia Treccani ci spiega che l’amigdala è una piccola formazione ovale, di circa 1,7 centimetri, di sostanza grigia. È suddivisa in quattro nuclei: mediale, basolaterale, centrale e basale. Ognuno di essi ha una funzione neuropsicologica specifica. È sede di diversi nuclei nervosi.

Fa parte del sistema limbico ed è praticamente divisa “a metà” tra i due emisferi cerebrali. Per essere precisi l’amigdala occupa la parte di lobo temporale più intima, chiamata lobo temporale mediale. Per avere un riferimento, questa zona si trova in corrispondenza della tempia, ma ovviamente è molto più interna.

In questo breve video, puoi scoprire l’esatta posizione dell’amigdala:

Il suo aspetto è molto simile a quello di una mandorla. Il nome stesso, infatti, deriva dal greco”amygdalé” (“ἀμυγδαλή”), che vuol dire mandorla.

L’amigdala e la sopravvivenza

Per capire qual è la funzione più nota dell’amigdala, partiamo da un esempio.

Hai appena finito di lavorare, è sera e il sole è già tramontato. Vai verso la tua macchina, in una strada parcheggiata in una zona dove l’illuminazione pubblica non è particolarmente efficace. La penombra, l’oscurità sono scenari che con l’evoluzione abbiamo imparato ad associare a rischio e pericolo.

Acceleri quindi l’andatura, per raggiungere appena possibile l’auto. C’è però un imprevisto: un individuo ti si avvicina e non ne comprendi la ragione. Qual è la tua reazione fisica ed emotiva immediata? Iniziare a correre per scappare.

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È l’amigdala a dirti che, quando c’è buio, devi metterti in stato di allerta: l’individuo che si sta avvicinando può rappresentare un pericolo. Un “predatore”.

Quando ci troviamo in questo tipo di situazioni, questo “organo” innesca delle risposte fisiche molto chiare: tachicardia, aumento della pressione, intensa sudorazione, respiro accelerato, rilascio degli ormoni dello stress e così via.

Ricordi ed emozioni

Ci spiega più dettagliatamente il funzionamento dell’amigdala la dottoressa Veronica Monte, psicologa, psicoterapeuta e ipnotista:

«L’amigdala aiuta a immagazzinare ricordi di eventi ed emozioni, in modo che un individuo possa essere in grado di riconoscere eventi simili in futuro. Nel caso in cui una persona abbia subito un trauma, il ruolo dell’amigdala  è di conservare la memoria di tale evento aumentando  paura e vigilanza quando la persona si trova in contesti simili o con degli stimoli che possano ricordare l’evento traumatico».

Sappiamo oggi che l’amigdala assolve almeno tre funzioni:

  1. Svolge un ruolo chiave nella formazione dei ricordi associati a eventi emotivi, come abbiamo visto, soprattutto riguardo a traumi infantili e momenti di sofferenza.
  2. È responsabile del “condizionamento della paura”, grazie al quale noi tutti impariamo a temere qualcosa: è la fonte, possiamo dire, del nostro istinto di sopravvivenza.
  3. Partecipa all’elaborazione di emozioni come rabbia, tristezza, paura, aggressività, ansia, ma è anche legata al piacere e alla libido.
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Amigdala

Il corpo e le emozioni: un rapporto molto stretto

Come ben sappiamo, corpo e anima non sono entità separate. Quello che risuona a livello emotivo nel cuore e nella mente, ha una “ricaduta” anche sul nostro corpo. Dolore, malessere, problemi fisici possono essere in alcune occasioni somatizzate, cioè percepite con il corpo (dal greco, soma σῶμα: corpo).

Scopri di più su come il tuo corpo reagisce alle emozioni, approfondendo la lettura dei nostri articoli:

L’amigdala e le tecniche Havening

Lo studio dell’amigdala ha condotto alcuni terapeuti a ideare alcune tecniche per alleviare gli effetti dei traumi psicologici, come le fobie o gli stati depressivi. L’insieme di queste tecniche prende il nome di Havening.

Sviluppate dal dottor Ron Ruden, con il fratello Steven, laureato ad Harvard, che ha dedicato dieci anni allo studio e alla sperimentazione clinica delle funzioni dell’amigdala.

Le tecniche ideate dal dottor Ruden hanno dimostrato, in uno studio del King’s College di Londra, di essere efficaci anche dopo un solo trattamento su disturbi come depressione e ansia.

Ne spiega più precisamente i contorni, ancora la dottoressa Veronica Monte:

«In termini di applicazioni le Havening Techniques,  agiscono  in modo permanente bloccando i neuroni specifici contenenti le informazioni  biologiche del trauma che  producono  reazioni non evolutive. Havening utilizza l’input sensoriale del tatto come una parte fondamentale della sua applicazione. Alcune aree del corpo quali le braccia , viso e le mani se toccate attraverso il metodo Havening producono onde delta a livello cerebrale. Le onde delta a loro volta promuovono reazioni chimiche a catena nella zona dell’amigdala. Ciò  rimuove specificamente i recettori  AMPA  che si trovano sulla superficie dei neuroni nell’amigdala, dove l’evento traumatico è stato ‘archiviato’ (la memoria dell’evento). Conseguentemente, il risultato è che l’area della memoria non viene  riattivata».

Ecco alcuni dei disturbi per cui vengono utilizzate le tecniche Havening:

  • Fobie
  • Dolore cronico
  • Rimozione delle risposte emotive ai ricordi angoscianti (relazioni interrotte, notizia sconvolgente, perdita, imbarazzo, ecc)
  • Risposte emotive derivanti da esperienze di calamità naturali, eventi traumatici (aggressione, stupro, abusi, criminalità ecc) ed esperienze di guerra
  • Risposte di rabbia
  • Paura dell’abbandono
  • Elaborazione della sofferenza e  del lutto
  • Stress
  • Frustrazione
  • Terapia di coppia e familiare
  • Disturbo Post Traumatico da Stress  (PTSD)
  • Attacchi di panico

 

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