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Conseguenze del riscaldamento globale: è la fine per gli insetti impollinatori

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conseguenze del riscaldamento globale

La scomparsa degli insetti è tra le più gravi conseguenze del riscaldamento globale. Rischi con aumenti di 1,5 gradi. L’allarme da nuovo studio internazionale

I risultati del nuovo studio condotto dai ricercatori dell’Università dell’East Anglia (UEA) e della James Cook University in Australia non lascia spazio a fraintendimenti: le conseguenze del riscaldamento globale porteranno a una strage di insetti. Non solo dunque desertificazione ed eventi atmosferici catastrofici: il global warming mette a rischio l’intero ecosistema, a causa della scomparsa dei preziosissimi impollinatori.

Eppure un barlume di speranza in questo quadro catastrofico c’è.

Conseguenze del riscaldamento globale: i rischi per gli insetti e come evitare il peggio

I ricercatori dell’Università britannica dell’East Anglia hanno studiato le conseguenze del riscaldamento globale su 115.000 specie vegetali e animali. Secondo gli studi condotti, l’aumento delle temperature potrebbe portare a una strage di insetti, a causa della distruzione del loro habitat.

Nella loro analisi, pubblicata sulla rivista Science, i ricercatori hanno raccolto dati su 31.000 specie di insetti, 8000 uccelli, 1.700 mammiferi, 1.800 rettili, 1.000 anfibi e 71.000 piante. Oltre, naturalmente, a considerare le condizioni climatiche di varie aree geografiche.

Per la prima volta in questo tipo di studi, hanno incluso tre possibili scenari:

  • Innalzamento della temperatura di 1,5 gradi rispetto ai livelli pre-industriali (l’obiettivo più “ottimistico” dell’Accordo di Parigi);
  • Innalzamento di 2 gradi (l’obiettivo minimo dell’Accordo di Parigi);
  • Incremento di 3,2 gradi (il livello cui si arriverà nel 2100 se non si prenderanno provvedimenti).

Le conseguenze su insetti ed ecosistema

A risentire di più delle conseguenze del riscaldamento globale sono gli insetti. Mammiferi e uccelli, spiegano i ricercatori, possono infatti migrare alla ricerca di luoghi più freschi. Api, mosche, formiche e coleotteri, invece, molto meno.

«Un insetto tipico può perdere il 43% del proprio habitat con un aumento di 3,2 gradi. Abbiamo scoperto anche che i tre principali gruppi di insetti responsabili dell’impollinazione sono particolarmente sensibili al riscaldamento», ha commentato sul quotidiano britannico Guardian la ricercatrice Rachel Warren, che ha guidato lo studio. Un evento che avrebbe un effetto a cascata sull’intero ecosistema. Senza impollinatori, come sappiamo bene, non ci sono frutti: senza cibo, anche gli altri animali non possono sopravvivere.

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Come evitare le peggiori conseguenze del riscaldamento globale

La soluzione è semplice: limitare l’innalzamento delle temperature a soli 1,5°C potrebbe dimezzare i rischi per piante e animali e ridurre di un terzo la moria degli insetti, soprattutto di quelli che vivono in Africa Meridionale, Amazzonia, Europa e Australia.

Secondo gli studiosi, raggiungere l’obiettivo finale dell’Accordo di Parigi, limitare il riscaldamento a 1,5°C rispetto ai livelli preindustriali, avrebbe enormi benefici per la biodiversità, molto più che limitare il riscaldamento a 2°C.

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